Cento ragazzi, sette ore di gara, un silenzio rotto soltanto dal rumore frenetico delle tastiere. È questo il quadro della finale nazionale delle Olimpiadi Italiane di Cybersicurezza, la competizione che ogni anno seleziona i migliori giovani talenti della sicurezza informatica in Italia. In quella sala, alla sesta edizione della gara, c’era anche Raffael Andriuolo, studente del Polo Liceale “Pomponio Leto” di Teggiano. Ne è uscito con una medaglia di bronzo.
Il risultato non era scontato. Il livello della finale, come racconta lo stesso Raffael, era altissimo, e i problemi proposti quest’anno si sono rivelati particolarmente ostici. Tra le sfide più impegnative, l’analisi di un sistema crittografico a chiave pubblica in cui era stato introdotto un errore sottile nell’implementazione dell’algoritmo. «Non basta conoscere la formula», spiega il ragazzo, «devi capire dove la struttura del cifrario si incrina. Quando riesci a rompere un sistema che sembrava sicuro, la scarica di adrenalina è incredibile».
Ad accompagnarlo in questa esperienza il professor Giovanni Trotta, il cui nome ricorre più volte nelle parole di Raffael non solo come riferimento tecnico ma anche come supporto morale. «Ho provato una soddisfazione grandissima», ammette il docente, che descrive la competizione come un momento di confronto autentico tra i migliori talenti del paese. Fuori dalla gara, racconta, i ragazzi si scambiavano idee liberamente, discutendo le soluzioni adottate e le vulnerabilità incontrate, in uno spirito che andava ben oltre la rivalità.
La preside Maria D’Alessio ha accolto la notizia sottolineando come il percorso di Raffael incarni un metodo di studio fondato sulla costanza e sulla fiducia nei propri insegnanti, oltre che nelle proprie capacità. Per lo studente, quella medaglia è anche una conferma di direzione: dopo il liceo, l’università, con la certezza che la crittografia e la sicurezza informatica siano la sua strada.







