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Parrocchia e solidarietà familiare: a Teggiano un incontro per riannodare i legami della comunità

Si è tenuto ieri a Teggiano l’incontro sul tema “Parrocchia e solidarietà familiare”, fortemente voluto dal Vescovo P. Antonio De Luca, come momento di riflessione e di avvio di un possibile percorso condiviso tra comunità ecclesiale, famiglie e servizi sociali del territorio. All’incontro hanno preso parte, insieme al Vescovo, il Vicario Generale don Giuseppe Radesca, i Vicari Foranei delle cinque zone pastorali della Diocesi, i direttori degli Uffici diocesani Caritas, Famiglia e Vita, Pastorale giovanile e vocazionale, Pastorale sociale, e il responsabile della Consulta per l’apostolato dei laici. A introdurre e approfondire il tema è stato il prof. Marco Giordano, docente universitario di Servizio Sociale e Direttore del Centro Studi Affido, che ha aiutato i presenti a cogliere la portata concreta della solidarietà familiare. Non si tratta, infatti, soltanto di parlare di affido in senso stretto, ma di riconoscere quella vasta rete di bisogni quotidiani che tante famiglie, per fragilità diverse, non riescono più ad affrontare da sole: accompagnare un figlio a scuola, sostenerlo nei compiti, seguirlo nelle attività educative, custodire tempi e spazi di vita nei quali un bambino o un ragazzo rischia di restare privo di riferimenti adulti significativi.

È emersa con forza una consapevolezza: molte ferite educative e sociali non nascono semplicemente dalla mancanza di servizi, ma da una più profonda povertà di legami. Per questo l’intervento tecnico e istituzionale, pur necessario, non basta da solo. Occorre che il territorio generi prossimità, che le famiglie tornino ad aprire le porte di casa e del cuore, che le comunità cristiane sappiano “donare legami” a chi ne è privo. In questa prospettiva, la parrocchia è stata indicata come luogo decisivo. Non una struttura chiusa in se stessa, né soltanto uno spazio celebrativo o organizzativo, ma una vera “famiglia di famiglie”, capace di riconoscere le fragilità, accompagnare i passi, sostenere le relazioni, offrire calore umano e presenza educativa. Le esperienze ecclesiali già esistenti mostrano che, dove le famiglie sono accompagnate e sostenute, possono diventare una risorsa preziosa per altre famiglie, contribuendo a edificare una comunità dal volto più umano. Il confronto è stato arricchito anche dall’intervento del dott. Antonio Domenico Florio, Direttore del Consorzio Sociale Vallo di Diano Tanagro Alburni dell’Ambito S10, che ha evidenziato la necessità di rafforzare la collaborazione tra servizi sociali, istituzioni e comunità locali.

Di fronte alle situazioni di maggiore vulnerabilità, l’inserimento di un minore in struttura non può essere considerato l’unica risposta possibile: in molti casi è necessario costruire un “piano B”, fatto di reti, prossimità, disponibilità educative, famiglie e adulti capaci di riempire quei vuoti che spesso segnano la vita quotidiana dei più piccoli. Il Vescovo De Luca ha richiamato con decisione il cuore ecclesiale di questa sfida: entrare nella vita delle famiglie provate, non con discorsi astratti, ma con gesti concreti di vicinanza. Si tratta di riconnettere in modo vitale tutto l’impegno caritativo e sociale delle parrocchie con la fede professata, perché la presenza dei cristiani nel territorio sia sempre più significativa, credibile e generativa. L’incontro di Teggiano apre così un cammino possibile: individuare nelle parrocchie, negli oratori, nei gruppi, nelle associazioni e nelle famiglie disponibili quei primi nuclei capaci di avviare percorsi concreti di solidarietà familiare. Un cammino da costruire con prudenza, competenza e corresponsabilità, ma anche con il coraggio evangelico di una Chiesa che non si limita a constatare le fragilità, bensì sceglie di abitarle, accompagnarle e trasformarle in occasione di comunione.

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