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Agnese Di Sarli di Teggiano scrive a Mattarella: tredici anni per un divorzio

Agnese Di Sarli, originaria di Teggiano, ha inviato una lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Non è la prima volta che si rivolge al Quirinale: nel 2014 aveva già scritto al suo predecessore Giorgio Napolitano. Stavolta, però, dietro la richiesta c’è una storia che si è finalmente chiusa, almeno sul piano giudiziario, ma che ha lasciato un segno difficile da ignorare.

Agnese Di Sarli

Infermiera di professione, Di Sarli racconta di un matrimonio rivelatosi una truffa nel 2011. L’uomo che aveva sposato si spacciava per un dirigente della Polizia di Stato. Nel 2012, a Roma, è stato arrestato a seguito delle indagini della Squadra Mobile. Da quella vicenda è nato anche un libro, “Rosso Amarone”, con cui l’autrice ha voluto dare voce a un’esperienza che ritiene tutt’altro che isolata.

Il divorzio è arrivato solo nel 2024. Tredici anni, complicati anche dall’irreperibilità dell’ex coniuge. «In questi anni mi è stata negata la possibilità di avere un figlio», scrive Di Sarli nella lettera. Una frase che sintetizza, con asciuttezza, il costo personale di una vicenda che avrebbe potuto risolversi molto prima, secondo la donna, se le norme lo avessero permesso.

Al centro dell’appello a Mattarella c’è una critica precisa alla normativa civile italiana, in particolare all’articolo 122 del codice civile del 1942. Di Sarli sostiene che quella norma non contempli adeguatamente situazioni di inganno o violenza morale all’interno del matrimonio e non consenta una rapida dichiarazione di nullità del vincolo. A titolo di confronto, cita il diritto canonico, che nel tempo si è aggiornato, a differenza — osserva — della legislazione civile, rimasta sostanzialmente invariata.

La richiesta che avanza è duplice: riformare le norme sul matrimonio civile per renderle più aderenti alla realtà e ridurre i tempi della giustizia, che nel suo caso hanno scandito più di un decennio di attesa. Una storia personale che diventa, nelle intenzioni di chi la racconta, argomento di interesse collettivo.

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