Di Antonio Sica

Ad Auletta si sono da poco spenti gli echi della XIV edizione di Bianco Tanagro, ma il clima lasciato dal festival è ancora vivo tra le strade del borgo. Musica, profumi, artisti di strada, stand gastronomici e migliaia di visitatori hanno trasformato per sette giorni il centro storico in uno dei luoghi più frequentati e vivaci della Campania interna. Questa edizione ha battuto ogni record, ma soprattutto ha confermato la forza di un progetto costruito negli anni attorno al carciofo bianco della Valle del Tanagro, diventato ormai simbolo di identità e riscatto territoriale. A raccontare a Vallo Più il “dietro le quinte” del festival è il presidente della Pro Loco Auletta, Giuseppe Lupo, che a pochi giorni dalla conclusione dell’evento traccia un bilancio tra entusiasmo, stanchezza e già nuove idee per il futuro. “Già stiamo programmando la quindicesima edizione –annuncia l’inesauribile presidente della Pro Loco Auletta– perché appena finisce il festival resta sì la stanchezza, ma anche una certa malinconia. Dopo due fine settimana così intensi, con tanta musica, artisti di strada, profumi e sapori, il paese torna lentamente alla normalità e Bianco Tanagro un pò già ci manca”.
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Il segreto del successo: “la vera forza è il carciofo”

Negli anni Bianco Tanagro è riuscito a diventare un appuntamento capace di attirare migliaia di persone anche in un periodo lontano dalla stagione estiva, puntando non sui grandi concerti, ma su un prodotto identitario. “Noi non abbiamo bisogno di portare grandi artisti nazionali –sottolinea Giuseppe Lupo– perché la vera forza di questo festival è il carciofo. Le persone vengono qui per degustare il carciofo bianco e gli oltre 25 piatti preparati durante la manifestazione”. Ed è proprio intorno al carciofo bianco che negli anni è cresciuto un progetto molto più ampio: spettacoli, convegni, musica popolare, presentazioni di libri, laboratori, concorsi artistici, artisti di strada, showcooking e iniziative culturali che hanno animato ogni angolo del borgo. L’edizione 2026 ha portato ad Auletta 35 gruppi musicali, 25 artisti di strada, decine di appuntamenti e nuove iniziative come l’Oscar del Carciofo Bianco – Aulettesi nel mondo, assegnato a un concittadino quasi centenario, accolto con grande emozione dalla comunità.
Un lavoro di squadra che coinvolge tutto il territorio

Dietro il successo di Bianco Tanagro c’è un’organizzazione costruita su una rete ampia di collaborazioni. “Abbiamo fatto un grande lavoro di squadra –spiega Giuseppe Lupo– e devo ringraziare i soci della Pro Loco, i produttori del carciofo bianco, l’amministrazione comunale, le associazioni, la Fondazione MIdA, il servizio civile e la Pro Loco Giovani. Ognuno ha fatto la propria parte”. Particolarmente importante il contributo dei produttori locali, protagonisti dell’area degustativa, ma anche il coinvolgimento delle altre realtà del territorio. Quest’anno grande spazio è stato dato alle Pro Loco di Sant’Arsenio, Sicignano e Ricigliano, protagoniste di showcooking dedicati ai piatti della tradizione locale. “Vogliamo dare visibilità al territorio e alle Pro Loco che organizzano eventi e valorizzano i propri paesi –racconta Giuseppe Lupo– perché il festival deve essere una vetrina per tutta l’area”.
Qualità, passaparola e crescita del carciofo bianco

Uno dei temi più importanti resta la crescita del festival nel corso degli anni. I primi tempi non furono semplici, ma il passaparola e l’attenzione alla qualità hanno progressivamente trasformato Bianco Tanagro in un evento di riferimento. “I primi anni non è stato facile –ricorda Giuseppe Lupo– perché la gente era poca e nessuno avrebbe immaginato risultati del genere. Però abbiamo sempre puntato sulla qualità, ed è questo che ci ha permesso di crescere”. Una qualità che oggi passa anche attraverso iniziative come il Premio Forchetta Verde, nato per premiare il miglior piatto del festival e stimolare gli operatori a migliorarsi continuamente. L’edizione 2026 è stata vinta dalla crespella al carciofo bianco dell’azienda agricola D’Elia Vincenzo, una delle proposte più apprezzate dai visitatori. Nel frattempo, cresce anche la produzione del carciofo bianco, venduto non solo negli stand gastronomici ma anche fresco e trasformato durante la mostra mercato. “Chi lo assaggia poi lo cerca e lo vuole –spiega Giuseppe Lupo– perché capisce che è un prodotto diverso dagli altri carciofi: tenero, senza spine, da mangiare anche crudo”.

Arte, murales e futuro: Bianco Tanagro guarda già al 2027
Ovviamente Bianco Tanagro non è soltanto enogastronomia. Negli anni il festival ha lasciato segni concreti anche sul piano artistico e culturale. Durante l’edizione 2026 è stato inaugurato il quarto murales dedicato al festival, mentre altri sono stati restaurati per continuare a valorizzare il centro storico di Auletta. “Arte, cultura ed enogastronomia vanno insieme –sottolinea Giuseppe Lupo– e ogni anno cerchiamo di lasciare qualcosa al paese”. Tra le iniziative più significative anche la targa dedicata all’architetto Gerardo Marzullo, autore della scultura del carciofo bianco installata ad Auletta.
E mentre si chiude un’edizione da record, l’organizzazione guarda già avanti. Le date della XV edizione del Festival del Carciofo Bianco sono già state annunciate: 23, 24, 25 aprile e 30 aprile, 1 e 2 maggio 2027. “Abbiamo già iniziato a programmare il prossimo festival –conclude Giuseppe Lupo– perché Bianco Tanagro ormai non è più soltanto un evento: è diventato parte della vita e dell’identità di questo territorio”.


