Come si impara a riconoscere il bene e il male? E quale ruolo hanno l’educazione e le emozioni nello sviluppo della consapevolezza, soprattutto tra i più giovani? Saranno questi alcuni degli interrogativi al centro dell’incontro con Umberto Galimberti, in programma mercoledì 9 settembre alle ore 20 in Piazza San Vito, a Contursi Terme.

Il filosofo e psicoanalista affronterà il tema della responsabilità e del modo in cui ogni persona costruisce, nel corso della propria crescita, la capacità di comprendere le conseguenze delle proprie azioni. Il confronto partirà da esperienze comuni e da situazioni che riguardano la vita quotidiana, i rapporti con gli altri e le scelte individuali.
Bene e male non saranno considerati soltanto come categorie teoriche, ma come dimensioni concrete dell’esperienza. Si riconoscono nei comportamenti, nelle relazioni e nella capacità di valutare gli effetti delle proprie decisioni. In questo processo, le emozioni hanno un ruolo importante: imparare a riconoscerle e a comprenderle contribuisce a sviluppare una maggiore consapevolezza di sé e degli altri.
La riflessione sarà rivolta in particolare alle nuove generazioni, senza però escludere la responsabilità degli adulti e delle istituzioni educative. Famiglia, scuola e società sono infatti chiamate ad accompagnare i giovani nella crescita, offrendo strumenti per affrontare le relazioni, le difficoltà e le scelte con maggiore attenzione.
Al centro dell’appuntamento ci sarà una domanda di particolare attualità: come si costruisce oggi la capacità di percepire le conseguenze delle proprie azioni? Un interrogativo che riguarda ogni ambito della vita e che porta a interrogarsi sul significato dell’educazione e sul suo legame con la responsabilità personale.
Nato a Monza il 2 maggio 1942, Umberto Galimberti è filosofo, psicoanalista e docente universitario. Dopo gli studi di filosofia e psicologia, ha dedicato la sua attività accademica soprattutto alla filosofia della storia e all’antropologia culturale. È stato professore associato fino al 1999 e successivamente professore ordinario di filosofia della storia presso l’Università di Venezia.
Durante alcuni soggiorni in Germania è stato allievo di Karl Jaspers, di cui ha tradotto in italiano diverse opere. Ha inoltre approfondito il pensiero di Edmund Husserl e Martin Heidegger. Dal 1985 è membro ordinario dell’International Association of Analytical Psychology e dal 1995 collabora con il quotidiano «la Repubblica».
La sua produzione comprende saggi di filosofia, psicologia e psicoanalisi dedicati ai principali temi dell’esperienza contemporanea. Tra le sue opere figurano Heidegger, Jaspers e il tramonto dell’Occidente, Psichiatria e fenomenologia, Il corpo, Dizionario di psicologia, Psiche e tecne. L’uomo nell’età della tecnica, Gli equivoci dell’anima, Orme del sacro, L’ospite inquietante, Il segreto della domanda. Intorno alle cose umane e divine, La morte dell’agire e il primato del fare nell’età della tecnica, I miti del nostro tempo, Cristianesimo, La disposizione dell’amicizia e la possessione dell’amore, La parola ai giovani. Dialogo con la generazione del nichilismo attivo e Heidegger e il nuovo inizio. Il pensiero al tramonto dell’Occidente.


