Venerdì 15 maggio 2026, presso Palazzo Alario a Marina di Ascea, viene lanciato il Wise Town Network, una rete internazionale di Comuni che propone un’alternativa concreta al modello della Smart City. La giornata culminerà con la firma del Manifesto per una nuova civiltà delle città da parte dei presidenti delle principali associazioni nazionali di Comuni e dei sindaci presenti. Conclude i lavori il Presidente della Regione Campania, Roberto Fico.
Il manifesto, articolato in sette principi, si rivolge in particolare ai piccoli Comuni e alle aree interne, riconoscendoli come laboratori di una nuova civiltà urbana fondata su sussidiarietà, autonomia e cooperazione. L’iniziativa è organizzata dal professor Giovanni Quaranta dell’Università della Basilicata, insieme alla professoressa Rosanna Salvia e al professor Kwanphil Cho della Handong Global University (Corea del Sud). La scelta di Marina di Ascea, luogo dell’antica Elea, richiama il metodo filosofico di Parmenide e Zenone: il pensiero prima dell’azione.
Il Wise Town Network non si oppone polemicamente alla Smart City ma propone un’altra grammatica: quella che mette le persone prima dei dati, il significato prima dell’efficienza
Giovanni Quaranta docente Università della Basilicata
La mattina del 15 maggio, a partire dalle 10.20, sono previsti gli interventi dell’assessore regionale Angelica Saggese e dei rappresentanti di ASMEL, UNCEM e ANCI. Tre sessioni parallele vedranno la partecipazione di delegazioni accademiche da Corea del Sud, Cina e Vietnam. Nel pomeriggio, dopo la chiusura di Fico, alle 17.15 si procederà alla firma del manifesto.
La vigilia, giovedì 14 maggio, una tavola rotonda scientifica a Matera (Capitale Mediterranea della Cultura 2026) approfondirà i fondamenti del concetto Wise Town. Nei mesi successivi saranno attivati i primi Wise Town Lab in Corea del Sud, con valutazioni in corso per Cina e Vietnam. La prima Assemblea Annuale si terrà nella Repubblica di Corea.
“Per i sindaci” conclude Quaranta “aderire al Network non significa cambiare strada, ma allargarla. Partiamo dal Mezzogiorno e dal Mediterraneo, aprendoci fin dal primo giorno al dialogo con l’Asia”.


