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Sant’Arsenio, Gianni Pittella presenta “Mi chiamo Gianni” e annuncia l’Accademia Mediterranea (VIDEO)

Di Giuseppe Geppino D’Amico

Un libro per raccontare il “suo” vissuto e un’Accademia per vivere il futuro. Si può sintetizzare così l’esito dell’incontro con Gianni Pittella che ieri a Sant’Arsenio, nell’Aula consiliare, ha presentato il suo ultimo libro, “Mi chiamo Gianni” (Guida Editori), su invito del sindaco Donato Pica che, dopo avere introdotto l’illustre ospite ricordando la comune passione per la politica, ha affidato la conduzione dell’incontro alla giornalista Simona D’Alessio. “Non ho scritto questo libro -ha spiegato Gianni Pittella– per celebrare una carriera, ma per trasmettere un messaggio: la politica, quando è vissuta come servizio, può essere una delle forme più alte di impegno umano. Se anche un solo giovane, leggendo queste pagine, decidesse di interessarsi alla cosa pubblica, di partecipare, di non restare spettatore, allora il libro avrebbe raggiunto il suo obiettivo più importante. La democrazia ha bisogno di cittadini attivi, non di semplici osservatori. E il futuro appartiene a chi sceglie di impegnarsi per cambiarlo. In un periodo in cui comandano tecnocrati e autocrati, ai giovani direi di non cedere al cinismo e di coltivare sempre una visione”. Questa affermazione, rilasciata in risposta a una domanda rivoltagli al termine, evidenzia in modo eloquente le motivazioni che lo hanno spinto a tornare in libreria. Il volume incuriosisce fin dal titolo di copertina ed è nato da una suggestione spiegata nelle ultime pagine, in cui l’autore ricostruisce l’incontro casuale con un ragazzino di Lauria al quale cerca di illustrare l’attività di un politico. Quando il ragazzino gli chiede il nome, l’ex parlamentare risponde: “Mi chiamo Gianni”.

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Il libro si avvale del prestigioso contributo di Roberta Metsola, che sintetizza così il pensiero di Pittella: “Nel corso dei suoi quattro mandati da europarlamentare -scrive Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo, nella prefazione- Gianni Pittella ha dato un contributo fondamentale ai lavori di questa Assemblea e al futuro della nostra Unione in una fase di profondi cambiamenti globali; una storia di servizio pubblico, raccontata in modo eloquente. Dal suo percorso politico emerge una storia di integrità e dedizione, volta a collegare comunità e regioni alla nostra identità europea più ampia e condivisa. I suoi numerosi successi testimoniano non solo la sua capacità di ottenere risultati sul piano politico, mentre le tensioni globali aumentano e la politica diventa sempre più polarizzata, l’Europa ha bisogno più che mai di questo messaggio di speranza e resilienza. Il Parlamento europeo continuerà a portare avanti l’eredità di Gianni Pittella per costruire un’Europa migliore, al servizio di tutti”.

Anche se non è facile sintetizzare in 180 pagine 50 anni di attività politica a tutti i livelli (sindaco di Lauria, consigliere e assessore regionale in Basilicata a soli 21 anni, deputato alla Camera dal 1996 al 1999; europarlamentare per 19 anni, dal 1999 al 2018, con l’incarico di vicepresidente vicario dal 2009 al 2014 o di capogruppo dei Socialisti; senatore della Repubblica dal 2018 al 2022), il libro offre comunque un’occasione importante per conoscere l’impegno politico, il profilo umano, l’esperienza vissuta e lo sguardo verso il futuro che lo stesso Pittella ha raccontato in un dialogo con il giornalista e scrittore Mario Lamboglia, suo concittadino. Eppure sono numerosi gli spunti di riflessione che il libro propone e sui quali Pittella si è soffermato con particolare orgoglio: il salvataggio della Grecia a rischio default, in un momento in cui l’Europa si stava smarrendo per ricorrere a tecnicismi che sarebbero stati pericolosi anche per altri Paesi, e la concessione dell’Erasmus a tutti e non soltanto agli studenti universitari sono i fiori all’occhiello del suo impegno. Ma non mancano le delusioni: la più grave è data dalla Brexit. Partendo dalla “sua” Lauria e dalla Basilicata, Gianni Pittella ha vissuto di luce propria negli emicicli più importanti del continente europeo. In quest’ottica il libro può essere considerato il racconto della sua vita pubblica e privata, arricchito da ritratti di personaggi “visti da vicino”, non solo dediti alla politica, che ha incrociato nel corso degli ultimi 50 anni: il “maestro” Giorgio Napolitano, Andrea Camilleri, Emilio Colombo, Bettino Craxi, Mario Draghi, Rita Levi Montalcini, Romano Prodi, Liliana Segre e David Sassoli, che sostenne il piano europeo per la ripresa da cui sono nati i PNRR nazionali.

Nel libro è possibile leggere pagine che sono la sintesi di incontri e scontri dialettici, di relazioni umane e di solitudini che fanno di Pittella una delle massime espressioni della politica nazionale e internazionale. Una forte delusione è rappresentata dal presente della politica che non produce entusiasmo: “Viviamo in un mondo senza bussola -sottolinea Gianni Pittella– in cui grandi bugie vengono contrabbandate per verità, per cui la politica mi spaventa. Stiamo ingoiando molti frutti avvelenati e altri ne mangeremo”. A Sant’Arsenio Gianni Pittella ha delineato anche il suo futuro che, ha precisato, lo vedrà lontano dalle aule della politica ma che comunque non vivrà… in pantofole: “Proprio ieri -ha dichiarato Gianni Pittella– a Lauria è stata costituita l’Accademia Mediterranea”. È una nuova realtà associativa promossa da Gianni Pittella e Mario Lamboglia, aperta a tutti con l’obiettivo di costruire uno spazio di confronto, cultura, partecipazione e dialogo, rivolto al Mediterraneo e alle sue comunità. Il progetto ha già raccolto numerose adesioni in Basilicata, Calabria, Campania e Puglia, a testimonianza dell’interesse suscitato dall’iniziativa e della volontà di partecipare alla costruzione di una rete capace di mettere in relazione persone, esperienze e territori.Sarà l’avvio di un nuovo percorso, il Gianni due punto zero: “L’Accademia Mediterranea -ha spiegato Gianni Pittella– nasce dalla volontà di trasformare un’idea in una comunità capace di incontrarsi, confrontarsi e progettare insieme. Al centro dell’iniziativa vi è una visione del Mediterraneo non soltanto come spazio geografico, ma come luogo di storia, culture, identità, relazioni e scambi, nel quale costruire nuove occasioni di dialogo e collaborazione”. Un luogo per costruire ponti e abbattere i tanti muri che danneggiano la società di oggi e gli uomini di domani.

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Direttore responsabile: Giuseppe Geppino D’Amico
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