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SANT’ARSENIO. INCENDIO ALL’AZIENDA INFRAVIE. I CONTROLLI ARPAC RASSICURANO: “NESSUNA CONTAMINAZIONE DEL SUOLO”

A seguito dell’incendio che, l’11 maggio 2026, ha interessato il capannone industriale dell’azienda Infravie, ubicato in via Paolo Borsellino a Sant’Arsenio, sono stati effettuati specifici controlli ambientali sulle aree prossime al sito interessato dal rogo.

Comune di Sant'Arsenio
Comune di Sant’Arsenio

Nell’ambito delle attività di verifica, i tecnici dell’Area Territoriale del Dipartimento Provinciale ARPAC di Salerno, congiuntamente al personale della Polizia Locale e dell’Area Tecnica del Comune di Sant’Arsenio, hanno effettuato un sopralluogo nelle aree limitrofe al capannone.

Successivamente, l’ARPAC ha proceduto al prelievo di campioni di suolo superficiale (top soil) in tre punti individuati nelle aree prossime a quella interessata dall’incendio, con l’obiettivo di verificare l’eventuale presenza e ricaduta al suolo di sostanze inquinanti sprigionatesi durante la combustione.

Sui campioni sono stati ricercati diversi parametri, tra cui metalli pesanti, IPA, idrocarburi C>12, PCB, diossine e furani.

Gli esiti delle analisi sono stati trasmessi al Comune di Sant’Arsenio dal Dirigente dell’U.O.C. Siti Contaminati e Bonifiche dell’ARPAC, con nota prot. n. 7944 del 24/09/2026, unitamente ai Rapporti di Prova relativi ai campioni prelevati.

I risultati evidenziano un quadro complessivamente conforme ai valori previsti dalla normativa vigente per i siti a uso verde pubblico, privato e residenziale.

In particolare, per i campioni prelevati presso i fondi agricoli della zona, i Rapporti di Prova attestano, per tutti i parametri analizzati, valori di concentrazione inferiori alle relative concentrazioni soglia di contaminazione previste dalla Tabella 1, Allegato 5, Titolo V, Parte IV, del D.Lgs. 152/2006, colonna A.

Solo per il campione prelevato presso un fondo agricolo in via Paolo Borsellino è stato rilevato un superamento della concentrazione soglia esclusivamente per il rame, rispetto ai valori previsti per i siti a uso verde pubblico, privato e residenziale. Lo stesso campione presenta, tuttavia, valori inferiori alle concentrazioni soglia previste per i siti a uso commerciale e industriale.

Come riportato nella documentazione tecnica, il valore di rame rilevato è verosimilmente riconducibile alle pratiche agricole tipicamente condotte nell’area, caratterizzata dalla presenza di colture viticole.

Particolare rilievo assumono, inoltre, gli esiti delle analisi effettuate dal Laboratorio Regionale Diossine. I Rapporti di Prova nn. 7384, 7385 e 7386/2026 riportano, per tutti i parametri analizzati, valori di concentrazione inferiori alle concentrazioni soglia di contaminazione previste dalla normativa per i siti a uso verde pubblico, privato e residenziale.

Alla luce delle risultanze analitiche trasmesse dall’ARPAC, non sono emerse ricadute al suolo riconducibili all’incendio tali da determinare una potenziale contaminazione dei terreni oggetto dei campionamenti.

L’Amministrazione comunale sottolinea l’importanza dei controlli effettuati nelle aree prossime al luogo dell’incendio, che hanno consentito di acquisire dati analitici puntuali sulla qualità del suolo a seguito dell’evento.

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