Search

Dall’Ariston di Sanremo all’Ariston di Potenza: un caso studio di riabilitazione strutturale e rigenerazione urbana dell’architetto Vincenzo Biancamano di Sala Consilina

di Elia Rinaldi

In questi giorni i riflettori mediatici sono puntati sul Teatro Ariston di Sanremo, palcoscenico simbolo dello spettacolo italiano. Ma per chi si occupa di architettura e restauro esiste un altro “Ariston”, lontano dalle luci della ribalta, che rappresenta una sfida ben più complessa: l’ex Cinema Ariston nel centro storico di Potenza.

Cinema Ariston – Potenza

L’edificio versa da quasi trent’anni in uno stato di grave abbandono. Quello che resta è uno scheletro strutturale in calcestruzzo, aggredito dalla vegetazione e dal tempo. Una presenza muta, sospesa tra degrado e memoria, che molti considererebbero ormai irrecuperabile. In casi simili, la soluzione più frequente è la demolizione totale, scelta che azzera i rischi ma anche la storia.

L’architetto Vincenzo Biancamano, originario di Sala Consilina e fondatore dello studio VBH Restauri, propone invece un percorso diverso, fondato sulla conservazione materica integrata con l’innovazione tecnologica. «Davanti a questi ruderi l’istinto ci direbbe di radere al suolo tutto. La tecnica e l’architettura contemporanea ci offrono invece un’alternativa affascinante basata sul concetto di integrazione», spiega.

Prima e dopo

Il punto di partenza è il consolidamento dell’esistente. Il progetto prevede un intervento di riabilitazione strutturale attraverso l’incamiciatura in calcestruzzo armato dei pilastri originari, il cosiddetto jacketing. Un’operazione che consentirebbe di adeguare la struttura alle normative sismiche vigenti, mantenendo però intatta la sagoma monumentale dell’edificio e la memoria del calcestruzzo degli anni Cinquanta. Non una ricostruzione, dunque, ma un rafforzamento che rispetta le tracce del passato.

Prima e dopo

All’interno di questo “guscio” consolidato troverebbe spazio una nuova architettura indipendente: una struttura leggera in acciaio, con grandi chiusure verticali in vetro, configurata come una scatola trasparente. Il contrasto tra la massa del cemento storico e la leggerezza del curtain wall definirebbe un dialogo netto, dichiarato, tra epoche e linguaggi costruttivi.

La fase finale è quella della rifunzionalizzazione. L’idea è trasformare l’ex cinema in un polo polifunzionale attivo lungo tutto l’arco della giornata: scuola di teatro, multisala, spazi relazionali. Un edificio permeabile, una sorta di lanterna urbana capace di riattivare il tessuto del centro storico e restituire un luogo alla comunità.

Vincenzo Biancamano

Per Biancamano, il recupero del patrimonio dismesso non è solo una questione estetica. È piuttosto una sintesi complessa tra ingegneria, restauro e visione urbana. Un approccio che il professionista ha sviluppato anche in altri contesti del Vallo di Diano. Tra questi l’ex Convento di Montesano sulla Marcellana, noto come “Lo Scialandro”, imponente complesso voluto da Filippo Gagliardi e divenuto nel tempo parte integrante del paesaggio locale, ma anche simbolo di un potenziale rimasto inespresso.

In precedenza, l’architetto si era confrontato con la monumentalità della Certosa di Padula, dedicando uno studio al Chiostro Grande della Certosa di San Lorenzo, opera del 1583 che con i suoi 15 mila metri quadrati detiene il primato di chiostro più grande del mondo.

Il caso dell’ex Cinema Ariston di Potenza si inserisce così in una riflessione più ampia sul destino delle architetture del Novecento, spesso troppo recenti per essere percepite come storiche e troppo degradate per essere considerate risorse. Tra demolizione e conservazione, la proposta di integrazione avanzata da Biancamano prova a indicare una terza via, dove il passato non viene cancellato ma reso strutturalmente e simbolicamente capace di sostenere il futuro.

Condividi l'articolo:
Write a response

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close
Magazine quotidiano online
Direttore responsabile: Giuseppe Geppino D’Amico
Close