Di Giuseppe Geppino D’Amico

Per Maurizio De Giovanni ogni libro è un viaggio e quello che offre ai lettori con il suo ultimo romanzo, “Il tempo dell’orologiaio”, è un percorso particolarmente intenso e ricco di colpi di scena, che attraversa numerose “stazioni” narrative: dal terrorismo alla criminalità mafiosa, dai poteri occulti all’inchiesta storica, senza dimenticare il tempo e l’amore. Sono stati questi i principali temi affrontati dallo scrittore napoletano che, ieri sera, nel chiostro del Santuario francescano di Sant’Antonio a Polla, ha presentato il suo 45° romanzo davanti a un pubblico numeroso e attento. L’incontro è stato organizzato dalla Podistica Pollese e dalla Fitwalking Polla. Dopo gli interventi dei presidenti delle due associazioni, Rino Di Leo e Ida Soldi, hanno dialogato con l’autore la giornalista Annamaria Cafaro e la professoressa Carla Langone. Non si è parlato soltanto del contenuto del romanzo, che – come ha sottolineato lo stesso autore – va letto senza anticiparne il finale, ma anche dei numerosi temi ad esso collegati.
GUARDA IL VIDEO

“La scrittura – ha sottolineato De Giovanni – è un’attività solitaria che si collega alla lettura ed entrambe sono attività solitarie. Sono fortunato che i miei libri diventino serie Tv, ma la mia attività è la scrittura e, per scrivere le mie opere, discuto a lungo con esperti degli argomenti trattati, soprattutto quando la letteratura si intreccia con la storia”. Lo scrittore ha poi evidenziato quello che considera un difetto tipico degli italiani: “Abbiamo la capacità di ricordare solo le cose belle, mettendo quelle brutte sotto il tappeto”. Durante l’incontro particolare attenzione è stata dedicata al tempo, osservando come esso presenti una certa analogia con l’attività dei runner, che corrono contro il tempo e con lo sguardo costantemente rivolto all’orologio. “Questo romanzo -ha spiegato l’autore- nasce proprio da una riflessione sul tempo, che non è un semplice sfondo, ma il vero campo di battaglia”.
E poi, soffermandosi anche sul tema dell’amore: “L’amore non è una condizione, ma un flusso, come lo è un fiume. Non è detto che nel suo fluire sia sempre un fatto positivo. E quando finisce un amore, uno esce e l’altro resta dentro. Quando ci troviamo di fronte a un delitto passionale significa che non c’è più amore”. Non è mancata una sottile vena di ironia quando lo scrittore ha invitato i presenti a fare attenzione nel momento in cui una donna dice al marito: “Dobbiamo parlare”. Perché, ha scherzato “il marito in quel caso deve aspettarsi un gran brutto momento, ‘na mazzata ‘n fronte”.

“Il tempo dell’orologiaio” conclude la saga iniziata con “L’orologiaio di Brest”. Protagonisti sono Carlo Malavasi, ex terrorista latitante, e il figlio Andrea, chiamati a collaborare per salvare Vera Coen, una giornalista scomparsa mentre indagava sull’omicidio del padre, avvenuto nel 1984. Il tempo per salvarla stringe e, insieme alla giovane Martina, figlia di Andrea e prodigio dell’informatica, i protagonisti si ritrovano a scavare in un passato fatto di tradimenti, servizi segreti, misteri e verità rimaste sepolte per quarant’anni.
A conclusione dell’incontro è intervenuto il sindaco di Polla, Massimo Loviso, che, dopo aver ringraziato lo scrittore, ha invitato i presenti a partecipare anche ai prossimi appuntamenti culturali in programma nei mesi di agosto e settembre. La serata si è conclusa con un lungo firma copie, al quale Maurizio De Giovanni si è dedicato con disponibilità prima di visitare la Chiesa del Santuario. Lo scrittore è rimasto particolarmente colpito dalla ricchezza artistica del complesso, dalla quadreria con le 42 tele di Michele Ragolia del 1666 agli affreschi di Domenico Sorrentino, fino al coro ligneo e al crocifisso di Frate Umile da Petralia. Particolare interesse ha suscitato anche la statua di Sant’Antonio di Padova, unica al mondo ad aver lacrimato nel 2010: “Opere straordinarie -ha commentato Maurizio De Giovanni – che meriterebbero di essere maggiormente conosciute”. Non escludendo un suo ritorno a Polla.



