In un’epoca in cui tutto sembra consumarsi rapidamente, dalle informazioni alle emozioni, il confronto diretto con uno scrittore conserva ancora la forza di rallentare il tempo e creare ascolto. È accaduto al Polo scolastico “Pomponio Leto” di Teggiano, dove Maurizio De Giovanni ha incontrato studenti e docenti in un appuntamento che ha assunto presto il tono di una riflessione collettiva sul valore della lettura, dell’immaginazione e dell’autenticità.

Nell’aula magna dell’istituto, gremita di ragazzi e insegnanti, lo scrittore napoletano ha dialogato con il pubblico senza distanza formale, trasformando l’incontro in un momento di confronto umano prima ancora che letterario. Un clima che la dirigente scolastica Maria D’Alessio ha definito “più che unico”, sottolineando la capacità dell’autore di entrare in sintonia con gli studenti attraverso la stessa empatia che attraversa i suoi romanzi e le trasposizioni televisive più note, da “Pizzofalcone” a “Ricciardi”.

Al centro dell’intervento di De Giovanni c’è stata una riflessione sull’identità personale e sulla necessità di restare autentici in una società che tende sempre più a imporre modelli artificiali di perfezione. Un tema accolto con particolare attenzione dai ragazzi, che hanno riconosciuto nei personaggi dello scrittore proprio quella fragilità umana capace di renderli credibili: figure imperfette, attraversate da contraddizioni, e per questo vicine alla realtà.

L’incontro ha assunto anche una dimensione più ampia grazie alla presenza di Monsignor Antonio De Luca, vescovo della Diocesi di Teggiano-Policastro, il cui contributo ha rafforzato il valore umano dell’iniziativa, intrecciando riflessione culturale e sensibilità spirituale
Tra le parole pronunciate durante il pomeriggio è emersa con forza l’idea della lettura come esperienza capace di formare coscienze, sviluppare immaginazione e creare empatia. Un messaggio particolarmente significativo in un presente segnato da tensioni, conflitti e smarrimento sociale, dove la cultura torna ad avere il compito di ricostruire legami e restituire profondità allo sguardo.
L’incontro con Maurizio De Giovanni ha così rappresentato per il “Pomponio Leto” non soltanto un appuntamento culturale, ma una vera occasione di crescita collettiva. Una lezione fuori dagli schemi tradizionali, lontana dalla dimensione cattedratica, capace però di lasciare nei ragazzi una consapevolezza concreta: la narrativa continua ad avere spazio perché continua ad avere bisogno dell’uomo, delle sue fragilità e della sua verità.


