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Il Rotary Guarda le Stelle: grande successo a Villa Alessandra per l’evento sulla fisica dei raggi cosmici

Una serata a dir poco speciale, quella vissuta ieri a Villa Alessandra da soci e ospiti del Rotary Club Campagna Valle del Sele in occasione dell’evento “Il Rotary Guarda le Stelle – Alla ricerca dei segnali più energetici dell’Universo”. Ospite della serata la dott.ssa Carla Aramo, rotariana, prima ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare – Sezione di Napoli, che con straordinaria competenza, passione e chiarezza ha saputo accompagnare i presenti in un viaggio affascinante nel mondo della fisica astroparticellare, dei raggi cosmici, dei raggi gamma e dei grandi osservatori internazionali. Una divulgatrice autentica capace di rendere comprensibili temi complessi e di trasmettere il valore della conoscenza, della ricerca scientifica e della curiosità verso i misteri dell’Universo. Particolarmente coinvolgente è stata l’esperienza con il visore che ha condotto i partecipanti in un percorso immersivo tra un’astronave, l’Arizona e il deserto di Atacama, regalando immagini e suggestioni di grande impatto.

Carla Aramo

“E’ stata una relazione di grande interesse -ha affermato la presidente del Club, Maria Granito- che ha offerto ai presenti anche la possibilità di osservare da vicino un telescopio di nuova generazione e comprendere, attraverso il telescopio per muoni, come i raggi cosmici attraversino continuamente il nostro mondo, aprendo una finestra invisibile ma preziosa sull’Universo”. La serata ha visto una partecipazione numerosa e variegata con la presenza di soci, amici, giovani Interactiani e Rotaractiani, insieme a rappresentanti dei Club di Eboli, Roccadaspide, Cava, Salerno 1949, Salerno Est, Salerno Picentia, Sala Consilina e Scafati. Presenti anche il PDG Antonio Brando e l’Assistente del Governatore Maria Rosaria Lombardi. Proponiamo di seguito un ampio stralcio dell’intervento della relatrice, Carla Aramo:

Messaggi dall’Universo estremo: dai segnali del cosmo ai segreti delle Piramidi.

I raggi cosmici e la muografia al centro del seminario tenuto da Carla Aramo (INFN). Dalle vette del CTAO ai laboratori scolastici con il Cosmic Ray Cube, la fisica astroparticellare svela i misteri più nascosti dello spazio. Cosa accomuna lo studio delle galassie più lontane alla scoperta di camere segrete all’interno delle piramidi egizie? La risposta risiede in particelle subnucleari che piovono costantemente dallo spazio: i raggi cosmici.

Durante il recente seminario promosso dal RC Campagna – Valle del Sele, dal titolo “Il Rotary guarda le stelle – Alla ricerca dei segnali più energetici dell’Universo”, condotto da Carla Aramo dell’INFN – Sezione di Napoli è stato tracciato un affascinante percorso che unisce la fisica astroparticellare alla nostra vita quotidiana.
Occhi diversi per cieli diversi.
L’universo ci invia costantemente segnali ad altissima energia, ma per coglierli occorre saper guardare. Come ricordato durante l’incontro, l’osservazione del cosmo a diverse frequenze permette di rivelare dettagli altrimenti invisibili. Ad esempio, la celebre Galassia di Andromeda, situata a ben 2,538 milioni di anni luce dalla Terra (un anno luce equivale a circa 9.460,5 miliardi di chilometri), rivela volti completamente differenti se osservata attraverso la luce visibile, l’infrarosso o i raggi X o Gamma. I raggi cosmici primari rappresentano la chiave per decifrare questi messaggi estremi e per studiarli,
gli scienziati si avvalgono di due metodi principali:
Misure dirette: posizionando i rivelatori al di fuori dell’atmosfera terrestre, prima che avvenga l’interazione con l’atmosfera stessa.
Misure indirette: collocando appositi rivelatori sulla superficie terrestre per misurare i prodotti dell’interazione delle particelle primarie con i nuclei dell’atmosfera, i quali generano i cosiddetti “sciami atmosferici”.

Carla Aramo


L’osservatorio CTAO e il programma italiano CTA+
Nel campo delle misure indirette, la frontiera tecnologica è rappresentata dal Cherenkov Telescope Array Observatory (CTAO), il più grande osservatorio per l’astrofisica gamma da terra dedicato allo studio del cielo alle altissime energie. CTAO è un colosso internazionale che conta oltre 1.500 membri distribuiti in più di 150 istituti di 25 Paesi. L’osservatorio disporrà di oltre 60 telescopi di tre diverse tipologie (LST, MST, SST) dislocati in due siti strategici nei due emisferi:
Sito Nord: a La Palma, nelle Isole Canarie.
Sito Sud: nel deserto di Atacama, in Cile.
Questo immenso network integrerà circa 3.500 segmenti di specchio e ben 125.000 pixel ultraveloci. L’Italia gioca un ruolo da assoluta protagonista in questa impresa scientifica grazie anche al programma PNRR CTA+ (Cherenkov Telescope Array Plus) e al PN- RIC CTA++. Coordinato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) in stretta sinergia con l’INFN e le Università di Bologna, Bari, Siena, Palermo e il Politecnico di Bari, CTA+ e CTA++ puntano a potenziare questa infrastruttura di ricerca strategica, ritenuta a più alta priorità nazionale.
Il Muone
Una delle ricadute più sorprendenti dello studio dei raggi cosmici è legata a una particella specifica presente negli sciami atmosferici estesi: il muone. Si tratta di una particella subatomica carica, altamente penetrante, che viaggia a velocità prossime a quella della luce. Grazie alla straordinaria capacità di penetrazione dei muoni, è nata una vera e propria tecnica radiografica applicata alla Terra: la radiografia muonica (o muografia). Proprio come i raggi X permettono di vedere le ossa all’interno del corpo umano, la muografia consente di fare radiografie a strutture monumentali o geologiche:
Geofisica: è possibile analizzare la densità interna dei vulcani, come dimostrato dalla radiografia muonica del Vesuvio e dell’Etna.
Archeologia: di recente, l’utilizzo di rivelatori a muoni ha permesso di individuare una cavità nascosta all’interno della celebre Piramide di Cheope.
Sicurezza e Clima: i muoni possono essere impiegati per ispezionare container alla ricerca di materiale radioattivo sospetto o per studiare l’influenza dei raggi cosmici sulla formazione delle nubi e sul clima.


La scienza entra nelle scuole: il Cosmic Ray Cube La ricerca d’avanguardia non resta chiusa nei laboratori. Attraverso il progetto dell’INFN è nato il Cosmic Ray Cube (CRC), un rivelatore portatile di muoni cosmici progettato appositamente per scopi didattici e di divulgazione scientifica. I ragazzi delle scuole e i cittadini possono così “vedere” in tempo reale il passaggio delle particelle cosmiche. Inoltre, grazie all’applicazione mobile “Cosmic Rays Live”, è possibile accedere da remoto ai CRC attivi nel mondo e scaricare i dati scientifici in tempo reale, trasformando ogni studente in un piccolo ricercatore dello spazio. Il viaggio della scienza, dai confini estremi del cosmo fino al cuore delle montagne e dei monumenti antichi, dimostra ancora una volta come la curiosità e la tecnologia possano svelare l’invisibile e ispirare le nuove generazioni.

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