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Il libro di don Giuseppe Radesca sul Concilio Vaticano II, il più venduto nella sezione “Istituzioni e organizzazioni cristiane”

di Giuseppe D’Amico

E’ da poco nelle librerie  ma il volume di don Giuseppe Radesca, “Il Concilio Vaticano II come evento di conspiratio “ (Libreria Sole Editrice), è già al primo posto nella speciale classifica dei libri più venduti della sezione “Istituzioni e organizzazioni cristiane”.

Questo saggio rappresenta la sintesi matura delle sue ricerche teologiche condotte presso la Pontificia Università Gregoriana (PUG) ed offre una rilettura dell’evento conciliare alla luce di una categoria teologica della Tradizione partendo da alcuni interrogativi. Può un’unica parola accompagnare e determinare il cammino della Chiesa inaugurato a Pentecoste? È possibile rileggere i concili in genere e il Vaticano II come un evento di conspiratio? Quanto la sinodalità odierna delle Chiese considera i processi di attuazione, recezione edermeneutica del Concilio? In questo saggio illuminante, don Radesca ci conduce nel cuore pulsante della teologia dommatica attraverso una categoria tanto antica quanto rivoluzionaria: la conspiratio. Non un semplice accordo, ma il respiro comune, lo slancio vitale e invisibile che unisce indissolubilmente il Papa, i Pastori delle Chiese e il popolo di Dio.

Attraverso un’analisi rigorosa e avvincente, l’autore dimostra come questa “armonia della fede” sia stata la chiave per definire i grandi dogmi mariani della storia e come, ancora oggi, rappresenti l’unica vera chiave di lettura per comprendere la svolta dinamica del Concilio Vaticano II. Dalla Chiesa dei primi secoli fino alle sfide del post-Concilio, la conspiratio emerge non come una teoria astratta, ma come un processo vivo, in cui ogni credente diventa custode infallibile della Rivelazione.

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Giuseppe Radesca (1980) è un sacerdote della Diocesi di Teggiano-Policastro. Ordinato presbitero nel 2005, unisce da sempre una profonda attività accademica a una viva e costante attività pastorale sul territorio ed è parroco delle comunità di San Michele Arcangelo e San Giovanni Battista nella città di Padula. Già direttore degli uffici diocesani per la pastorale scolastica e l’Insegnamento della Religione Cattolica, e a sua volta docente IRC e dal 2013 cura la formazione degli operatori pastorali attraverso la direzione dell’Ufficio Progetto Culturale.

E’ stato inoltre docente di Teologia dommatica presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Vallo della Lucania. Dal 2017 ricopre l’ufficio di Vicario Generale della medesima diocesi.

Grazie al suo impegno la Regione Campania ha riconosciuto l’immenso valore culturale, storico e identitario delle pratiche devozionali legate a San Michele Arcangelo, che da secoli costituiscono un elemento fondante della vita religiosa e comunitaria dell’intera Città di Padula.

Le pratiche devozionali legate a San Michele Arcangelo da secoli costituiscono un elemento fondante della vita religiosa e comunitaria dell’intera comunità di Padula che è consacrata all’Arcangelo Michele da tempi remotissimi, tanto da vantare la presenza nel proprio territorio di ben due luoghi di culto: laChiesa Matrice di San Michele Arcangelo, svettante in cima al centro storico e risalente al IX secolo, e il Santuario rupestre di San Michele a le Grottelle, risalente all’epoca costantiniana e ubicato nei pressi del sito enotrio-lucano di Cosilinum sulla collina alle spalle dell’attuale abitato di Padula, recentemente ristrutturato unitamente al restauro degli straordinari affreschi in esso contenuti. 

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