Ha riscosso notevole successo la “Prima Giornata Comunale della Memoria storica e del patrimonio umano”, organizzata dall’Associazione UniOmnia, di cui mi onoro di essere il Presidente, e dal Comune di Polla. L’iniziativa si è avvalsa del patrocinio della Regione Campania, della Provincia di Salerno, della Comunità Montana del Vallo di Diano e del Piano Sociale di Zona S10. In un’unica serata si è parlato di cultura, solidarietà, tradizione e idee per il futuro.
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La manifestazione è iniziata con una solenne Celebrazione Eucaristica nella Chiesa di Cristo Re. Nell’Auditorium “Rocco Giuliano” della Scuola Media c’è stato un convegno su “I Custodi del Tempo: la memoria degli anziani come motore culturale”, che ha previsto, dopo i saluti istituzionali, una tavola rotonda con la partecipazione di relatori del mondo politico, sanitario, accademico e istituzionale. Dopo i saluti del presidente di UniOmnia, Daniel Ciappa, del sindaco di Polla, Massimo Loviso, e della consigliera con delega ai Servizi Sociali Annamaria Lopardo, sono intervenuti Cono Federico, direttore generale della Banca Monte Pruno; Michele Di Candia, presidente del Consorzio Sociale Ambito S10; Luigi Mandia, direttore sanitario del P.O. “L. Curto” di Polla; Rosa Egidio Masullo, già assessore alle Politiche Sociali del Comune di Salerno; Tommaso Pellegrino, dirigente medico dell’A.O.U. Federico II. Ha coordinato gli interventi l’assessora Giovanna Valletta.

Il tema del convegno riguarda non soltanto gli anziani, ma il futuro stesso delle nostre comunità. Il titolo di questo incontro, “I Custodi del Tempo: la memoria degli anziani come motore culturale”, contiene già un messaggio importante. Quando parliamo di anziani, soprattutto dal punto di vista delle istituzioni e dei servizi sociali, siamo portati a parlare di assistenza, fragilità, salute, solitudine. Sono questioni reali e sempre più importanti. Viviamo infatti in un Paese che sta invecchiando rapidamente. I dati più recenti dell’Istat ci dicono che al 1° gennaio 2026 gli italiani con almeno 65 anni sono quasi 15 milioni e rappresentano ormai più del 25% della popolazione: praticamente un italiano su quattro. E crescono anche i cosiddetti grandi anziani: gli ultraottantacinquenni sono più di 2 milioni e 500mila. Nelle aree interne, come la nostra, a questo fenomeno si aggiungono lo spopolamento, la partenza dei giovani e la progressiva riduzione delle reti familiari. Nelle aree interne del Mezzogiorno il 39,5% delle famiglie anziane è costituito da anziani che vivono soli. Numeri che ci dicono con grande chiarezza quale sarà una delle principali sfide sociali dei prossimi anni e che pongono tutti noi, a partire dalle istituzioni e da chi si occupa di servizi sociali, davanti a una grande responsabilità.

Le conclusioni sono state affidate a Claudia Pecoraro, assessora alle Pari Opportunità della Regione Campania. Dal dibattito è emersa la necessità di costruire servizi che consentano alle persone anziane di continuare a vivere, per quanto possibile, nel proprio ambiente, mantenendo relazioni, autonomia e qualità della vita. Ma credo che oggi dobbiamo compiere anche un altro passo. Dobbiamo smettere di considerare gli anziani soltanto come destinatari delle nostre politiche sociali. Gli anziani sono anche una risorsa. Sono persone che custodiscono una parte della nostra identità che rischiamo di perdere. Con questa iniziativa, che sarà riproposta anche in futuro, l’Associazione UniOmnia intende mantenere in vita il valore della memoria e discutere del futuro della comunità. È stata una giornata interamente dedicata agli anziani, intesi non come una categoria da assistere, ma come custodi della memoria e motore culturale della comunità: una risorsa viva su cui costruire il futuro. Dopo il convegno, in Piazza Mons. Antonio Forte ha aperto i battenti la Cittadella del Benessere e dell’Interazione. Gran finale con il concerto “Napolitudine” di Sal Esposito che, accompagnato dal suo gruppo, ha proposto un applaudito viaggio nella storia della canzone napoletana.


