Con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che volge al termine, Federcepicostruzioni lancia un monito al sistema Paese: è il momento di abbandonare definitivamente la logica dell’emergenza per abbracciare una programmazione strutturale della manutenzione e della messa in sicurezza del territorio. La fine del ciclo straordinario dei fondi europei non deve rappresentare un rallentamento, ma l’occasione per istituzionalizzare politiche pubbliche permanenti e lungimiranti.
L’associazione sottolinea come l’Italia continui a “pagare un prezzo salatissimo in termini economici e umani a causa di alluvioni, frane e dissesto idrogeologico, fenomeni la cui violenza è aggravata dalla mancanza di cura ordinaria delle infrastrutture e del suolo“. I dati Ispra dipingono un quadro allarmante: quasi la totalità dei comuni italiani è esposta a un qualche tipo di rischio ambientale, con milioni di cittadini che risiedono in aree ad alta pericolosità. Questa esposizione cronica rende il modello attuale insostenibile, trasformando la ricostruzione post-evento in un costo ciclico che grava pesantemente sulla finanza pubblica.
Federcepicostruzioni propone un cambio di paradigma culturale e operativo. “Ogni investimento in prevenzione” sostiene l’organizzazione “produce un ritorno economico e sociale multiplo rispetto alla spesa per le riparazioni d’urgenza. Per questo, chiediamo l’istituzione di un Piano Nazionale di Manutenzione Programmata, dotato di risorse pluriennali certe e svincolato dalla pressione mediatica delle calamità. Tale piano dovrebbe essere accompagnato da un potenziamento della capacità tecnica e progettuale degli enti locali, spesso sprovvisti delle competenze per utilizzare tempestivamente i fondi stanziati“.
La digitalizzazione gioca un ruolo chiave in questa visione. La creazione di un sistema nazionale di monitoraggio basato su sensoristica e intelligenza artificiale consentirebbe di prevenire il deterioramento delle opere e di intervenire tempestivamente sui corsi d’acqua e sui versanti a rischio. Inoltre, l’associazione evidenzia la necessità di valorizzare le imprese specializzate, garantendo loro continuità di lavoro per frenare la fuga di competenze e qualificare il settore. Per incentivare la buona amministrazione, Federcepicostruzioni propone meccanismi premiali per quegli enti locali che adotteranno programmi strutturati di manutenzione preventiva.

Il presidente di Federcepicostruzioni, Antonio Lombardi, ha dichiarato che la vera sfida nazionale è “costruire una cultura della prevenzione, trasformando la manutenzione da costo a investimento strategico al pari delle grandi opere. L’Italia possiede le competenze e le imprese per realizzare questo ambizioso programma, ma manca di una visione politica di lungo periodo“. Per questo, l’associazione propone l’apertura di un tavolo permanente tra Governo, Regioni e parti sociali per definire una strategia condivisa, capace di garantire maggior sicurezza ai cittadini, efficienza al sistema economico e sostenibilità ai conti pubblici. La manutenzione, conclude Federcepicostruzioni, è l’opera pubblica più importante di cui il Paese ha bisogno per affrontare le sfide climatiche e infrastrutturali del futuro.


