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Trasporti, il Vallo di Diano porta le sue criticità nella nuova Consulta regionale della Mobilità

Di Giuseppe Geppino D’Amico

Mario Casillo, Assessore Regionale ai Trasporti

Si è insediata ieri a Napoli, presso l’auditorium della Regione Campania, la nuova Consulta Regionale della Mobilità. All’incontro, presieduto da Mario Casillo, vicepresidente della Giunta e Assessore ai Trasporti, hanno preso parte amministrazioni locali, sigle sindacali e oltre 120 delegati tra associazioni di categoria e comitati. Si è trattato di un momento di ascolto e partecipazione che segna l’avvio di un percorso fondato sul dialogo continuo, sull’approfondimento delle criticità e sulla valorizzazione delle buone pratiche. Mario Casillo ha evidenziato come “sappiamo che la pubblica amministrazione opera entro vincoli economici e normativi, ma questo non può essere un elemento limitante. La Consulta avrà il compito di definire priorità e favorire scelte trasparenti, condivise e orientate ai bisogni reali dei cittadini”. L’assessore ha inoltre confermato che nel bilancio recentemente approvato dal Consiglio Regionale sono stati inseriti 21 milioni di euro in più, annunciando ulteriori finanziamenti destinati al settore. Nel corso dell’incontro sono emersi diversi temi che saranno approfonditi attraverso tavoli specifici, tra cui logistica, mobilità ciclistica, trasporto non di linea, accessibilità alle infrastrutture e intermodalità. Il confronto proseguirà attraverso incontri periodici e strumenti digitali dedicati alla raccolta di proposte e segnalazioni, con l’obiettivo di rafforzare il rapporto tra Regione e territori e costruire politiche della mobilità sempre più condivise.

All’incontro di ieri seguiranno altri appuntamenti tematici e territoriali. Tra i presenti anche il presidente del Comitato Pendolari del Vallo di Diano, Giuseppe Ferrigno, che ha consegnato all’assessore Casillo un documento articolato nel quale vengono segnalate le problematiche dei trasporti che interessano il territorio meridionale della provincia di Salerno. Il Comitato Pendolari Vallo di Diano è nato all’indomani della chiusura della tratta ferroviaria Sicignano degli Alburni–Lagonegro, avvenuta il 1° aprile 1987, che privò una vasta porzione di territorio del diritto alla mobilità ferroviaria. Ferrigno conosce da vicino queste problematiche, essendo stato componente della prima Consulta Regionale e membro fondatore della Consulta Nazionale della Mobilità istituita presso il Ministero dei Trasporti. Quello del Vallo di Diano è stato inoltre segnalato da Pendolaria come il decano dei comitati pendolari. Nel documento consegnato a Casillo vengono ribadite criticità note: nel Vallo di Diano la mobilità è assicurata quasi esclusivamente da corse su gomma, spesso insufficienti, soprattutto nei giorni festivi, a coprire la domanda di spostamento sia interna che extra-territoriale. Viene segnalata la totale assenza di collegamenti con Potenza, mentre la stazione ferroviaria più vicina resta quella di Buccino, a circa 20 chilometri da Polla, e quella di Sicignano degli Alburni, a 35 chilometri, per i collegamenti Intercity. I servizi di Alta Velocità risultano disponibili solo a Battipaglia e Salerno, tra 80 e 100 chilometri di distanza.

Particolarmente articolata l’analisi sul Trasporto Pubblico Locale, che nei giorni feriali, soprattutto nel periodo scolastico, è orientato principalmente ai collegamenti verso scuole superiori e università. Vengono segnalate concentrazioni di corse in alcune fasce orarie e carenze in altre, con collegamenti insufficienti verso Napoli e difficoltà per diversi comuni collinari come Montesano sulla Marcellana, Padula, Atena Lucana, Caggiano, San Rufo e Casalbuono.

Nei giorni festivi, inoltre, i servizi risultano minimi o in alcuni casi assenti. Nel documento si richiama anche il tema del gestore unico del TPL per la provincia di Salerno, la cui attuazione, nonostante la gara sia stata aggiudicata da tempo, non ha ancora prodotto effetti concreti. Una situazione che, secondo il Comitato, genera incertezza e rischi di ridimensionamento dei servizi. L’auspicio espresso dal Comitato “è un cambio di passo per avere una maggiore e migliore distribuzione delle corse in tutte le fasce orarie, feriali e festive, evitando accavallamenti e sovrapposizioni, in modo da garantire alla utenza efficacia, efficienza ed ottimizzazione dei servizi resi”. Da qui la richiesta che all’interno della Consulta vengano istituiti tavoli tecnici territoriali, per rappresentare in modo più adeguato criticità e proposte operative.

In margine all’iniziativa, va registrata anche la posizione del Presidente della Regione Roberto Fico, che, pur non presente, ha affidato ai social il suo messaggio: “La nuova Consulta sarà un luogo di confronto vero, che vogliamo far vivere con continuità e partecipazione. Dalle grandi città fino alle aree interne, vogliamo un sistema più efficiente e più vicino ai bisogni reali dei territori”.

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