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“Processi e Politica”, il libro di Carmelo Conte presentato nella sala cultura della Banca Monte Pruno (VIDEO)

Di Giuseppe Geppino D’Amico

Politica, magistratura e informazione: sono questi gli argomenti principali emersi dal dibattito svoltosi presso la Sala Cultura della Banca Monte Pruno, a Sant’Arsenio, in occasione della presentazione del libro dell’on. Carmelo Conte, “Processi e Politica. Dopostoria di un conflitto tra poteri”. C’era molta attesa per l’evento e le aspettative non sono andate deluse da un dibattito a più voci dal quale sono emerse interessanti riflessioni su alcuni passaggi della storia repubblicana e sul delicato rapporto tra politica, magistratura e informazione, poteri dai quali Conte ha dovuto difendersi proprio mentre era al culmine della sua carriera politica.

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L’iniziativa, promossa dalla Banca Monte Pruno e dal Circolo Banca Monte Pruno, è stata aperta dal presidente del Circolo Aldo Rescinito, cui hanno fatto seguito gli interventi del presidente della Banca Michele Albanese, dell’on. Tommaso Pellegrino e del presidente della BCC Campania Centro Camillo Catarozzo, accompagnato dal consigliere Amabile Guzzo. Particolarmente significativa la seconda parte dell’incontro, affidata al dialogo tra il giornalista Geppino D’Amico e Carmelo Conte. Attraverso domande e approfondimenti, D’Amico ha accompagnato l’autore dentro i contenuti e le motivazioni del libro, consentendogli di sviluppare una riflessione ampia sui processi esaminati e sulle conseguenze che le vicende giudiziarie possono determinare anche prima della loro conclusione definitiva. L’intervento di Carmelo Conte, per ampiezza della ricostruzione storica e istituzionale proposta, ha assunto per i promotori i caratteri di una vera e propria lectio magistralis. A moderare l’incontro è stato il giovane Umberto Mazzali, responsabile marketing della Banca Monte Pruno, alla sua prima esperienza in questo ruolo. Una prova affrontata con equilibrio e naturalezza, coordinando relatori e diversi momenti della serata. Per la Banca anche una bella occasione per dare fiducia a un giovane collaboratore, valorizzandone capacità e crescita professionale attraverso nuove responsabilità.

Numerose e qualificate le presenze. Tra queste il direttore generale della Banca Cono Federico, il vicepresidente Antonio Ciniello, il direttore della Fondazione Monte Pruno Antonio Mastrandrea, i consiglieri Giovanni Martino e Filiberto Pasca, Pierangelo Di Siervi e la presidente del Collegio Sindacale Ilaria Imperatore. Presenti inoltre il sindaco di Sant’Arsenio Donato Pica, don Andrea La Regina e, in rappresentanza dei due sodalizi più antichi ancora in attività nel Vallo di Diano, la Società Operaia Torquato Tasso 1867 di Sala Consilina e il Circolo Sociale Carlo Alberto 1886, Michele Calandriello e Felice Tierno.

Michele Albanese

“Ospitare un libro non significa necessariamente condividerne ogni tesi – ha dichiarato Michele Albanese –, ma creare le condizioni perché quelle tesi possano essere conosciute, discusse e confrontate liberamente. È questo il significato che vogliamo continuare a dare alla nostra Sala Cultura. Una democrazia solida ha bisogno di una magistratura autonoma e indipendente, di una politica autorevole e responsabile e di un’informazione libera. Ha bisogno, nello stesso tempo, del rispetto delle garanzie e della dignità della persona. Il tema dei diversi tempi della giustizia, dell’informazione e della reputazione merita di essere approfondito senza pregiudizi e nel rispetto delle differenti sensibilità”. Sul ruolo della politica oggi si è soffermato l’on. Tommaso Pellegrino, che ha sostenuto l’assenza di autorevolezza nella politica di oggi: “La stagione di Conte – ha affermato Tommaso Pellegrino – proponeva una politica autorevole; oggi abbiamo la politica più mediocre d’Europa”. Tra gli aspetti evidenziati da Camillo Catarozzo figurano la rottura degli equilibri tra i poteri costituzionali e l’impatto della giustizia mediatica. In considerazione dello stato della politica di oggi, ha poi affermato: “Sono orgoglioso – ha detto Camillo Catarozzo – della Prima Repubblica”.

Numerosi gli argomenti affrontati dall’on. Carmelo Conte, a cominciare dal significato del titolo del libro: “Ho voluto ricordare alcuni processi celebrati in Italia agli inizi della Seconda Repubblica – ha spiegato Carmelo Conte – per interrogarmi su come, nel loro svolgimento, abbiano operato i principi della separazione dei poteri e dell’autonomia della magistratura e sul peso che la cultura giudiziaria e le tendenze politiche e ideologiche delle diverse epoche possono avere avuto. Nel libro rivolgo particolare attenzione anche al comportamento di alcuni pubblici ministeri e al rapporto tra funzione giudiziaria e formazione delle leggi. Resta poi una questione fondamentale: contro una sentenza si può ricorrere o proporre appello, mentre gli effetti politici e reputazionali prodotti da un procedimento possono consumarsi immediatamente e, anche per effetto della rappresentazione mediatica, diventare difficilmente reversibili”. Il Dopostoria è quello che la radice produce nel tempo. Fino al 1992 la politica aveva il sopravvento; da allora le cose sono cambiate. Oggi siamo in presenza di uno squilibrio tra i poteri che andrebbe regolato. Nel libro vengono evidenziati otto processi: quattro precedenti al 1992 (il processo al maresciallo Rodolfo Graziani per il ruolo avuto durante la campagna di Libia; il processo contro Giovannino Guareschi per gli articoli pubblicati su Candido contro De Gasperi; il processo a don Lorenzo Milani, autore della Lettera ai cappellani militari con la quale difendeva l’obiezione di coscienza, per chiudere con i 33 processi subiti da Pier Paolo Pasolini, dai quali uscì completamente assolto). Gli altri processi riguardano la nostra regione. In particolare, la vicenda relativa al rapimento da parte delle Brigate Rosse dell’assessore regionale DC Ciro Cirillo, per la cui liberazione fu pagato un riscatto a seguito di una trattativa che vide il coinvolgimento del capo della Nuova Camorra Organizzata Raffaele Cutolo; trattativa che la DC aveva rifiutato di avviare in occasione del rapimento e dell’uccisione di Aldo Moro, che costò la vita anche agli uomini della scorta.

Non poteva mancare un’analisi del processo a carico del sindaco di Salerno Vincenzo Giordano, “un galantuomo – lo definisce Carmelo Conte – ingiustamente arrestato”, e del processo “California”, che ha trasformato Conte da politico di successo a “imputato desiderato”, al termine del quale è stata riconosciuta la sua totale estraneità ai fatti a lui addebitati: “Con la durata del Processo California – scrive Carmelo Conte – è stata fatta violenza al diritto: con 75 imputati e due gradi di giudizio è durato circa venti anni… senza poter dire chi decise di iscrivermi nel registro degli indagati, perché il suo nome non risulta in nessun atto e da nessun registro. Uno dei più grandi processi della storia, il Maxiprocesso di Palermo, con 475 imputati, con tre gradi di giudizio, è durato invece sei anni”. Sui motivi del processo Conte non ha dubbi: “Era un periodo – scrive Carmelo Conte – in cui essere socialista era già motivo di reato per avere il Psi, nel 1987, messo all’opposizione la Dc a Salerno dando vita a una giunta laica e di sinistra, e i Demitiani ad Avellino. La doglianza, però, non riguarda il giudice ma l’inquirente; non l’interpretazione dei fatti, ma la loro esistenza”.

Non potevano mancare accenni alla sua attività: portano la sua firma la legge 219 del 1981 per la ricostruzione e lo sviluppo delle zone terremotate del Mezzogiorno e le iniziative assunte nel periodo in cui è stato ministro per le Aree Urbane. La serata ha confermato così la vocazione della Sala Cultura Banca Monte Pruno quale spazio aperto al confronto, nel quale storia e attualità possano incontrarsi attraverso le idee, l’ascolto e il pluralismo. Perché essere Banca di comunità significa contribuire allo sviluppo economico e sociale del territorio, ma anche favorirne la crescita culturale e civile, offrendo occasioni per conoscere, confrontarsi e comprendere.

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Direttore responsabile: Giuseppe Geppino D’Amico
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