Nella 76^ Giornata internazionale delle vittime degli incidenti sul lavoro, Federcepicostruzioni denuncia i limiti del sistema. Nei primi sette mesi del 2026 le denunce di infortunio mortale in edilizia sono 76, contro 67 del 2025: +13,4%. Il dato nazionale in occasione di lavoro scende da 432 a 422, ma le costruzioni crescono. Le denunce totali sono 256.471 (+4,9%); con itinere e studenti salgono a 368.085, con 595 casi mortali.

presidente di Federcepicostruzioni
La Campania resta in zona rossa: 41 vittime. «Le imprese sono sommerse da adempimenti e certificazioni, ma le tragedie continuano», dice Antonio Lombardi, presidente Federcepicostruzioni. «Un documento non ferma una caduta dall’alto, un attestato non sostituisce l’addestramento».
Servono sei interventi: semplificazione normativa; revisione degli apparati; incentivi alle imprese virtuose; formazione pratica e verificabile; controlli sui rischi reali; qualificazione del mercato contro la concorrenza sleale. «Ogni euro speso deve avere un risultato verificabile». L’impegno passa anche dal CCNL Edilizia con Confimi Edilizia, Finco, Federterziario, UGL e CEUQ.
«Onorare le vittime significa cambiare un sistema che non produce risultati adeguati. La sicurezza si costruisce nei cantieri, con competenze, investimenti e responsabilità» conclude Lombardi



