La comunità della Banca Monte Pruno piange la scomparsa di Gaetano Clemente, ultimo dei trenta Soci Fondatori della storica Cassa Rurale ed Artigiana di Roscigno. La notizia arriva a pochi giorni dall’ultima Assemblea dei Soci, e lascia un vuoto profondo in quanti hanno conosciuto l’uomo e il suo impegno silenzioso. Con lui si chiude simbolicamente una pagina straordinaria della nostra storia, fatta di sacrifici, coraggio, fiducia e amore autentico verso il proprio territorio.

Il presidente Michele Albanese, il Consiglio di Amministrazione, il direttore generale Cono Federico e tutti i dipendenti partecipano con sincero dolore al lutto che ha colpito la Famiglia Clemente – Crisci per la perdita del caro Socio Fondatore Gaetano, esprimendo sentimenti di vicinanza e riconoscenza alla moglie Rosetta, ai figli Giuseppe ed Elia, alle nuore Mariella e Rocchina, alla sorella Lucia, ai cognati Antonio, Pasquale e Ida, ai nipoti Gaetano e Ludovica.
Gaetano Clemente era una persona seria, corretta, umile, silenziosa. Uno di quegli uomini che non amavano apparire ma che, con il proprio esempio, lasciavano un segno profondo. È rimasto sempre vicino alla “sua” Banca, guardandola crescere con l’orgoglio e l’affetto di chi aveva contribuito a costruirla quando tutto sembrava difficile, quasi impossibile. Ed è proprio questo il punto che oggi deve far riflettere tutti noi.

la firma del socio fondatore GAETANO CLEMENTE
Quando nel lontano 1962 trenta uomini, per lo più agricoltori ed artigiani, guidati dal professore Emilio Pecori, decisero di dare vita alla Cassa Rurale ed Artigiana di Roscigno, non disponevano di grandi mezzi economici. Possedevano, però, qualcosa di ancora più grande: la dignità del lavoro, il senso della comunità, la cultura del sacrificio e la capacità di credere nel futuro. Lo fecero, inoltre, in una forma cooperativa a responsabilità illimitata. Significava mettere in gioco non solo il proprio nome, ma anche la serenità della propria famiglia ed il frutto di una vita di sacrifici. Un atto di coraggio enorme, che oggi forse è difficile persino immaginare.
Quei pionieri non costruirono semplicemente una banca. Costruirono un presidio di fiducia, uno strumento di riscatto sociale, una speranza concreta per intere comunità troppo spesso dimenticate. Gaetano Clemente apparteneva a quella generazione di uomini autentici che hanno seminato senza chiedere nulla in cambio, lasciando alle generazioni future una realtà solida, credibile e profondamente radicata nei valori della mutualità e della cooperazione.
Oggi la Banca Monte Pruno è patrimonio di migliaia di famiglie, riferimento per territori interi, simbolo di sviluppo, vicinanza e coesione sociale. Ma tutto questo nasce anche dal coraggio silenzioso di uomini come Gaetano Clemente. A lui va il nostro grazie più sincero, pieno di riconoscenza, rispetto ed affetto. Perché certe persone non appartengono solo alla propria famiglia. Appartengono alla memoria più bella di una comunità intera.



