La XVIII Strapollese, la “10 km che attraversa venti secoli di storia”, ha ottenuto anche quest’anno un notevole successo sia in termini di partecipanti che in termini di pubblico. Organizzata dall’ASD Podistica Pollese con il patrocinio dell’amministrazione comunale e la collaborazione dell’Associazione Sant’Antuniello si avvale dell’egida del Comitato Regionale FIDAL ed è inserita nel calendario nazionale come gara Bronze su percorso omologato FIDAL. L’evento, valido per il Campionato Regionale Individuale e di Società Assoluto dei 10 km, ha registrato la partecipazione di quasi 700 atleti provenienti da tutta Italia e alcuni anche dall’estero.

La prova era inoltre valida per l’8° Trofeo “Salerno Corre verso Polla” e rappresentava il quarto appuntamento del Trofeo “Coast to Coast”, circuito di sei gare tra Campania e Puglia nel quale è necessario completare almeno cinque prove per conquistare la medaglia finale. Molto apprezzata dai runner la medaglia disegnata dall’ing. Giuseppe Sarno che è stata consegnata all’arrivo a tutti i partecipanti. 650 gli atleti al via con diversi titoli regionali in palio.

Primo classificato nella categoria maschile Valerio Santoro (ASD Polisportiva Eppe Merla) che ha offerto un’ottima performance abbattendo la barriera dei 32 minuti. Ha preceduto sul podio Gilio Iannone (ASD Mannara Running), secondo in 32’09”64, e Marco Pascarella (ASD ASI Polisportiva Bellona EPS), terzo in 32’20”80. Quarto posto per il beniamino di casa Abdelillah Majidi (ASD Podistica Pollese), in 33’02”64, mentre la quinta posizione è andata ad Ali Akinou (ASD Carmax Camaldolese), che ha bloccato le lancette a 33’49”73.

Questi i primi 5 classificati: 1. Valerio Santoro – ASD Polisportiva Eppe Merla – 31’26”65; 2. 2) Gilio Iannone – ASD Mannara Running – 32’09”64; 3. Marco Pascarella – ASD ASI Polisportiva Bellona EPS – 32’20”80; 4) Abdelillah Majidi – ASD Podistica Pollese – 33’02”64; 5. Ali Akinou – ASD Carmax Camaldolese – 33’49”73.

Tra le donne la vittoria è andata a Francesca Palomba (Caivano Runners), capace di fermare il cronometro a 38’22”35. Alle sue spalle si è piazzata sua sorella, nonché compagna di squadra, Filomena Palomba (Caivano Runners) in 39’26”34, seguita al terzo posto da Francesca Apicella (ASD Carmax Camaldolese) in 41’21”83. Quarta Carolina Paladino (ASD Carmax Camaldolese) con 41’24”32, mentre ha completato la top five Nadia Tepedino (ASD Podistica Pollese) in 43’25”63.

La particolarità della Strapollese sta proprio nella diversa interpretazione delle sue due metà. Nei primi tre chilometri il piccolo circuito iniziale propone più cambi di direzione e un leggero falsopiano: il momento in cui bisogna evitare di farsi prendere dalla foga della partenza. Dal terzo chilometro la geometria cambia: la strada si allunga, diventa più lineare e consente di impostare un’andatura regolare. Tra il quinto e il sesto chilometro il percorso si stabilizza ulteriormente, prima di entrare nella sua zona più favorevole.

È soprattutto tra il 7° e il 9° chilometro che la Strapollese può trasformarsi in una vera e propria caccia al cronometro: lunghi rettilinei, poche difficoltà tecniche e la possibilità di aumentare progressivamente la velocità offrono, a chi ha corso con intelligenza la prima parte, l’opportunità di giocarsi il proprio Personal Best. L’ultimo chilometro riporta verso il centro di Polla, con qualche cambio di direzione in più, prima dello sprint finale verso il traguardo.

I numeri e i primati del percorso ne confermano la storica vocazione veloce: 32’02” il record maschile e 32’58” quello femminile. La valutazione tecnica complessiva assegna un 9/10 per la scorrevolezza, 8,5/10 per le possibilità di Personal Best, a fronte di appena un 3/10 per la difficoltà tecnica e un 2/10 per quella altimetrica. La gestione del ritmo si attesta a 7/10: proprio perché la strada invita a spingere, bisogna sapere esattamente quando farlo. Ancora una volta la corsa ha trovato a Polla il suo scenario ideale: il centro cittadino e il suggestivo Ponte Romano sul Tanagro hanno fatto da cornice a una manifestazione capace di legare indissolubilmente il grande gesto atletico alla storia e al territorio del Vallo di Diano in un’atmosfera di gioia e condivisione che solo lo sport riesce a creare.


