
Dopo oltre quindici anni, la sanità campana esce ufficialmente dal piano di rientro: una notizia attesa da tempo, che segna un passaggio storico per l’intero sistema sanitario regionale.
A darne comunicazione è l’ex presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che in un post pubblicato nella serata di ieri annuncia il riconoscimento da parte del Ministero della Salute.
Il piano di rientro era stato introdotto nel 2007, in una fase di forte difficoltà economica e organizzativa del sistema sanitario regionale, e da allora ha rappresentato un lungo percorso di risanamento, fatto di vincoli, controlli e obiettivi stringenti.
L’annuncio di De Luca e i risultati raggiunti

“Apprendiamo che finalmente il Ministero della Salute -dichiara Vincenzo De Luca- ha preso atto dell’uscita della sanità campana dal piano di rientro. Da oltre dieci anni il bilancio della sanità campana era in attivo insieme con solo altre tre regioni d’Italia. Erano stati raggiunti tutti gli obiettivi previsti dalle leggi dello Stato in relazione alle tre aree mediche sottoposte a valutazione (quella ospedaliera, quella territoriale e quella della prevenzione)”. Nel suo intervento, l’ex governatore sottolinea come la Regione abbia conseguito negli anni risultati rilevanti su più fronti: dalla gestione economica ai livelli di assistenza, fino alla capacità di risposta durante l’emergenza sanitaria. “Dopo aver avuto i risultati più importanti d’Italia nella battaglia contro il Covid -aggiunge- nella quale la Campania ha registrato il numero più basso di decessi in Italia rispetto alla popolazione; dopo aver raggiunto tempi di pagamenti da primato nazionale, dopo aver raggiunto obiettivi straordinari nella dotazione delle tecnologie più avanzate, si è finalmente preso atto della realtà, superando vergognose discriminazioni politiche indegne di un paese civile. Sarebbe stato doveroso prendere questa decisione già da mesi”.
Il ricorso al TAR e il confronto con il Ministero

Nel post viene ricostruito anche il lungo e complesso iter che ha portato alla decisione finale, segnato da tensioni istituzionali e da un contenzioso amministrativo. “Abbiamo avuto a luglio e poi il 4 agosto un confronto duro -scrive ancora De Luca- con i responsabili della programmazione del ministero nel corso di incontri nei quali il responsabile della programmazione sanitaria ha balbettato vergognosamente non avendo la dignità di fare riferimento a nessuna legge che consentisse il mantenimento in piano di rientro”. L’ex Governatore ricorda che la Regione è stata costretta a ricorrere al Tribunale Amministrativo Regionale della Campania per far valere il proprio diritto all’uscita dal piano. “Lo abbiamo dovuto fare -prosegue De Luca- perché fosse rispettata la legge dello Stato e rispettato il diritto della Campania di uscire dal piano di rientro. Soltanto dopo il riconoscimento del Tar si sono decisi ad adottare comportamenti civili”.
“Una decisione tardiva, arrivata solo dopo la sentenza del TAR”

Secondo Vincenzo De Luca il passaggio decisivo è arrivato con la sentenza del TAR del 14 novembre, che ha accolto il ricorso della Regione. “Dunque da un anno e mezzo -evidenzia De Luca- erano stati raggiunti tutti gli obiettivi: a settembre abbiamo dovuto presentare il ricorso al Tar, contro la violazione di legge operata dal Ministero. Il Tar lo ha accolto con sentenza del 14 novembre. Il Ministero non ha fatto altro che adeguarsi alla sentenza del tribunale amministrativo. Questo è tutto”.
Infine, l’ex presidente rivolge un ringraziamento al personale sanitario:“Ringrazio di cuore le centinaia di medici, infermieri, amministrativi e tecnici che ci hanno consentito prima di uscire dal commissariamento, e poi di arrivare alla conclusione di tutto il percorso. Ora occorrerà andare avanti -conclude- verso nuovi obiettivi di eccellenza, a cominciare dalle Case di comunità, e sempre maggiore qualificazione della sanità regionale”.


