Il Mediterraneo Video Festival, rassegna internazionale dedicata alla cinematografia documentaristica sul paesaggio culturale mediterraneo, giunge alla sua ventinovesima edizione e quest’anno sceglie il Vallo di Diano e il Cilento come tappe del suo viaggio.
Trailer 29° Mediterraneo Video Festival 2026
Il filo conduttore della nuova edizione sarà il rapporto tra pace e ambiente, due temi che attraversano i film in concorso e saranno al centro di alcuni momenti di approfondimento. Otto i documentari in concorso, mentre saranno cinque le location coinvolte nella manifestazione, con un programma che affiancherà alle proiezioni numerosi appuntamenti fuori concorso, dibattiti, performance musicali e iniziative dedicate alla conoscenza dei territori.

Il festival partirà da Monte San Giacomo, nel Vallo di Diano, dove il centro storico medievale, la fontana cinquecentesca e il paesaggio ai piedi del Monte Cervati faranno da cornice all’apertura della rassegna. Da qui il percorso proseguirà verso Padula, con la Certosa di San Lorenzo, uno dei più importanti complessi monastici d’Europa e patrimonio UNESCO.
La tappa successiva sarà Casalbuono, dove il programma incontrerà le eccellenze agroalimentari del territorio, il Castello Baronale e i percorsi naturalistici lungo il fiume Calore. Il viaggio si sposterà quindi nel Cilento, raggiungendo Terradura, con il suo paesaggio rurale e gli uliveti, e infine Ascea. Qui il festival tornerà nella storica sede di Palazzo De Dominicis-Ricci, concludendo il percorso tra la memoria della scuola eleatica di Parmenide e Zenone e il paesaggio costiero della Marina di Ascea.
La manifestazione si svolge con l’alto patrocinio del CICT UNESCO e con il sostegno della Regione Campania, della Film Commission Regione Campania, del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e della Camera di Commercio di Salerno. Tra gli enti coinvolti figurano inoltre i Comuni di Ascea e Monte San Giacomo, il Comune di Padula con il patrocinio morale, il Consorzio Pro Loco Vallo di Diano, I Monaci Digitali, l’Associazione I Casali di Elea, l’Associazione Pandora e la Pro Loco di Ascea.
Il rapporto con le comunità locali rappresenta uno degli elementi centrali della rassegna. I paesi non saranno infatti soltanto luoghi di svolgimento degli appuntamenti, ma veri e propri set del festival. La programmazione nasce così in relazione diretta con i territori, con l’intento di raccontarne il patrimonio artistico, storico, ambientale e sociale attraverso il cinema e le altre forme espressive.
Quest’anno la missione indicata dagli organizzatori è «abbracciare la terra». Accanto al cinema troveranno spazio arte, musica, laboratori esperienziali, escursioni, visite guidate e itinerari dedicati alle produzioni enogastronomiche. L’obiettivo è proporre al pubblico un’esperienza che vada oltre la visione dei film e permetta di entrare in contatto con la dimensione quotidiana dei luoghi.
In questo contesto si inserisce anche “Terre viaggianti”, un progetto di video viaggio che accompagnerà le giornate del festival e che sarà realizzato con il sostegno della Camera di Commercio di Salerno. Medfest APS realizzerà inoltre un messaggio promozionale dedicato ai fattori di identità territoriale, con l’intento di valorizzare attraverso le immagini le caratteristiche che rendono riconoscibili queste comunità.
“Le comunità diventeranno set del Festival – spiegano gli organizzatori – il cui obiettivo è coinvolgere la popolazione e, al contempo, veicolare lo straordinario patrimonio artistico, storico e sociale di questa Terra. Sarà un’occasione unica per conoscere frammenti di vita reale attraverso l’occhio attento di registi internazionali, un viaggio tra immagini e parole per conoscere storie e protagonisti del nostro tempo in cui riconoscersi, ma soprattutto un momento d’incontro fra spettacoli, performance musicali, convegni e molto altro”.
Il programma invita quindi a vivere il festival anche attraverso la scoperta dei paesi e dei paesaggi che lo ospitano. Quattro giornate pensate per attraversare le aree interne, incontrare le comunità e conoscere aspetti meno consueti della cultura del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Un percorso tra immagini, parole, musica e luoghi, nel quale la geografia del territorio diventa parte integrante della rassegna cinematografica.


