Giovedì 14 maggio (ore 10:30), nell’Aula Magna del Polo Liceale Pomponio Leto di Teggiano, si terrà la cerimonia di consegna del Premio “Nicola Giacumbi”, giunto alla sua 45ª edizione. L’iniziativa è promossa dal Rotary Club Sala Consilina – Vallo di Diano. Dopo i saluti della Presidente del Club, Katia Di Palma, e della Dirigente Scolastica Maria D’Alessio, il programma prevede gli interventi del Magistrato Catello Maresca e del giornalista Angelo Raffaele Marmo, Condirettore del Quotidiano Nazionale. Alla cerimonia parteciperanno autorità civili, militari e scolastiche, oltre a una numerosa rappresentanza del mondo rotariano.

Il premio, curato dall’avvocato Antonello Rivellese, è intitolato alla memoria del magistrato Nicola Giacumbi e si rivolge agli studenti meritevoli, figli di appartenenti alle forze dell’ordine operanti nel comprensorio del Vallo di Diano, che si distinguano per rendimento scolastico e valori personali al termine del terzo anno delle scuole superiori. “Siamo orgogliosi di portare avanti da 45 anni questa iniziativa che valorizza i veri valori della giustizia e della legalità, e che ricorda quanti, nella loro vita professionale e civica, si sono battuti affinché trionfassero i principi fondamentali dello Stato di diritto” ha dichiarato l’avv. Katia Di Palma, Presidente del Rotary Club Sala Consilina – Vallo di Diano. Prima della consegna del riconoscimento i due relatori si confronteranno sui temi della legalità, del dovere civico e del ruolo dell’educazione nella costruzione di una società più giusta. Nicola Giacumbi cadde sotto i colpi dei brigatisti della colonna denominata Fabrizio Pelli nella serata del 16 marzo del 1980, mentre rientrava in casa insieme alla moglie.

Catello Maresca 
Angelo Raffaele Marmo
Poco tempo prima dell’uccisione di Giacumbi gli aspiranti brigatisti, per farsi conoscere si presentano con un attentato ad una concessionaria FIAT di Salerno motivandolo con il licenziamento 61 operai disposto dall’azienda automobilistica torinese. Perché Giacumbi? Il magistrato, che in precedenza aveva retto anche la Procura di Sala Consilina, reggeva provvisoriamente la procura di Salerno a seguito delle dimissioni del titolare dell’importante ufficio che aveva deciso di andare in pensione con quattro anni di anticipo proprio perché aveva ricevuto minacce. Ben consapevole dei pericoli a cui va incontro, il magistrato non solo accetta ma rifiuta qualsiasi protezione per evitare che, in caso di attentato, potessero rimanere coinvolti anche gli uomini della scorta così come era avvenuto due anni prima, il 16 marzo del 1978, in occasione del rapimento di Aldo Moro quando furono trucidati i cinque agenti della scorta.

La città continua ad interrogarsi e scopre di vivere una situazione drammatica di cui fino ad allora era venuta a conoscenza solo attraverso i giornali per episodi verificatisi altrove. Prima di Giacumbi il terrorismo aveva mietuto altre vittime tra i magistrati. In soli quattro anni, dal luglio del 1976 al luglio del 1980 cadono sotto i colpi dei terroristi nove magistrati. Genova, Roma, Frosinone e Milano. È opportuno ricordare che le indagini condotte dalle forze dell’ordine, coordinate dalla procura di Potenza, portano alla individuazione, all’arresto e alla condanna in primo grado dei responsabili che con sentenza della Corte d’Appello di Potenza vengono condannati a pesanti pene detentive. La telefonata che rivendicava l’attentato fu fatta alla redazione salernitana de Il Mattino.


