Di Geppino D’Amico
Un pellegrinaggio a Paola per pregare nel Santuario dedicato a San Francesco, il francescano fondatore dell’Ordine dei Minimi e Patrono della Calabria. Vi hanno partecipato oltre cento fedeli appartenenti alla Parrocchia dei SS.Pietro Apostolo e Benedetto, guidati dal parroco don Pasquale Gaito che ha celebrato la Santa Messa nel nuovo Santuario. Ad assicurare il servizio liturgico il Coro Polymnia di Padula diretto dal Maestro Annamaria Torresi. San Francesco di Paola è stato sempre venerato a Polla (in particolare, nella Parrocchia di San Pietro) perché, come vedremo, il Santo soggiornò per una notte nel paese in occasione del suo viaggio a Parigi dove era stato chiamato dal re Luigi XI. Nel 1841 l’abate Luigi Marincola durante la visita alla parrocchia di San Pietro di Polla prese atto con piacere che accanto a San Pietro era stata costruita una casa canonica.
Dispose, tra l’altro, che in San Pietro venisse celebrata messa ogni giorno. Sull’altare maggiore si levava il busto di stucco di San Pietro benedicente che fortunatamente è ancora in questa Chiesa; ma c’era anche un altare di patronato intitolato a San Francesco di Paola, che dimostra come la secolare devozione locale si fosse estesa dal paese al suo villaggio. Sull’altare dedicato a San Francesco di Paola c’era un quadro su tela con l’immagine del santo senza firma nè data (di probabile origine settecentesca) che sormontava l’altare. Nel 1956 era stato collocato nella cappella in fondo alla navata sinistra. Purtroppo, però, la tela è sparita dopo il terremoto del 23 novembre 1980 ed è stata sostuita da una nuova dipinta da un frate dell’Ordine. San Francesco nacque nel 1416 a Paola, in provincia di Cosenza. Dopo un pellegrinaggio ad Assisi, entrò nell’Ordine dei Francescani ma due anni dopo si ritirò in un eremo nei pressi di Paola dove visse sei anni in penitenza e in preghiera. Costruì numerose chiese e conventi in Calabria e in Sicilia A lui furono attribuiti molti miracoli.
Nel 1435 nasceva l’Ordine religioso mendicante. Altro grande dono di Francesco fu la profezia. Presagì, tra l’altro, l’invasione dei Turchi del 1480: in quest’ottica invitava il re di Napoli, Ferdinando I d’Aragona, a preoccuparsi dei nemici esterni invece di fare guerre all’interno. Il re fu sordo ai suoi consigli; anzi, ne ordinò l’arresto ma il comandante che avrebbe dovuto arrestarlo tornò a corte convertito. Nel 1473 il Papa approvò la nascita della nuova congregazione che fu inserita tra gli Ordini Mendicanti. Dapprima chiamati Eremiti di San Francesco d’Assisi, nel 1492 assunsero il nome di Minimi. L’Ordine si diffuse rapidamente non soltanto in Italia ma anche in Francia, Spagna e Germania. Fu così che il re di Francia, Luigi XI, colpito da un male incurabile, avendo saputo delle doti miracolose del frate calabrese, lo mandò a chiamare per ottenere guarigione. In un primo momento Francesco rifiutò ma poi accettò quando la richiesta gli fu rivolta dal Papa al quale il re di Francia si era rivolto. Dopo due tappe a Napoli (dove inocontrò il re) e a Roma (dove fu ricevuto dal Papa) giunse in Francia. Alla richiesta insistente di guarigione rivoltagli da Luigi XI, il frate rispose che non era in suo potere guarirlo ma che avrebbe molto pregato per lui. Le preghiere non guarirono il corpo del sovrano ma solo la sua anima. I suoi successori (Carlo II e Luigi XII) non permisero al frate di fare riorno in Calabria per cui rimase in Francia dove fondò numerosi conventi. Morì a Tours il 2 aprile del 1507, all’età di 91 anni. La tomba originale di San Francesco di Paola si trova a La Riche, in Francia, presso la Chiesa dei Minimi. Il corpo fu bruciato dagli ugonotti nel 1562.

Le poche reliquie rimaste sono oggi conservate principalmente nel Santuario di Paola. Dopo soli sei anni, nel 1513, Leone X lo proclamò Beato e, nel 1519, Santo. La storia ci dice che il frate nel 1483 è passato per Polla, tappa obbligata per il suo viaggio verso la Francia, e fu ospitato da due coniugi. La mattina dopo, prima di ripartire prese un carbone dal focolare col quale in pochi tratti tracciò su una parete le proprie sembianze. Giunto a Cava dei Tirreni, il frate pose la prima pietra per la costruzione dell’attuale Basilica di Santa Maria dell’Olmo, nelle cui adiacene fu poi costruito il convento dei Minimi. Sul ricordo della sosta a Polla, confortata dalla testimonianza dell’autoritratto, si sviluppò in paese una forte devozione per il Santo, riflessa lungo il corso dei secoli nella frequenza del nome Francesco Paolo.

Vi concorreranno dopo la metà del Seicento le Clarisse, nel cui Monastero era stata incorporata la casa che conservava l’immagine del Santo che seguitò ad essere venerata fino al 1857 quando il terremoto del 16 dicembre la rase al suolo. Con la distruzione dell’autoritratto resta un’altra testimonianza indiretta, del passaggio di San Francesco di Paola per Polla: è una tela dipinta nel 1760 dal pittore Nicola Peccheneda per la chiesa delle monache nel convento di Santa Chiara, oggi sede del Municipio. Con la chiusura del Monastero la tela Peccheneda fu assegnata alla Chiesa Madre di San Nicola dei Latini dove attualmente si trova.






