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Spiritualità e solidarietà sul Monte Gelbison (VIDEO): la Giornata Rotariana con il Governatore Nardini

Di Giuseppe Geppino D’Amico

Spiritualità e solidarietà: un binomio possibile. Si può sintetizzare così la “Giornata Rotariana sul Monte Gelbison” organizzata dal Club Rotary Vallo della Lucania-Cilento. L’incontro di quest’anno ha assunto un valore in più in quanto ha coinciso con la visita al Club del Governatore del Distretto 2101 Campania, Giuseppe Nardini, e con la presenza di Dom Michele Patruzzelli, Abate dell’Abbazia Benedettina della SS. Trinità di Cava de’ Tirreni, che nella chiesa del Santuario ha presieduto la solenne Celebrazione Eucaristica concelebrata da Don Pasquale Gargone, socio onorario del Club. Tra i partecipanti alla “Giornata Rotariana” l’Assistente del Governatore, Giuseppe Vallone, i Facilitatori distrettuali d’Area, Giuseppe Fontanarosa e Carla Aramo, il presidente Amabile D’Agosto e alcuni soci del Club Salerno Picentia, soci e ospiti rotariani dei Club Salerno Nord Due Principati, Sapri Golfo di Policastro, Scafati-Angri-Realvalle Centenario e Sala Consilina-Vallo di Diano.

Dopo la Santa Messa, l’incontro del Governatore Nardini con i soci del Club nella sala sottostante la cappella di San Bartolomeo. Dopo gli inni e i saluti di benvenuto del prefetto del Club, Clelia Schiavo, il Presidente Pasquale D’Angiolillo ha illustrato le iniziative realizzate e quelle in programma: “Abbiamo parlato dei giovani, della salute, della prevenzione, della cultura, della solidarietà, della Dieta Mediterranea, dell’ambiente, delle fragilità, della formazione e del futuro delle nostre comunità”. Da parte sua il Governatore Giuseppe Nardini, dopo avere formulato vive congratulazioni al Club per l’attività che porta avanti nel territorio da oltre 50 anni, ha illustrato il significato del motto scelto dal Presidente Internazionale Olayinka Hakeem Babalola, “Creiamo un impatto duraturo”, e il programma distrettuale, invitando i soci del Club a partecipare ai prossimi seminari regionali.

Una delle novità di quest’anno è data dalla conviviale, diversa da tutte le altre: il Club ha voluto organizzarla in formato picnic nel bosco del Gelbison, all’ombra di secolari alberi di faggio, dove più dei programmi hanno contato le persone: gli sguardi, le strette di mano, le parole scambiate senza formalità, il piacere di stare insieme e di incontrare alcuni pastori e allevatori che “vivono” la montagna: “Abbiamo incontrato uomini e donne che custodiscono un patrimonio fatto non soltanto di lavoro, ma di memoria, sacrificio, conoscenza della natura e amore per quei luoghi. Ed è forse proprio lì che abbiamo ritrovato il significato più profondo della giornata. Era esattamente questo il senso che avevamo immaginato per la visita del Governatore: portare il Rotary nel territorio e consentire al territorio di entrare nel Rotary”.

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Molto apprezzati i canti dedicati alla Madonna del Sacro Monte proposti da alcuni suonatori di fisarmonica e organetto che hanno ricevuto il plauso del Governatore Nardini e dell’Abate Dom Michele Patruzzelli. Per il Club, però, il riconoscimento più bello è arrivato proprio alla fine, quando il Governatore Giuseppe Nardini e la consorte Elisa hanno salutato i presenti con parole bellissime, avendo conosciuto il cuore autentico della terra cilentana.

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Il Santuario del Monte Gelbison è situato a un’altezza di 1.705 metri. La sua origine risale alla seconda metà del X secolo, dopo cioè la conquista della Sicilia da parte degli Arabi che nella prima metà del secolo avevano scacciato i monaci Basiliani, costringendoli a cercare riparo su monti spesso inaccessibili. Risalendo la penisola, i monaci provenienti dalla Calabria (dalla zona del Mercurion, intorno al fiume Lao), dalla Lucania (dalla zona del Latinianon, nelle valli del Sinni e dell’Agri) e dal più vicino Monte Bulgheria giunsero sul Gelbison, dove in principio edificarono un eremo. Nella piccola chiesa fu collocata la statua lignea della Madonna col Bambino che, secondo la tradizione, sarebbe stata trovata in una grotta del luogo da alcuni pastori. I Basiliani restarono sul monte fino al termine dell’XI secolo, allorquando furono scacciati dai Normanni, i quali affidarono il piccolo santuario al vescovo di Capaccio.

Nel 1323 il barone di Novi, Tommaso Marzano, comprò il santuario dal vescovo Filippo Santomagno e lo affidò ai Celestini della stessa Novi, con i quali aveva ottimi rapporti anche perché in Francia aveva conosciuto il fondatore di quell’ordine monastico, Pietro del Morrone, futuro papa Celestino V che, come è noto, lasciò la tiara dopo soli quattro mesi per sottrarsi alle pressioni dei principi e della Curia. Per ottenere la proprietà del santuario il barone Marzano non versò alla curia pestana i cento ducati d’oro pattuiti, bensì acquistò e cedette due mulini situati in contrada Petrale da utilizzare per la mensa vescovile. Grazie all’opera dei Celestini il numero dei pellegrini aumentò sempre di più fino al 1806, anno in cui Gioacchino Murat impose lo scioglimento degli ordini monastici contemplativi.

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Attualmente il santuario, che rimane aperto dalla prima domenica di maggio all’ultima di ottobre, appartiene alla Diocesi di Vallo della Lucania. Indubbiamente, oggi è molto più agevole accedervi anche perché nel 1974 sono stati ultimati i lavori della strada rotabile. Da allora quasi tutti giungono sul monte attraverso la via di Novi, meno ricca di tradizioni rispetto alla via di Rofrano. Del tutto abbandonata dai fedeli la via di San Biase, che era un tratto dell’antica via del sale. La maggioranza dei fedeli, però, ancora oggi preferisce salire a piedi nel rispetto della tradizione e degli antichi riti. Naturalmente, l’apertura della strada rotabile ha fatto aumentare vistosamente il numero dei fedeli (dai 15.000 visitatori degli anni ’60 si è passati a circa 70.000 negli ultimi anni) ma, al tempo stesso, ha cambiato il viaggio del pellegrinaggio che, attualmente, grazie all’uso dell’auto, dura una sola giornata. Un aspetto, però, non è cambiato: quasi tutti i pellegrini sono ancora oggi accompagnati dagli zampognari che intonano brani dedicati alla Madonna.

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