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Sant’Arsenio, un concerto per il 75esimo del Santuario del Carmelo sul monte Rascini

Di Geppino D’Amico

Ricorre quest’anno a Sant’Arsenio il 75esimo anniversario della fondazione del Santuario dedicato alla Madonna del Carmelo sul Monte Rascini. Per celebrare la ricorrenza il parroco don Martino Romano ha previsto una serie di iniziative. La prima, in programma sabato 2 maggio nella Chiesa dell’Annunziata (inizio ore 19:00) prevede un Concerto-Meditazione di Canti Mariani: Incontro Musicale con i Cantori  del Gruppo di Esercitazione Corale Dianum di San Pietro al Tanagro coordinato dal Maestro Enrico Coiro. 

L’idea di realizzare un santuario sul Monte Rascini nasce nel 1950 in occasione della ricorrenza  del VII centenario dello Scapolare della Beata Vergine per merito di don Matteo Pica Jr., nipote del Canonico Pica che dallo zio, oltre al nome, aveva ereditato anche la devozione Mariana. Reduce da cinque anni di prigionia (era stato cappellano militare durante il secondo conflitto mondiale, il giovane sacerdote chiede aiuto alle Carmelitane che racimolano la bella somma (per quei tempi) di 150.000 lire. Con questi soldi può dare inizio all’opera che si presenta non priva di difficoltà soprattutto per la difficoltà di reperire materiali e mano d’opera. Non va dimenticato che la guerra aveva lasciato il segno tanto da provocare una nuova ondata di emigrazione non più oltre l’oceano ma verso altri paesi europei e, in particolare, verso la Germania e la Svizzera e verso le città del Nord. Per fare le cose in regola Don Matteo, essendo il suolo dove edificare il tempio di proprietà del demanio, chiede la licenza edilizia all’Amministrazione Comunale che la concede con delibera n. 76 del 30 settembre 1950. L’anno successivo, il 9 luglio 1951,don Matteo Pica Jr. può finalmente risalire sul monte Rascini dove, dopo la celebrazione della messa  viene posata la prima pietra per la costruzione della nuova cappella. Con lui tantissimi concittadini che avevano raccolto l’invito a realizzare il tempio da dedicare alla Madonna del Carmelo. Un bidone di benzina residuo della guerra 1940-43 diventa l’altare.

L’impresa, però, non è semplice ma inizia una vera e propria gara di solidarietà. Con qualche difficoltà vengono reperiti i muratori e i volontari per il trasporto dei materiali. Bisogna reperire anche i barili e i muli perché ben presto ci si rende conto che sul Monte Rascini scarseggia anche l’acqua, che bisogna attingere nella vicina zona del lago, e l’arenaggio. Le difficoltà aumentano nel periodo estivo quando l’acqua scarseggia anche nella zona del lago e bisogna procedere all’approvvigionamento sulle montagne di Corleto Monforte ad un’ora di mulo dalla vetta del Rascini.  La responsabilità del cantiere viene affidata al capo mastro Michelangelo Baorto, affiancato da Arsenio Di Donato: pur di non perdere tempo nel lungo viaggio di andata e ritorno tra il paese ed il monte decidono di rimanere spesso a dormire sulla montagna. Dei lavori di carpenteria si incarica il falegname Francesco Stabile con la collaborazione di due volontari, Francesco Ippolito e Domenico Greco. I lavori in ferro, in particolare porte e finestre, vengono realizzati presso l’officina di Celestino Ippolito e figli mentre il cancello di ferro che chiude il Santuario è donato dalla signora Antonia Macchia; Antonio Coronato offre la calce da utilizzare per gli intonaci interni ed esterni che vengono realizzati da mastro Pasquale di Pagani.

Durante i lavori il numero dei volontari aumenta e nelle liste di prenotazione risultano iscritti 90 uomini e 76 donne. Alcuni volontari lavorano anche dodici ore al giorno ed alcuni volontari e quando non possono lavorare personalmente si fanno sostituire da altri operai che pagano di tasca propria. Tra i volontari il numero più alto è quello del Serrone tra cui don Matteo ricorda Angela D’Amato in Pandolfo a cui durante i lavori viene dato l’appellativo di facchina della Madonna. I lavori procedono con una certa alacrità tanto che dopo due stagioni di intenso lavoro, il 16 luglio 1952 il piccolo edificio si eleva solitario nelle sue linee semplici, a forma piramidale, per accogliere i primi pellegrini. Una nuova processione, preceduta da una banda musicale, accompagna nella nuova casa l’immagine della Madonna Bruna che viene collocata sull’altare centrale. Anche stavolta la partecipazione della gente è notevole a dimostrazione che la venerazione per la Madonna del Carmelo cresce sempre di più. Il nuovo quadro, del tutto simile a quello su tavola venerato nella chiesa del Carmine giù in paese, è opera di un valente pittore domenicano originario di Sant’Arsenio ma particolarmente attivo a Siena e a Firenze, P. Angelico Spinillo, il quale più tardi donerà altre due tavole raffiguranti altrettanti angeli.

Il Voto può dirsi compiuto. Nel 1953 si procede all’ingrandimento della foresteria. Rimane il problema della realizzazione della strada rotabile. A tale scopo il 17 dicembre 1962 viene costituita la Società semplice (denominata “Monte Carmelo”) presieduta dall’On. Domenico Pica. Viene redatto il progetto che viene inviato al Ministero delle Foreste che lo finanzierà nel dicembre del 1964. I lavori vengono completati nel 1966 quando viene inaugurata la strada tanto attesa che, attraverso nove chilometri di tornanti, conduce al piazzale del Santuario.

Lungo la strada vengono collocate quindici edicole in pietra locale che racchiudono i misteri del Rosario dipinti su terracotta, opera della ditta Pisapia di Cava dei Tirreni.

Nel corso degli anni il sentimento del popolo santarsenese non ha mai fatto mancare le offerte per cui il santuario sulla vetta è stato arricchito e reso più accogliente al richiamo della fede, della grazia e della gioia. Nel 1985, su progetto dell’architetto Enrico Coiro, le pareti interne della chiesa vengono rivestite di pietra rossa di Sicilia e, nel giugno del 1987, in apposite cornici a muro vengono collocati dodici pannelli dipinti a olio realizzati da un pittore di origine santarsenese trapiantato a Torino, Michele La Falce. Successivamente, a pochi metri dal santuario è stata collocata una statua di San Gualberto, protettore delle Guardie Forestali. Il primo Vescovo a salire sul monte, il 16 luglio 1962, fu mons. Aldo Forzoni. Attualmente a guidare la tradizionale processione del 16 luglio è mons. Angelo Spinillo, Vescovo di Aversa, originario di Sant’Arsenio. Ancora  oggi il piccolo santuario è “un Faro di Fede” e sono sempre più numerosi i fedeli che si recano a piedi sul monte Rascini per inginocchiarsi e recitare una preghiera davanti alla sacra immagine della Madonna del Carmelo.

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