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Caggiano: il 4 luglio la presentazione de “Il Laboratorio”, docufilm di Napolitano

Sabato 4 luglio a Caggiano, alle ore 18.00, presso il Castello Normanno del Guiscardo, si terrà la presentazione del docufilm di Pasquale Napolitano “Il Laboratorio”. La presentazione sarà preceduta da un laboratorio di serigrafia nella corte del castello curato da “Il Laboratorio/Le edizioni”, al quale parteciperanno Michele Ciaravolo e Roberta Tarallo. Il laboratorio sarà aperto al pubblico ed i partecipanti potranno indossare una t-shirt o una shopper di cotone sulle quali verrà stampato serigraficamente un omaggio alla città di Caggiano. Subito dopo prenderà il via la presesentazione del film alla quale prenderanno parte il regista Pasquale Napolitano, i protagonisti del film Vittorio Avella e Nicola Sgambati, l’artista Giovanni Timpani e Pasquale Persico della Fondazione Morra.

Pasquale Napolitano

Il docufilm, realizzato nel 2024, racconta – attraverso immagini e le voci di numerosi artisti – la straordinaria storia de Il Laboratorio/le edizioni, la stamperia fondata a Nola nel 1978 da Vittorio Avella e Antonio Sgambati: un luogo che, oltre all’alto pregio delle proprie edizioni, si è distinto come importante spazio di sperimentazione artistica, sviluppando una profonda riflessione sul rapporto tra immaginario, strumenti, saperi e materie. Tra gli artisti che vi hanno collaborato figurano Mario Persico, Gianni Pisani, Errico Ruotolo, Mimmo Paladino, Riccardo Dalisi, Stellio Maria Martini, Augusto Perez, Susanne Ristow, Ernesto Tatafiore, Ernesto Treccani, Francesca Poto, Sergio Fermariello e molti altri.

Con Il Laboratorio, il regista narra non solo la storia di una realtà artigianale e artistica, ma anche quella di un territorio, di una scelta di vita e delle relazioni che ne sono scaturite, dando forma a un racconto corale che riflette lo spirito collettivo e sperimentale della stamperia nolana. Pasquale Napolitano è regista, artista e autore di documentari di matrice sperimentale, tra cui Enzo (2018) e Qualcosa resta (2022). Il suo sguardo, capace di restituire profondità e umanità ai soggetti raccontati, trova in questa opera una nuova, significativa espressione.

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