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Svelato il fotografo delle immagini del campo di prigionia della Certosa di Padula

Per oltre un secolo sono rimaste senza un autore le fotografie che documentano alcuni dei momenti più significativi vissuti dai soldati cecoslovacchi nel campo di prigionia allestito nella Certosa di San Lorenzo di Padula al termine della Prima guerra mondiale. Oggi, grazie al confronto tra fonti storiche diverse, quelle immagini hanno finalmente un nome: furono scattate dal fotografo padulese Giuseppe Russo.

foto di Padula & Padulesi nel mondo

La ricostruzione nasce dall’incrocio tra la rivista storica cecoslovacca V boj! (“In battaglia!”), oggi conservata e digitalizzata negli archivi del Ministero della Difesa della Repubblica Ceca, e il volume fotografico del 1990 Le parole del tempo. Immagini di paesi del sud nelle fotografie di Giuseppe Russo 1887-1978, pubblicato con l’introduzione di Emilio Giordano. Il confronto ha consentito di attribuire a Russo alcune delle fotografie che raccontano la permanenza dei militari nella Certosa, la loro liberazione e la partenza verso la neonata Cecoslovacchia.

foto di Padula & Padulesi nel mondo

Le immagini restituiscono uno spaccato degli ultimi mesi tra il 1918 e il 1919, quando la guerra era ormai terminata ma migliaia di prigionieri attendevano ancora di poter fare ritorno a casa. Tra gli scatti riconducibili al fotografo padulese figura il corteo che attraversa l’ingresso monumentale della Certosa durante la partenza dell’ultimo convoglio. Nelle fotografie si distinguono i soldati in marcia e la presenza della popolazione locale, raccolta lungo il percorso per assistere a quel momento.

foto di Padula & Padulesi nel mondo

Un’altra immagine, accompagnata nella rivista cecoslovacca dalla didascalia “La popolazione accompagna i volontari cecoslovacchi”, testimonia il rapporto instauratosi tra gli abitanti di Padula e i militari. Lo scatto immortala il saluto della comunità ai soldati in partenza, un gesto che racconta il clima di vicinanza nato durante gli anni della permanenza nel campo di prigionia.

La sequenza fotografica comprende anche la marcia dei soldati lungo la strada che costeggia la Certosa, diretti verso la stazione ferroviaria, da dove sarebbero partiti i treni destinati a riportarli in patria.

Proprio la fotografia della stazione rappresenta uno degli aspetti più interessanti emersi dal confronto tra le fonti. Nel volume pubblicato nel 1990 si ipotizzava che la folla presente sulla banchina fosse in attesa dell’arrivo delle autorità. La documentazione conservata nell’Archivio Storico Militare di Praga propone invece una diversa interpretazione, indicando quel momento come la partenza dei soldati sui convogli speciali diretti in Cecoslovacchia. Si tratta della versione riportata dalle fonti ufficiali dell’epoca, che offre una lettura più coerente dell’evento documentato.

L’attribuzione delle fotografie a Giuseppe Russo rappresenta un elemento di rilievo anche per la storia locale. Fino ad oggi, chi consultava la rivista cecoslovacca poteva osservare quelle immagini senza conoscere l’identità del fotografo. Il ritrovamento delle stesse fotografie nel volume dedicato all’opera di Russo consente ora di restituire la paternità degli scatti a un protagonista della fotografia padulese.

foto di Padula & Padulesi nel mondo

La scoperta, fatta anche grazie al lavoro di Mimmo Trezza, conferma inoltre il ruolo svolto dai fotografi del territorio nella documentazione della vita intorno alla Certosa durante gli anni del campo di prigionia. Attraverso il suo obiettivo, Giuseppe Russo non immortalò soltanto un passaggio storico, ma anche l’incontro tra la comunità di Padula e i soldati cecoslovacchi che, dopo la fine del conflitto, si preparavano a intraprendere il viaggio verso una nuova patria.

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