Search

Roscigno Vecchia, domani importante incontro sul futuro

Roscigno Vecchia. Foto di Gaspare Fattoruso.

Roscigno Vecchia, suggestivamente definita la “Pompei del XX secolo”, si prepara a diventare un laboratorio avanzato di rigenerazione culturale. Il borgo fantasma situato nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, sarà domani protagonista di un importante incontro operativo.

ROSCIGNO VECCHIA
il president edella Pro Loco, Franco Palmieri (con la coppola) e la Pagani Utopia

L’evento è promosso dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino, dal Comune di Roscigno e dalla Pro Loco Roscigno Vecchia, con il coinvolgimento di una rete ampia di attori istituzionali, economici e sociali.

L’obiettivo della giornata è definire una pianificazione strategica per il rilancio culturale, sociale e territoriale del sito. Roscigno Vecchia fu abbandonata gradualmente a partire dai primi anni del Novecento a causa della franosità del terreno, che spinse gli abitanti a trasferirsi in un nuovo nucleo abitativo. Oggi quel borgo silenzioso custodisce testimonianze storiche di eccezionale valore.

Il progetto di rilancio si inserisce nelle attività ispirate al Piano Olivetti per la Cultura, promuovendo un percorso di rigenerazione fondato sull’equilibrio tra sviluppo economico, progresso sociale e identità locale. L’intero programma si sviluppa in armonia con i principi della Convenzione di Faro, che riconosce alle comunità il diritto e il dovere di prendersi cura del proprio patrimonio culturale.

L’iniziativa punta a rafforzare il ruolo di Roscigno Vecchia come museo diffuso a cielo aperto e come laboratorio permanente di sperimentazione culturale. In questo cammino condiviso non saranno coinvolte solo le istituzioni pubbliche e private, ma l’intera comunità, chiamata a riappropriarsi del proprio patrimonio.

A completare il quadro di valorizzazione culturale del territorio vi sono le ricerche archeologiche in località Monte Pruno, nel comune di Roscigno. Si tratta di uno dei più importanti contesti indigeni dell’entroterra campano. Proprio in questi giorni sono riprese le indagini di scavo condotte dall’Università degli Studi di Napoli Federico II in collaborazione con la Soprintendenza, grazie a una concessione del Ministero della Cultura. Il sostegno della Fondazione Monte Pruno accompagna da tempo queste iniziative, contribuendo a promuovere un modello di gestione condiviso che mette al centro le comunità, il loro legame con l’eredità culturale e il diritto al patrimonio.

Condividi l'articolo:
Write a response

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close
Magazine quotidiano online
Direttore responsabile: Giuseppe Geppino D’Amico
Close