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Certosa di Padula, convegno scientifico su sette secoli di storia: “Buona la prima”. I lavori procedono oggi e domani

È iniziato giovedì, nel refettorio della Certosa di San Lorenzo a Padula, il convegno scientifico “La Certosa di San Lorenzo. Istituzioni, arte, potere e religione in sette secoli di storia del Mezzogiorno e d’Europa”, che proseguirà fino a sabato13 dicembre. Un appuntamento di alto profilo culturale e scientifico che vede la partecipazione di studiosi provenienti da università e istituzioni italiane ed europee.

L’iniziativa è stata voluta dall’Amministrazione comunale di Sant’Arsenio per ricordare Mons. Antonio Sacco nel centenario della scomparsa ed è stata preceduta da un precedente incontro tenutosi nel marzo scorso a Sant’Arsenio. Il convegno si avvale del patrocinio del Comune di Padula e del Centro Studi e Ricerche del Vallo di Diano “Pietro Laveglia”, con il sostegno del Ministero della Cultura e del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Salerno. Inoltre, sempre il Comune di Sant’Arsenio ha finanziato due borse di studio per una ricerca su Mons. Sacco, i cui risultati saranno illustrati nella giornata di oggi.

A rappresentare il Comune di Sant’Arsenio, nella giornata inaugurale, è stato il sindaco Donato Pica, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa dedicata alla figura di Mons. Antonio Sacco, considerato un punto di riferimento imprescindibile per gli studi sul complesso certosino. Tra gli altri intervenuti la sindaca di Padula Michela Cimino; il referente della Certosa Francesco Fanoli; il vicepresidente della Comunità Montana Antonio Pagliarulo; il presidente del Centro Studi e Ricerche del Vallo di Diano Giuseppe D’Amico; il vicario generale della Diocesi di Teggiano-Policastro don Giuseppe Radesca.
Il programma scientifico è stato illustrato da Carmine Pinto, direttore del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Salerno, e da Rosanna Giudice, coordinatrice del Comitato Scientifico. Il convegno si configura come uno dei momenti più autorevoli di approfondimento sulla storia del Mezzogiorno e dell’Europa, attraverso la lunga vicenda della Certosa di Padula.

Nato a Sant’Arsenio nel luglio del 1849, Mons. Antonio Sacco frequentò il Seminario di Teggiano, dove fu ordinato sacerdote il 21 marzo 1874. Nel 1879 si laureò in Lettere e Filosofia presso l’Università di Napoli, dove fu allievo di Francesco De Sanctis. Contemporaneamente sostenne con successo gli esami presso l’Istituto di Belle Arti di Napoli; nel 1880 si trasferì a Roma, in Vaticano, come docente e poi come Assistente Bibliotecario della Biblioteca Apostolica Vaticana, con la nomina di Beneficiato della Basilica di San Pietro.

Non dimenticò mai il Vallo di Diano, dove tornava spesso per gli scavi di Cosilinum e Marcellianum e per i suoi studi e rilievi sulla Certosa di Padula, sulla Badia di Cadossa, sulle grancìe di Sala Consilina e Buonabitacolo, sui conventi e le chiese di Padula, Teggiano e dintorni. Molto profonda fu la sua amicizia e collaborazione con il sacerdote padulese don Arcangelo Rotunno, anch’egli appassionato cultore delle memorie artistiche del territorio. Numerose le pubblicazioni di Mons. Sacco, sempre corredate da magnifici disegni eseguiti con la tecnica dell’incisione. Di rilievo il contributo alla progettazione dell’altare in legno per Papa Leone XIII. Nel 1913 si ritirò a Sant’Arsenio per problemi di salute e lì si spense l’11 gennaio 1925.

La sua fama è legata ancora oggi alla Certosa di Padula, che studiò e descrisse in una splendida opera di altissimo pregio letterario e architettonico, articolata in quattro volumi, stampati in folio, con rilievi di estrema precisione e un’imponente ricerca archivistica estesa all’intera penisola e ai principali nodi della via consolare Regio-Capuam.

L’opera fu ristampata in anastatica nel 1982 per merito dell’on. Domenico Pica, sindaco e presidente dell’Associazione Culturale Luigi Pica. Una seconda ristampa dei primi due volumi fu realizzata vent’anni dopo dalla Casa Editrice Carlone, in edizione riveduta e parzialmente corretta, sempre per iniziativa dell’Associazione Luigi Pica, con allegato un supporto digitale contenente i disegni.

“L’iniziativa – hanno sostenuto Carmine Pinto e Rosanna Giudice – si propone l’obiettivo di ricomporre un quadro unitario, capace di restituire la profondità storica del complesso e di mettere in relazione aspetti che la ricerca ha spesso trattato separatamente. Il convegno si interroga su questioni decisive: come nasce e si struttura il potere monastico, in che modo la Certosa diventa attore territoriale, quali effetti producono le soppressioni e come si costruisce la narrazione pubblica della Certosa tra Novecento e oggi. A queste domande si affianca la riflessione sulle espressioni artistiche, intese come strumenti essenziali per comprendere le dinamiche istituzionali, politiche e sociali. Sono interrogativi condivisi dalle diverse discipline coinvolte e costituiscono la chiave interpretativa dell’intero programma”.

Il programma si sviluppa in quattro sessioni tematiche:

  • Sessione I (giovedì 11 dicembre), coordinata da Michele Carrara, presidente del Circolo Carlo Alberto di Padula, sul tema “Fondare e rappresentare il potere”, dedicata alla Certosa medievale nel contesto politico e religioso del Mezzogiorno.
  • Sessione II (venerdì 12 dicembre, mattina): “Lo spazio e le immagini”, con focus su architettura, arte, musica e committenze tra Rinascimento e Barocco, e tavola rotonda conclusiva “Verso il Museo della Certosa”.
  • Sessione III (venerdì 12 dicembre, pomeriggio): “La Certosa tra soppressioni, memoria e identità”, dal periodo napoleonico al recupero degli archivi.
  • Sessione IV (sabato 13 dicembre): “Dalla Certosa storica alla Certosa museo”, dedicata a restauri, valorizzazione e nuove narrazioni del complesso.
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1 comment

  1. Certosa di San Lorenzo, patrimonio immenso per il Vallo di Diano non adeguatamente valorizzato per la scarsa accessibilità del territorio, lontano e “irraggiungibile” dal grande bacino turistico internazionale del quadrilatero Napoli-Pompei-Paestum-Sorrento. Il video documento che segue propone un concreto piano di interventi complementari ai futuri nuovi servizi Alta Velocità ferroviaria (orizzonte 2035) per rendere accessibile il “tesoro” culturale della Certosa:
    https://youtu.be/Wzw8bPHf4HQ?feature=shared

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