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Sondaggio Only Numbers per Confartigianato: economia e tasse priorità per gli italiani

Economia, inflazione e pressione fiscale sono le principali preoccupazioni degli italiani e degli imprenditori. È quanto emerge dal sondaggio realizzato da Only Numbers per Confartigianato, presentato oggi a Roma da Alessandra Ghisleri nel corso dell’evento “Match Point”.

L’indagine è stata condotta tra il 31 agosto e il 1° settembre 2026 su un campione rappresentativo di 1.000 italiani maggiorenni e analizza le priorità dei cittadini, le emergenze percepite, le intenzioni di voto e la possibile composizione del Parlamento sulla base del sistema elettorale vigente e della riforma dello Stabilicum approvata alla Camera.

Economia prima preoccupazione degli italiani

Le risposte restituiscono il quadro di un Paese in cui le questioni economiche, l’aumento del costo della vita e la pressione fiscale occupano un posto centrale nelle preoccupazioni dei cittadini, mentre il ruolo della rappresentanza delle micro e piccole imprese mantiene un livello significativo di riconoscimento trasversale.

L’economia è indicata come priorità dal 40,5% degli intervistati, una percentuale che sale al 50,8% tra i lavoratori autonomi e raggiunge il 56% tra gli studenti. Al secondo posto si colloca la sicurezza, con il 26,5% delle risposte, mentre la guerra preoccupa il 15,7% degli italiani e il lavoro il 14,2%.

Guardando alle singole emergenze, il problema più sentito è rappresentato da inflazione e aumento dei prezzi, indicati dal 49,4% del campione. Seguono le liste d’attesa nella sanità, indicate dal 28,0% degli intervistati, e la pressione fiscale elevata, ovvero le tasse considerate troppo alte e in grado di “strozzare” aziende e famiglie, che raggiunge il 25,7%.

Gli scippi e la microcriminalità raccolgono il 25,0% delle indicazioni complessive e il 30,9% tra i lavoratori autonomiImmigrazione e cambiamento climatico si attestano entrambi al 20,3%. Seguono i temi del lavoro (aziende che delocalizzano, il livello dello stipendio, la qualità del lavoro…) con il 18,0% delle risposte, che sale al 26,9% per i lavoratori autonomi, e la guerra senza via d’uscita, indicata dal 17,8%.

Chiudono la graduatoria evasione fiscale e illegalità, all’11,6%, e la mancanza di una visione per le giovani generazioni, al 9,1% che sale al 22,8% per i lavoratori autonomi.

Preoccupazioni diverse a seconda dell’orientamento politico

Il sondaggio evidenzia una marcata differenziazione delle priorità in relazione all’orientamento politico degli intervistati. Nel centrodestra, la sicurezza è la prima preoccupazione per gli elettori della Lega, con il 47,2%, e di Fratelli d’Italia, con il 44,8%. Tra gli elettori di Forza Italia, invece, prevale l’economia, al 50,0%, mentre la sicurezza è al 26,9%, la guerra al 21,1% e il lavoro al 2,0%. Tra i sostenitori della Lega, dopo la sicurezza figurano l’economia al 36,1%, la guerra all’8,3% e il lavoro al 5,5%, mentre il 2,9% non risponde.

Nell’elettorato di Fratelli d’Italia l’economia raggiunge il 33,7%, la guerra il 14,3%, il lavoro il 6,5% e le risposte non pervenute lo 0,7%. Nel centrosinistra e nell’area progressista, Alleanza Verdi Sinistra registra la quota più alta in assoluto sulla centralità dell’economia, con il 60,5%, seguita dalla guerra al 26,3%, dal lavoro al 10,6% e dalla sicurezza al 2,6%. Nel Partito Democratico l’economia si attesta al 39,0%, il lavoro al 21,2%, la guerra al 19,5% e la sicurezza al 16,9%, con il 3,4% di indecisi. Nel Movimento 5 Stelle l’economia è al 39,3%, seguita dalla guerra al 32,8%, dalla sicurezza al 18,0% e dal lavoro al 6,6%; il 3,3% non risponde.

Tra le forze riformiste e di centro, gli elettori di Azione indicano il lavoro come prima emergenza del Paese, con il 45,0%, davanti all’economia al 30,0%, alla guerra al 20,0% e alla sicurezza al 5,0%. Tra i sostenitori di Italia Viva, guerra e lavoro si collocano a pari merito al 30,0%, seguiti dall’economia al 25,0% e dalla sicurezza al 15,0%. Per gli elettori di Futuro Nazionale, la priorità è l’economia, al 40,0%, seguita dalla sicurezza al 34,2%, dal lavoro al 22,9% e dalla guerra al 2,9%. Negli altri partiti minori l’economia raggiunge il 42,3%, il lavoro il 26,9%, mentre sicurezza e guerra si attestano entrambe al 15,4%.

Infine, tra indecisi e astenuti, l’economia si conferma al primo posto con il 43,4%, seguita dalla sicurezza al 25,0%, dal lavoro al 15,5%, dalla guerra al 9,3% e dal 6,8% di risposte non pervenute.

Intenzioni di voto: Fratelli d’Italia primo partito

Il quadro delle intenzioni di voto rilevate a inizio settembre 2026 vede Fratelli d’Italia al primo posto con il 26,5%, seguito dal Partito Democratico al 21,5% e dal Movimento 5 Stelle al 10,8%. Seguono Forza Italia con l’8,0%Futuro Nazionale con il 7,3%Lega al 6,8% e Alleanza Verdi Sinistra al 6,6%. Più indietro Azione al 3,4%Italia Viva al 2,6%+Europa all’1,5% e Noi Moderati all’1,0%. Gli altri partiti raccolgono complessivamente il 4,0%.

Considerando le coalizioni, il Centrodestra si attesta al 42,3%, mentre il Campo Largo del Centrosinistra raggiunge il 43,0%. La quota di non voto e incertezza rimane maggioritaria e raggiunge il 42,3% degli elettori.

Rosatellum e Stabilicum: gli scenari per Camera e Senato

Il sondaggio mette inoltre a confronto la traduzione dei consensi elettorali in seggi parlamentari secondo il sistema vigente del Rosatellum e secondo la riforma dello Stabilicum, nella versione approvata a luglio dalla Camera.

Alla Camera dei Deputati, composta da 400 parlamentari e con la maggioranza assoluta fissata a 201 seggi, il Rosatellum produrrebbe una sostanziale parità: 184 seggi al Centrosinistra e 183 al Centrodestra, cui si aggiungerebbero 19 seggi a Futuro Nazionale9 ad Azione e 5 agli altri partiti.

Con lo Stabilicum lo scenario cambierebbe radicalmente. Il Centrodestra raggiungerebbe la maggioranza assoluta con 216 seggi, grazie all’effetto del premio e al calcolo delle soglie escludenti per le liste secondarie sotto il 3%. Il Centrosinistra otterrebbe 144 seggi, Futuro Nazionale 24, Azione 11 e gli altri partiti 5.

Al Senato della Repubblica, dove la maggioranza assoluta, considerando i senatori a vita, è fissata a 104 seggi su 200, il Rosatellum assegnerebbe 97 seggi al Centrosinistra88 al Centrodestra11 a Futuro Nazionale1 ad Azione e 3 alle altre formazioni.

Con lo Stabilicum, anche a Palazzo Madama il Centrodestra raggiungerebbe invece una maggioranza autonoma, con 107 seggi, contro i 72 del Centrosinistra. Futuro Nazionale otterrebbe 12 seggi, Azione 6 e gli altri partiti 3.

Confartigianato, un ruolo riconosciuto dal 58% degli italiani

Il sondaggio fotografa anche la percezione del ruolo di Confartigianato in un’economia caratterizzata dalla presenza capillare di micro e piccole imprese. Il 58,0% degli italiani considera importante la presenza di un’organizzazione di rappresentanza come Confartigianato.

Il riconoscimento è particolarmente elevato tra gli studenti, dove sfiora il 70,0%, e tra i pensionati, al 64,4%. Seguono i lavoratori dipendenti, al 59,7%, e i lavoratori autonomi, al 59,0%. La quota si attesta al 51,2% tra i disoccupati e al 43,5% tra le casalinghe.

Il riconoscimento istituzionale dell’associazione è trasversale all’appartenenza politica. L’apprezzamento raggiunge il 95,0% tra gli elettori di Italia Viva, il 92,2% in Forza Italia, il 90,0% in Azione, il 60,0% in Futuro Nazionale, il 72,1% nel Movimento 5 Stelle, il 72,0% in Fratelli d’Italia, il 65,3% nel Partito Democratico, il 52,8% nella Lega e il 52,6% in Alleanza Verdi e Sinistra.

Il Presidente di Confartigianato Marco Granelli: «Necessario un deciso impegno sulle politiche economiche e fiscali»

Marco Granelli

«L’effetto combinato dell’inflazione e di una pressione fiscale elevata rischia di indebolire la capacità delle imprese di investire, creare occupazione e continuare a generare valore nei territori. E’ necessario un deciso impegno per sostenere la competitività delle imprese, alleggerire il carico fiscale e rafforzare le condizioni per gli investimenti e la crescita. La tenuta del nostro sistema produttivo passa soprattutto dalla capacità di mettere le micro e piccole imprese nelle condizioni di lavorare, innovare e creare valore. Il fatto che circa sei italiani su dieci riconoscano il valore e il ruolo di Confartigianato ci attribuisce una grande responsabilità. Continueremo a rappresentare con determinazione le esigenze delle micro e piccole imprese e a contribuire al confronto sulle riforme necessarie per rafforzare la crescita economica e la competitività del Paese».

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