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Boschi sotto scudo: la campagna antincendio Carabinieri del CUFAA

Con l’avvicinarsi della stagione estiva, il Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri – CUFAA – ha ufficialmente attivato la Campagna Antincendio Boschivo 2026. Questa iniziativa rappresenta un appuntamento annuale di vitale importanza per la salvaguardia del patrimonio forestale nazionale, che quest’anno si presenta con un dispositivo operativo particolarmente articolato e rafforzato, volto a coniugare la prevenzione territoriale con l’uso delle più avanzate tecnologie investigative.

La strategia del CUFAA per questa edizione si basa su una pianificazione operativa dettagliata, curata dal Comando Carabinieri per la Tutela Forestale e dei Parchi attraverso il Nucleo Informativo Antincendio Boschivo, il NIAB. Questa struttura specialistica agisce come cervello operativo dell’intera campagna, svolgendo funzioni di indirizzo, coordinamento e supporto decisionale. La programmazione non è frutto del caso, ma deriva da un’attenta analisi dei dati raccolti durante le precedenti stagioni, dallo studio delle cause e delle dinamiche degli eventi passati e dall’individuazione delle aree del paese storicamente più esposte al rischio incendi.

Il cuore pulsante del dispositivo per il 2026 si concentrerà in sei aree nazionali classificate come “Hot Spot” ad elevata suscettività agli incendi boschivi. Queste zone critiche, che includono il Cilento, il Gargano, il Pollino, Aieta, l’area di Itri-Fondi, il Litorale Romano e Sarno, saranno presidiate quotidianamente da pattuglie dedicate alla prevenzione e al controllo del territorio. Il piano prevede un dispositivo minimo di due pattuglie e quattro militari per ciascuna area sensibile, un contingente che potrà essere ulteriormente potenziato in base all’andamento del rischio e alle specifiche esigenze operative che emergeranno sul campo. Complessivamente, l’impegno giornaliero supererà le ventiquattro unità specializzate, supportate da contingenti di rinforzo provenienti da dieci Comandi Regione Carabinieri Forestale e da personale con competenze tecniche e investigative specifiche.

Un elemento che contraddistingue la Campagna AIB 2026 è il rafforzamento dell’attività investigativa. Ogni incendio boschivo che divamperà sul territorio nazionale sarà oggetto di una immediata valutazione da parte di personale specializzato dell’Arma. L’obiettivo primario è duplice: accertare tempestivamente le cause del rogo e individuare eventuali responsabilità. La riduzione dei tempi che intercorrono tra l’intervento di spegnimento e l’inizio delle indagini rappresenta una delle leve strategiche su cui il CUFAA punta per aumentare l’efficacia della repressione del fenomeno incendiario, spesso legato a condotte dolose o colpose.

Accanto alla presenza fisica sul territorio, il dispositivo farà ampio ricorso alle nuove tecnologie. Nelle regioni maggiormente interessate dal fenomeno incendiario saranno impiegati Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto, comunemente noti come droni. Questi strumenti saranno destinati non solo al monitoraggio e alla prevenzione, ma anche alle attività di repressione. L’utilizzo dei droni consentirà di ampliare notevolmente le capacità di osservazione, incrementare la rapidità di acquisizione delle informazioni e migliorare l’efficacia complessiva dell’azione di controllo, garantendo una copertura più capillare anche nelle aree di difficile accesso.

Saranno ulteriormente rafforzate le sinergie con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, con il Sistema nazionale e regionale di Protezione Civile, con gli Enti gestori delle aree protette e con il mondo del volontariato organizzato.

In conclusione, la prevenzione resta il più efficace strumento di difesa del territorio. Per questo motivo il Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri rinnova l’invito a tutti i cittadini ad adottare comportamenti responsabili, evitando ogni attività che possa favorire l’innesco di incendi e segnalando immediatamente alle autorità competenti qualsiasi principio di incendio o situazione di potenziale pericolo. Attraverso una pianificazione avanzata, l’impiego di tecnologie innovative e l’elevata specializzazione del personale, l’Arma dei Carabinieri conferma il proprio impegno quotidiano nella difesa dell’ambiente e nella tutela di un patrimonio insostituibile per le generazioni presenti e future.

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