Una situazione clinica complessa, un intervento ad alto rischio e un’équipe costruita mettendo insieme competenze diverse. È quanto avvenuto presso la Cardiologia Interventistica dell’ospedale di Eboli, dove è stata eseguita con esito positivo una delicata procedura cardiovascolare su un paziente fortemente limitato nella vita quotidiana da una grave sintomatologia anginosa.

Il paziente necessitava della ricanalizzazione di un’occlusione totale cronica dell’arteria coronarica interventricolare anteriore, dopo il fallimento di un precedente bypass. A rendere ulteriormente complesso il quadro erano la severa e aggressiva vasculopatia e la ridotta funzione di pompa del cuore. Una condizione che ha richiesto anche il posizionamento di una pompa ventricolare attraverso l’arteria ascellare.
La procedura, eseguita presso la struttura guidata dal dottor Michele Capasso, è stata affrontata attraverso un lavoro di squadra che ha coinvolto professionalità differenti. Anestesisti, chirurghi vascolari, chirurghi generali e cardiologi interventisti hanno lavorato insieme, condividendo competenze, responsabilità e decisioni. A supportare l’équipe anche un consulente esterno dell’Ospedale Humanitas di Milano.
In un caso di questo livello di complessità, la collaborazione tra specialisti ha rappresentato una parte essenziale del percorso. Le diverse competenze sono state coordinate con l’obiettivo di affrontare ogni fase dell’intervento ponendo al centro la sicurezza e la cura del paziente.
L’esperienza, sottolinea l’Asl Salerno, rappresenta un esempio di approccio multidisciplinare, nel quale professionalità diverse hanno messo in comune conoscenze e responsabilità per gestire una situazione particolarmente delicata.
«La collaborazione sperimentata in questa occasione – ha dichiarato il direttore generale dell’Asl Salerno, ingegner Gennaro Sosto – costituisce un modello di lavoro multidisciplinare capace di mettere insieme eccellenze, competenze e persone per offrire ai cittadini una sanità sempre più preparata ad affrontare le sfide più difficili».


