
Cinque giorni di gastronomia, musica, cultura e ricerca nel borgo di Casalsottano. Il programma culturale e scientifico “Creare Ponti” metterà in relazione scuola, università, ricerca e agricoltura per interrogarsi sul futuro delle colline e delle montagne mediterranee. Dal 2 al 6 settembre 2026 torna nel borgo di Casalsottano, a San Mauro Cilento, “Settembre ai Fichi”, la manifestazione dedicata al Fico Bianco del Cilento DOP e alla cultura agricola e alimentare del territorio, giunta quest’anno alla sua XVII edizione. La manifestazione è organizzata dall’Associazione RigeneraMente ETS, in collaborazione con la Cooperativa Agricola Nuovo Cilento, con il patrocinio dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania, dell’Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e del Comune di San Mauro Cilento, e con il contributo della Banca di Credito Cooperativo di Aquara. Ad accompagnare l’edizione 2026 è una rete di partner che restituisce anche la natura corale e interdisciplinare della manifestazione: Ecomuseo della Valle delle Orchidee e delle Antiche Coltivazioni, Rural Hack, Paideia Campus, Future Food Institute, Rete Humus, Slow Food Gelbison APS, Museo Vivente della Dieta Mediterranea, Biodistretto Cilento, Fico Bianco del Cilento DOP, Cilento Lifestyle e Legambiente Campania. Realtà diverse per competenze ed esperienze, accomunate dal lavoro sui temi dell’agricoltura, della biodiversità, del cibo, dell’educazione, della sostenibilità e dello sviluppo territoriale.
Per cinque giorni il borgo di Casalsottano tornerà a essere un grande spazio diffuso di convivialità: cucina, prodotti agricoli, artigianato, concerti e spettacoli incontreranno un programma culturale e scientifico che quest’anno assume un peso particolare. Parlare del Fico Bianco del Cilento, infatti, significa parlare contemporaneamente di agricoltura, paesaggio, biodiversità, lavoro, spopolamento, cambiamento climatico e possibilità di futuro per le aree interne mediterranee. Il fico accompagna il Cilento da almeno 2.500 anni. La sua presenza sul territorio risale almeno alla colonizzazione greca, prima del VI secolo a.C.; Catone e Varrone ricordano i fichi essiccati come alimento della manodopera agricola del Cilento e della Lucania. Nel 1486 il “Quaterno doganale delle marine del Cilento” documentava già una fiorente produzione e commercializzazione di fichi secchi verso i principali mercati italiani. Il Fico Bianco del Cilento DOP, riconosciuto a livello europeo dal 2006, identifica il prodotto essiccato ottenuto dalla cultivar Dottato. Il suo areale comprende 68 Comuni della provincia di Salerno, dalle colline di Agropoli fino al Bussento.

I numeri raccontano, però, anche una sfida ancora aperta. Secondo Qualigeo, nel 2023 la produzione certificata è stata di 14.462 chilogrammi. Nel 2024, in occasione della costituzione del nuovo Consorzio di tutela, venivano indicati circa 18mila chilogrammi di prodotto certificato su poco meno di 100 ettari. Stime territoriali più ampie collocano invece la fichicoltura cilentana nell’ordine di diverse migliaia di tonnellate di prodotto fresco ogni anno, delle quali soltanto una parte viene destinata all’essiccazione. Il dato diventa ancora più significativo osservando il mercato nazionale: nel 2024 l’Italia ha importato 3.157 tonnellate di fichi secchi, per un valore di 20,5 milioni di euro. Il 63,1% proveniva dalla Turchia e il 22,4% dalla Grecia. È un mercato che dimostra quanto spazio esista per costruire nuove filiere di qualità, capaci di riconoscere e remunerare maggiormente il lavoro agricolo e la trasformazione locale. Si tratta di grandezze diverse e non direttamente sovrapponibili, ma che indicano con chiarezza un potenziale ancora largamente da organizzare e valorizzare.

Il futuro del fico, tuttavia, potrebbe non essere soltanto economico. Nel 2025 uno studio scientifico dedicato proprio alla cultivar Dottato, pubblicato sulla rivista internazionale “Plants” all’interno di un numero speciale sulle specie sottoutilizzate come possibili colture del futuro nell’era del cambiamento climatico, ha richiamato il crescente interesse scientifico nei confronti di Ficus carica, anche per la sua resilienza climatica. Ciò non significa immaginare il fico come una pianta “invulnerabile” al riscaldamento globale, ma riconoscere il valore di specie e cultivar mediterranee che per secoli si sono adattate a condizioni difficili e che oggi meritano nuova ricerca agronomica, selezione, propagazione e cura. È dentro questa prospettiva che nasce il programma culturale e scientifico “Creare Ponti”, anticipato dall’apertura ufficiale della manifestazione, in programma mercoledì 2 settembre, alle ore 19:30, presso Largo Matteo Cilento. Saranno presenti Carlo Pisacane, sindaco di San Mauro Cilento; Giuseppe Parente, presidente della Provincia di Salerno; Giuseppe Coccorullo, presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni; Manlio De Feo, presidente del Consorzio Fico Bianco del Cilento DOP; Anna Ceprano, di Legacoop Campania; Antonello Di Gregorio, presidente della Cooperativa Agricola Nuovo Cilento, e Giuseppe Cilento, presidente dell’Associazione RigeneraMente.
Il giorno seguente, giovedì 3 settembre alle ore 17:30, presso il Frantoio della Cooperativa Agricola Nuovo Cilento, il progetto “Formare Comunità Consapevoli – Una scuola per la collina e la montagna” riunirà ricercatori, docenti, agricoltori ed esperienze territoriali per ragionare sul rapporto tra conoscenza scientifica e vita concreta dei territori. Suolo, microrganismi, biodiversità, fotosintesi, gestione dell’acqua, agricoltura di collina e di montagna, educazione alimentare e trasmissione dei saperi non possono infatti essere affrontati come compartimenti separati.

“Creare Ponti” nasce precisamente dalla necessità di ricomporre queste relazioni e mettere in dialogo università, centri di ricerca, scuole, aziende agricole e comunità locali. Interverranno Antonello Di Gregorio, presidente della Cooperativa Agricola Nuovo Cilento; Giuseppe Cilento, presidente dell’Associazione RigeneraMente ETS; Nicola Di Novella, dell’Ecomuseo della Valle delle Orchidee e delle Antiche Coltivazioni; Maurizio Agostino, presidente nazionale di Rete Humus; Antonio Nicoletti, della Presidenza nazionale di Legambiente; Raffaele Sacchi, professore del Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e coordinatore del Corso di laurea in Scienze Gastronomiche Mediterranee; Massimo Zaccardelli, dirigente di ricerca del CREA. A coordinare e moderare l’incontro sarà Alex Giordano, docente universitario e direttore scientifico di Rural Hack. Nel corso dell’appuntamento, Legambiente consegnerà alla Cooperativa Agricola Nuovo Cilento il Premio della Biodiversità. L’iniziativa avrà inoltre una prosecuzione attraverso laboratori ed esperienze sul campo, nella convinzione che la conoscenza possa diventare realmente patrimonio delle comunità soltanto quando riesce a uscire dai propri recinti disciplinari e a incontrare i territori.

Venerdì 4 settembre, alle ore 19:00, Settembre ai Fichi ospiterà “La scienza in cucina. Una lezione esperienziale di gastronomia molecolare mediterranea, dall’Olio Extravergine di Oliva al Fico Bianco del Cilento”. Cosa accade realmente quando cuciniamo? Perché un alimento cambia consistenza, profumo, colore e sapore? E quanto di ciò che chiamiamo tradizione contiene, senza che ce ne rendiamo conto, conoscenze estremamente sofisticate sulla materia e sulle sue trasformazioni? Raffaele Sacchi, professore di Scienze e Tecnologie Alimentari dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, porterà la scienza direttamente in piazza attraverso una lezione esperienziale di gastronomia molecolare mediterranea. Non una conferenza e neppure uno show cooking tradizionale, ma una dimostrazione dal vivo nella quale preparazioni, assaggi ed esperimenti diventeranno occasioni per comprendere i fenomeni fisici, chimici e sensoriali che avvengono quotidianamente in cucina. Il percorso partirà da uno degli alimenti sui quali Sacchi ha concentrato una parte importante della propria attività scientifica, l’olio extravergine di oliva, per arrivare a uno dei prodotti simbolo del territorio, il Fico Bianco del Cilento. Un modo semplice e rigoroso per mostrare come dietro un gesto alimentare convivano chimica, biologia, percezione sensoriale, agricoltura e cultura, e come una cucina profondamente legata alla tradizione possa diventare un vero laboratorio attraverso il quale leggere scientificamente il territorio. Accanto alla riflessione scientifica rimane naturalmente il carattere popolare e conviviale di Settembre ai Fichi.
Ogni sera il borgo ospiterà un’offerta gastronomica costruita attorno alle produzioni cilentane e alla sorprendente versatilità del fico: dalla zuppa di ceci di Cicerale e fichi secchi alle caserecce con fichi, pancetta e caprino; dalla pizza fritta con fichi e formaggi caprini ai cavatelli cacio e pepe e fichi; fino agli involtini di pollo in foglia di fico e alla bruschetta con Cipolla di Vatolla e fico, insieme a tanti altri piatti. Ampio spazio anche ai dolci, con sbriciolata di ricotta e fichi, cannoli, tiramisù ai fichi, brioche con gelato ai fichi e preparazioni con crema e fichi freschi. Non mancherà la mixology: tra le curiosità dell’edizione 2026 arrivano il Fico Mule, interpretazione cilentana del Moscow Mule, e il GinFic, gin tonic aromatizzato con fico secco. Il programma musicale accompagnerà tutte le cinque serate con il meglio della musica popolare: Kiepò mercoledì 2 settembre; Al-Maranca giovedì 3; Caffeina Band e Vincenzo Romano venerdì 4; Sibbenga Sunamo e Tarantolati di Tricarico sabato 5; RittoAntico domenica 6 settembre. Per le vie del borgo ci sarà inoltre la musica itinerante del gruppo autoctono di musica popolare “I Musici di Burrascose”.

Una grande novità di questa edizione sarà il Pranzo della Domenica, un momento comunitario da vivere tra i vicoli ombreggiati del borgo di Casalsottano. Gli stand saranno eccezionalmente aperti per l’occasione e saranno allestite grandi tavolate conviviali, alle quali accomodarsi per condividere le pietanze e celebrare l’ultima giornata dell’agrofesta, in attesa della serata finale. Settembre ai Fichi vuole così continuare a essere una vera festa, senza ridursi a una semplice sagra. Un luogo nel quale mangiare e divertirsi, ma anche interrogarsi sul significato contemporaneo di una coltura che ha attraversato millenni di storia cilentana. Salvaguardare il Fico Bianco del Cilento, infatti, non significa soltanto conservare un prodotto: significa custodire un paesaggio, mantenere competenze agricole, generare lavoro, costruire filiere locali e provare a immaginare nuove possibilità per territori che oggi si confrontano contemporaneamente con lo spopolamento e la crisi climatica.
SETTEMBRE AI FICHI 2026
Quando: dal 2 al 6 settembre 2026
Dove: borgo di Casalsottano, San Mauro Cilento
Organizzazione: Associazione RigeneraMente ETS
In collaborazione con: Cooperativa Agricola Nuovo Cilento
Con il patrocinio di: Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania; Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni; Comune di San Mauro Cilento
Con il contributo di: Banca di Credito Cooperativo di Aquara
Partner: Ecomuseo della Valle delle Orchidee e delle Antiche Coltivazioni; Rural Hack; Paideia Campus; Future Food Institute; Rete Humus; Slow Food Gelbison APS; Museo Vivente della Dieta Mediterranea; Biodistretto Cilento; Fico Bianco del Cilento DOP; Cilento Lifestyle; Legambiente Campania.


