Di Giuseppe Geppino D’Amico

È Miriam Mea, studentessa del IV anno del Polo liceale “Pomponio Leto” di Teggiano, figlia del maresciallo capo Cono Mea, in servizio presso la Compagnia Carabinieri di Sala Consilina, la vincitrice della 45esima edizione del Premio Vacanze “Nicola Giacumbi” messo in palio dal Rotary Club Sala Consilina-Vallo di Diano. Il premio, tra gli appuntamenti più significativi del panorama culturale del Vallo di Diano, è dedicato agli studenti figli di appartenenti alle Forze dell’Ordine distintisi nel percorso scolastico. È intitolato alla memoria di Nicola Giacumbi, magistrato salernitano e facente funzioni di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, assassinato il 16 marzo 1980 in un agguato delle Brigate Rosse. Giacumbi aveva rinunciato alla scorta per non esporre altri a rischi; nel 2010 gli è stata conferita l’onorificenza di vittima del terrorismo.
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Il riconoscimento è stato consegnato nel corso di un convegno sul tema della legalità, durante il quale sono intervenuti il magistrato Catello Maresca, il giornalista Angelo Raffaele Marmo, condirettore del Quotidiano Nazionale, e Giuseppe Giacumbi, figlio del magistrato ucciso dalle BR. Ad aprire i lavori gli indirizzi di saluto della presidente del Rotary, Katia Di Palma, e della dirigente scolastica Maria D’Alessio. Katia Di Palma ha illustrato le motivazioni che hanno indotto il Rotary a dare vita a questa iniziativa, “organizzata per la prima volta poco dopo l’uccisione del magistrato che per un breve periodo aveva retto la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sala Consilina. Con questa iniziativa il Rotary intende premiare il merito e, al tempo stesso, testimoniare vicinanza ai giovani che incarnano, con il loro impegno, i valori del servizio alla collettività”. Maria D’Alessio ha rimarcato “la presenza attiva della scuola sul tema della legalità che è centrale nel processo didattico; gli esempi degli eroi della giustizia sono sempre il tramite più completo per dimostrare alle giovani generazioni che lo Stato non accetta e mai accetterà l’ingiustizia”.
Per il giornalista Angelo Raffaele Marmo, “ricordare Nicola Giacumbi non significa soltanto rendere omaggio a un magistrato assassinato dalle Brigate Rosse. Significa riportare al centro della nostra coscienza civile una pagina che appartiene alla storia della Repubblica, alla storia di Salerno, alla storia del Mezzogiorno e, soprattutto, alla storia morale dello Stato italiano. Perché vi sono vite che, nel momento in cui vengono spezzate, non si chiudono. Restano aperte. Continuano a interrogare le comunità, le istituzioni, le generazioni successive. Continuano a chiederci che cosa abbiamo fatto della memoria, che cosa abbiamo imparato dal dolore, quanto siamo stati capaci di trasformare una tragedia in responsabilità pubblica. Nicola Giacumbi è una di queste vite”.
Molto atteso l’intervento del magistrato Catello Maresca, che di recente ha dato alle stampe un libro dal titolo Il Genio di Giovanni Falcone. “Uomini come Falcone sono resi immortali dalle battaglie fatte per difendere dei principi. Credo — ha esordito il magistrato — che Giovanni Falcone sia stato un influencer per le nostre generazioni. Falcone è stato soprattutto un uomo straordinario, portatore di valori sempre attuali come il senso del dovere, che ha segnato con la sua vita l’importanza dell’impegno, del sacrificio e della consapevolezza del ruolo dello Stato”. Maresca ha poi aggiunto: “Giovanni Falcone continua a rappresentare uno dei punti più alti della cultura della giustizia nel nostro Paese. Il suo esempio resta un riferimento concreto per quanti credono nel valore del dovere e della legalità”. Non poteva mancare una considerazione sul premio messo in palio dal Rotary per ricordare il giudice Giacumbi. Il magistrato ha sottolineato l’importanza di conoscere il passato: “È importante capire perché succedono certi fatti. La matrice tra terrorismo e mafia è identica e si chiama eversione. Quindi, il ricordo è monito; è testimonianza viva e in questo la cultura ha un ruolo importante”.

Al termine del suo intervento, Catello Maresca ha risposto alle domande degli studenti sulla sua attività e sulle modalità con le quali ha affrontato problematiche anche delicate incontrate nel proprio percorso professionale. Prima di congedarsi dagli studenti, il magistrato ha dichiarato: “Da 18 anni sono sotto scorta ma vado avanti anche in ricordo degli eroi che si sono sacrificati. Ciò che mi spaventa è l’isolamento patito da Falcone e Borsellino. Paura di morire l’ho avuta, ma oggi se sono ancora qui è perché ho avuto fortuna”. Alla manifestazione era presente anche Giuseppe Giacumbi, figlio del magistrato a cui è intitolato il premio, che con la sua partecipazione ha conferito ulteriore significato a un appuntamento dedicato alla memoria e alla testimonianza civile. Dopo avere ringraziato il Rotary che da 45 anni organizza questa manifestazione, ha evidenziato “l’importanza della memoria che è nutrimento dello spirito”. Al termine, il curatore della manifestazione, Antonello Rivellese, ha illustrato le motivazioni del premio che è stato consegnato alla vincitrice, Miriam Mea.







