L’ASL Salerno segna un passo avanti nel panorama sanitario campano diventando la prima azienda a introdurre un percorso formativo basato sull’impiego della realtà virtuale immersiva. Un’iniziativa che punta a rivoluzionare l’approccio alla formazione dei professionisti sanitari, rendendolo più efficace, coinvolgente e aderente alle sfide quotidiane della pratica clinica.
Il progetto, significativamente intitolato “Gulliver – Vedere l’Invisibile”, nasce con l’obiettivo di rafforzare la cultura della prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza sanitaria. Al centro del percorso, un tema cruciale e spesso sottovalutato: la corretta igienizzazione delle mani, considerata una delle misure più semplici ma decisive per la sicurezza dei pazienti.
Grazie all’utilizzo di visori di realtà virtuale, gli operatori sanitari vengono immersi in un’esperienza interattiva che consente di osservare ciò che normalmente resta invisibile a occhio nudo. La tecnologia permette infatti di visualizzare la colonizzazione batterica sulle mani, simulando scenari clinici realistici e conducendo l’utente all’interno degli strati del derma. Un viaggio virtuale che trasforma un gesto quotidiano in una consapevolezza concreta e immediata.
Il percorso formativo, avviato il 13 aprile e concluso il 17 aprile presso il presidio ospedaliero di Sarno, ha coinvolto inizialmente i Dipartimenti di Emergenza-Urgenza di Eboli, Battipaglia, Roccadaspide e dell’area Nocera-Pagani-Scafati. L’iniziativa è destinata ad ampliarsi nelle prossime settimane, raggiungendo anche il DEA di Vallo della Lucania–Agropoli e gli ospedali di Sapri e Polla.
Alla base del progetto c’è la visione della Direzione Strategica dell’ASL Salerno, affiancata dal supporto della UOC Risk Management, che ha scelto di investire nell’integrazione delle nuove tecnologie nei percorsi formativi. I primi riscontri raccolti tra gli operatori sono estremamente positivi: la modalità immersiva si dimostra più incisiva rispetto ai metodi tradizionali, consentendo una migliore assimilazione dei contenuti e una gestione più efficiente dei tempi.
In un sistema sanitario sempre più chiamato a coniugare qualità e innovazione, esperienze come “Gulliver” rappresentano un segnale concreto di cambiamento, dove la tecnologia non sostituisce il sapere umano, ma lo potenzia, rendendolo più consapevole e immediatamente applicabile.


