Search

Il Rotary a Roscigno Vecchia: visita del Governatore Nardini e presentazione del “Patto” per il futuro del borgo

Di Giuseppe geppino D’Amico

Visita del Governatore del Distretto Rotary 2101, Giuseppe Nardini, al Club Roccadaspide-Valle del Calore. Per l’importante appuntamento è stata scelta una location particolare, l’antica e suggestiva Piazza Giovanni Nicotera di Roscigno Vecchia.  Ad accogliere il Governatore il presidente del Club, Franco Palmieri, con il direttivo e i soci. Accompagnato dal prefetto distrettuale, Sergio Sangiovanni, e dall’Assistente per il Club, Alessandro Cocurullo, dopo un primo incontro durante il quale sono state discusse le iniziative  del Distretto e del Club, il Governatore ha incontrato in piazza soci ed ospiti. Presenti, tra gli altri, l’Assistente Giuseppe Ametrano e la Facilitatrice d’Area , Maria Concetta Lombardi. Ospiti graditi due Rotariani liguri, Rosanna De Rosa, past President del Club di Portofino e Assistente del Governatore del Distretto 2032 (Liguria e le province di Alessandria, Asti e Cuneo), Fortunato Crovari,  e Paolo Bonanni, past President del Club di Genova Est.

Nel suo intervento il Governatore Giuseppe Nardini si è congratulato per le iniziative realizzate dal Club nella Valle del Calore ed ha avuto parole di elogio per il progetto realizzato negli anni scorsi a Zanzibar, arcipelago della Tanzania al largo delle coste dell’Africa orientale. dove in due occasioni una delegazione formata da soci e personale medico interno ed esterno al Club ha portato aiuto ai bambini consegnando principalmente materiale sanitario e scolastico. L’iniziativa sarà ripetuta nei prossimi mesi. Nardini ha poi invitato i soci a seguire con sempre maggiore partecipazione le iniziative del Distretto a cominciare dal Seminario su Immagine Pubblica e Comunicazione Efficace che si terrà il 19 settembre prossimo presso l’Hotel de La Ville di Avellino.

Nel corso della serata è stato presentato il “Patto di Roscigno Vecchia”, un progetto  nato da un’idea di Tom Resciniti Demont, Presidente dell’Associazione Roscignoli nel Mondo, e dallo stesso Francesco Palmieri che da 40 anni è anche presidente della locale Pro Loco. L’iniziativa ha già ottenuto il placet del Comune di Roscigno (presente con il sindaco Pino Palmieri), del Distretto Rotary 2101Campania e del Club di Roccadaspide-Valle del Calore  ma è aperta ad Enti, Associazioni e persone singole che vorranno condividerla.

“Il Patto di Roscigno Vecchia -ha dichiarato il presidente dei Roscignoli del Mondo, Tom Resciniti Demont al termina della serata- è un modello di futuro condiviso Roscigno Vecchia non è soltanto un luogo da conservare. È una memoria da custodire, una storia da raccontare, un patrimonio da conoscere e una comunità da ricucire. È un luogo fragile e, proprio per questo, prezioso. Un luogo nel quale il passato non è qualcosa di concluso, ma una responsabilità che interpella il presente e può diventare una possibilità per il futuro. Da questa consapevolezza nasce Il Patto di Roscigno Vecchia. Un impegno semplice, fatto di parole e soprattutto di gesti. Un patto tra chi vive questo territorio, chi vi è nato, chi ritorna, chi arriva per la prima volta e chi sceglie di contribuire alla sua tutela, alla sua conoscenza e alla sua rinascita. Non un regolamento. Non una dichiarazione di intenti. Ma un’assunzione condivisa di responsabilità. Perché una comunità rinasce quando riconosce il valore della propria memoria, se ne prende cura e riesce a trasformarla in futuro”.

Roscignoli nel mondo

Sulla stessa lunghezza d’onda le affermazioni di Franco Palmieri: “Contiamo su nuove adesioni da parte di cittadini, associazioni, istituzioni, visitatori, studiosi, imprese, professionisti e a chiunque riconosca in questo luogo una parte della nostra memoria e, insieme, una possibilità per il nostro futuro. Ognuno secondo il proprio ruolo, le proprie competenze e le proprie possibilità. Sottoscrivere il Patto significa riconoscere Roscigno Vecchia come patrimonio condiviso e scegliere di contribuire alla sua tutela, alla sua conoscenza, alla sua cura e alla sua valorizzazione. Significa assumersi una responsabilità verso ciò che abbiamo ricevuto e verso chi vive oggi questo territorio. Soprattutto, è una responsabilità verso chi verrà dopo di noi”.

Il progetto rientra nel ventaglio delle possibilità offerte dalla Convenzione di Faro, formalmente Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società. E’ un trattato internazionale sottoscritto nel 2005 e ratificato dall’Italia nel 2020 (Legge n. 133/2020). II documento rappresenta un cambio di paradigma nella gestione del patrimonio, spostando il focus dai beni materiali alle persone e al loro rapporto con la cultura.  Il trattato definisce il patrimonio culturale non come un insieme statico di “cose”, ma come un insieme di risorse ereditate dal passato che le popolazioni identificano come riflesso dei propri valori, credenze e tradizioni. Questa definizione include sia i beni materiali che immateriali, nonché gli aspetti ambientali derivati dall’interazione tra persone e luoghi nel tempo. La Convenzione sancisce che il diritto al patrimonio culturale è inerente al diritto di partecipare alla vita culturale, riconosciuto come diritto umano fondamentale. Ogni individuo ha il diritto, sia individuale che collettivo, di trarre beneficio dal patrimonio e di contribuire al suo arricchimento, assumendosi al contempo la responsabilità di rispettare sia il proprio patrimonio culturale che quello altrui. Questo spiega la possibilità che al progetto possano partecipare  quanti hanno a cuore il passato e il futuro del proprio territorio.

Condividi l'articolo:
Write a response

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close
Magazine quotidiano online
Direttore responsabile: Giuseppe Geppino D’Amico
Close