Dal 16 al 18 ottobre si è svolto a Cagliari il 79° Congresso Nazionale di AFS Intercultura, dal titolo evocativo “Tessere: oltre il mare, dentro il mondo”. Tre giorni di dibattiti e confronti che hanno visto protagonisti centinaia di operatori e volontari, uniti da un’idea precisa: l’apertura verso l’altro è l’unica vera bussola per il futuro. Per il comprensorio del Vallo di Diano la tre giorni sarda ha registrato un verdetto di primo piano: il presidio territoriale è stato incoronato Centro di Eccellenza, affiancando realtà di rilievo come Ascoli Piceno, Terni, Conegliano e Messina.
Un riconoscimento che non arriva per caso, ma è il frutto di un lavoro capillare avviato negli anni ’90 dalla professoressa Ofelia Di Candia, storica past president che ha piantato i primi semi dell’associazione nel tessuto locale. Un testimone poi raccolto con determinazione dall’animatrice di zona Stefania Amendola e dall’attuale guida del centro, Gelsomina Lombardi. Fondamentale per tale risultato è stata certamente l’intesa con i sindaci, le scuole e le associazioni locali, che ha permesso a decine di studenti e famiglie del comprensorio di affacciarsi su dinamiche globali, dimostrando come anche i piccoli centri possano farsi promotori di esperienze ad alto impatto formativo.
Tra i passaggi più significativi dell’assise, ha colpito l’omaggio a Maria Lai, la celebre artista sarda che nel piccolo paese di Ulassai dimostrò come un semplice nastro potesse legare le case e riappacificare un’intera comunità. Una parabola che ben riassume lo spirito dell’organizzazione: annullare le distanze, invisibili e materiali, proponendo un’idea di cittadinanza che travalica i confini nazionali. In un momento storico drammatico, scandito quotidianamente da bollettini di guerra, tensioni internazionali e rigurgiti di intolleranza, il lavoro svolto sul campo da Intercultura assume un peso politico e pedagogico ancora più rilevante. Le idee maturate a Cagliari diventeranno presto moduli di educazione civica nelle aule scolastiche del territorio: piccoli laboratori quotidiani per insegnare ai giovani che la convivenza pacifica non è un’utopia, ma una scelta consapevole.







