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L’11 settembre 25 anni dopo, nel ricordo delle vittime valdianesi

di GIUSEPPE D’AMICO

Venticinque anni fa, 11 settembre 2001, una serie di attentati terroristici senza precedenti colpivano le Torri Gemelle e il Pentagono, sede del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, mettendo a segno il più grave atto terroristico dal 1945 con ripercussioni in tutto il mondo.

Non a caso, in un editoriale pubblicato il giorno successivo sulla prima pagina del Corriere della Sera dal significativo titolo “La potenza vulnerabile” Sergio Romano scriveva: “L’unico assalto al potere mondiale che possa, sia pure lontanamente, confrontarsi con quanto è accaduto ieri a New York e a Washington è l’ondata di attentati che si abbatté sulle teste coronate e sui capi di Stato repubblicani tra la fine del 1800 e i primi del 1900. Non vi fu una strategia unitaria del terrorismo anarchico. Ma vi fu tra gli anarchici europei e americani la speranza che l’eliminazione fisica dei re e dei presidenti avrebbe liberato il mondo dal dominio delle classi dirigenti. Oggi la strategia è completamente diversa….. “.

11 Settembre 2001 – Prima pagina del Corriere della Sera

Questa la ricostruzione cronologica resa nota dopo gli attentati: alle 8:48 (14.48 ora italiana) un Boeing 767 dell’American Airlines si schiantava a Manhattan contro la Torre Nord del World Trade Center del mattino; dopo pochi minuti, alle 9:03, un altro Boeing 767 dell’United Airlines colpiva la Torre Sud; alle 9:37 con un terzo aereo i terroristi attaccavano il Pentagono ad Arlington, in Virginia, con un Boeing 757 dell’American Airlines. Un quarto attentato falliva per la ribellione dei passeggeri: il Boeing 757 della United Airlines (44 persone a bordo) si schiantava alle 9:37 in aperta campagna in Pennsylvania. Secondo i piani dei terroristi, avrebbe dovuto colpire la Casa Bianca. In cinquantuno minuti venivano portati a termine quattro terribili attentati.

I sospetti si appuntarono subito sui fondamentalisti islamici legati al capo dell’organizzazione terroristica al-Qāʿida, Osama bin Laden, che sarà ucciso dieci anni dopo, il 2 maggio 2011, dalle forze speciali statunitensi dei Navy Seals a Abbotabad, a nord di Islamabad, in Pakistan, durante l’operazione militare denominata Operation Neptune Spear.

Ci vollero giorni e giorni per avere un numero più meno preciso del numero delle vittime. Secondo stime attendibili le vittime sarebbero state 2974 in totale. A morire per il crollo delle Torri 2.763 persone: 2.165 dentro i grattacieli, 441 tra poliziotti e pompieri, 157 a bordo degli aerei. Poi c’è il numero degli attentatori-kamikaze: diciannove, divisi sui quattro aerei utilizzati.

Da allora si sono susseguite numerosissime manifestazioni in tutto il mondo. Anche in Italia in quanto si calcola che siano almeno 219 i nostri connazionali che persero la vita in quel drammatico 11 settembre. Tra le vittime innocenti vi furono quattro nostri conterranei: Cono Gallo (29 anni di Teggiano, Operatore di Borsa); Jody Tepedino di Padula (39 anni); Angelo Amaranto e Giuseppe Vilardo di Sacco (rispettivamente di 60 e 42 anni).

L’anno dopo l’attacco la Diocesi di Teggiano e la Banca Monte Pruno intesero onorare le vittime innocenti delle Torri Gemelle dando vita a diverse iniziative in Italia e negli Stati Uniti in virtù dei forti legami culturali, religiosi ed economici con le comunità italo-americane della provincia.

Risale al 2002 una prima iniziativa congiunta della Diocesi di Teggiano-Policastro e della Banca di Credito Cooperativo Monte Pruno di Roscigno e Laurino per ricordare le quattro vittime originarie del nostro territorio travolte dalle macerie delle Torri Gemelle: fu commissionata alla scultrice Erika Rebeck una stele divisa in quattro parti (in relazione al numero delle vittime della nostra Diocesi) da collocare sulla parte dell’ Associazione “San Cono” di Brooklyn, presieduta da Rocco Manzolillo.

GRACE
di Pietro Costa, opera commemorativa dell’11 Settembre

L’opera fu portata a New York da una folta delegazione guidata dal Vescovo, mons. Angelo Spinillo, e dall’allora direttore (attuale presidente) Michele Albanese, che ha sempre mantenuto contatti diretti con i nostri connazionali negli Stati Uniti. In particolare con la San Cono Society di cui è socio onorario: “Ripensando ai drammatici avvenimenti dell’11 settembre 2001 è impossibile dimenticare quel viaggio con Mons. Angelo Spinillo” afferma oggi Albanese non senza emozione “Sono stato diverse volte a New York, prima e dopo l’11 settembre anche per il Columbus Day, ma visitare il sito del World Trade Center, noto anche come “Ground Zero” provoca grande emozione e commozione. Ricordo perfettamente l’emozione di tutti i presenti il giorno in cui fu installata, davanti alla sede dell’Associazione “San Cono” di New York, una stele donata dalla nostra Banca, in memoria dei quattro cittadini originari del Vallo di Diano che morirono nel crollo delle Torri Gemelle. Il rapporto con i nostri conterranei che vino e lavorano negli Stati Uniti mi inorgoglisce particolarmente”. Rapporto che viene vissuto con gli stessi sentimenti di stima e amicizia dai nostri connazionali ai quali, peraltro, la Monte Pruno ha riservato una speciale card che offre loro determinati servizi quando vengono in Italia.

Anche l’artista Pietro Costa, nato a Sant’Arsenio ed emigrato negli Stati Uniti con la famiglia quando aveva 12 anni, ha dedicato alcune opere alle vittime delle Torri Gemelli. Costa, infatti, ha iniziato la sua carriera di artista nel 1978 fino ad arrivare al Guggenheim dove ha installato molte mostre. Inoltre, ha partecipato in prima persona alla realizzazione del Guggenheim Soho e del Guggenheim Bilbao.

Nel 2002 allestiva nella Certosa di San Lorenzo a Padula una mostra personale, “Grace”, con al centro una torre illuminata circondata da migliaia di piccoli biglietti sui quali erano incisi i nomi delle vittime dell’attentato.

Nel 2003 l’artista italoamericano partecipava alla mostra “Le Opere e i Giorni” curata dal critico d’arte Achille Bonito Oliva con un’altra sua opera, sempre dedicata alle Torri Gemelle.

CERTOSA DI PADULA
si intravede l’opera “Grace” di Pietro Costa
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