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Roscigno e il treno nella Valle del Calore: il sogno di Palmieri e il precedente del Ministro Magliani a fine ‘800

Di Giuseppe Geppino D’Amico

Pino Palmieri, sindaco di Roscigno

La notizia è stata resa nota dal sindaco di Roscigno, Pino Palmieri, di ritorno da Roma, dove ha incontrato il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini: Roscigno, la comunità degli Alburni e della Valle del Calore possono sperare con maggiore concretezza nella realizzazione di un collegamento ferroviario tra le aree interne e la rete dell’Alta Velocità, con la creazione di un sistema integrato con l’Aeroporto di Salerno-Costa d’Amalfi. In una dichiarazione resa al quotidiano Le Cronache di Salerno, il sindaco Palmieri ha dichiarato: “Abbiamo presentato una proposta strategica: Roscigno può sperare nella stazione. Grazie all’iniziativa dell’onorevole Gianpiero Zinzi, coordinatore regionale della Lega in Campania, abbiamo avuto un confronto con il ministro”, ha dichiarato Pino Palmieri. “Il Comune di Roscigno è stato il primo a credere in questa visione, approvando una delibera con cui ha promosso ufficialmente la proposta. Un’iniziativa che ha trovato il consenso dell’Unione dei Comuni Alto Calore e di numerose altre amministrazioni delle aree interne, che hanno successivamente deliberato favorevolmente, dimostrando una condivisione sempre più ampia del progetto. Nel corso dell’incontro abbiamo presentato una proposta strategica per la realizzazione di un nuovo collegamento ferroviario, pensato per connettere le nostre aree interne alla rete dell’Alta Velocità e creare un sistema integrato con l’aeroporto di Salerno-Costa d’Amalfi. Il ministro Matteo Salvini ha accolto con favore la proposta, annunciando l’istituzione di un tavolo tecnico presso il Ministero per approfondirne la fattibilità. Rete Ferroviaria Italiana è già stata coinvolta nelle prime valutazioni e il prossimo passo sarà il coinvolgimento della Regione Campania. È un percorso concreto che può rappresentare una svolta per il nostro territorio. Collegare le aree interne alle grandi infrastrutture significa creare nuove opportunità di sviluppo, sostenere imprese e turismo, migliorare i servizi e offrire nuove prospettive ai cittadini. Per troppo tempo l’isolamento infrastrutturale ha favorito spopolamento, abbandono e disuguaglianze. Oggi abbiamo l’occasione di invertire questa tendenza. Continueremo a lavorare con determinazione affinché questa proposta diventi una realtà per tutto il territorio”.

Il Ministro Matteo Salvini

È evidente che Palmieri conta sulla vicinanza politica con il ministro Salvini, al quale ha già presentato una “Nota preliminare sulla fattibilità geologica di un raccordo ferroviario tra la stazione di Albanella/Ferrovia Tirrenica e la località Ponte Calore/Stazione di arrivo”.

Per Palmieri il sogno del passaggio dal Carroccio… alla ferrovia è possibile. Bisognerà attendere la decisione della Regione Campania e del presidente Fico, al quale Palmieri pure si rivolge, l’analisi di fattibilità e quella costi-benefici da parte di Rete Ferroviaria Italiana.

Questa la notizia di oggi.

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Per dovere di cronaca va ricordato che non è la prima volta che si parla della realizzazione di una ferrovia che attraversi le zone interne del Cilento fino alla Valle del Calore. Se ne parla fin da quando, dopo l’Unità d’Italia, fu realizzata la tratta tirrenica Battipaglia-Reggio Calabria, che fu oggetto di tanti contrasti proprio in merito alla localizzazione. L’argomento, da un punto di vista meramente storico, è stato analizzato lo scorso anno (2025) da Giuseppe Galzerano nel saggio “Ferrovia o Rivoluzione”, introduttivo della ristampa del “Progetto Blanco della Ferrovia Economica a trazione Elettrica Agropoli Casalicchio Vallo Laurino Ponte Sele”, pubblicato nel 1901 da Enrico Blanco. Di seguito ne pubblichiamo uno stralcio, per gentile concessione dell’Editore:

“…Il 25 maggio 1885 si tiene a Eboli una riunione per promuovere la costruzione della ferrovia Eboli-Vallo della Lucania che attraversa la Valle del Calore, nel corso della quale l’on. Francesco Spirito presenta un ordine del giorno per impegnare il Governo. Con un telegramma dell’11 maggio 1885 del sindaco Salerno, la cittadinanza di Castel San Lorenzo, in un solenne comizio, acclama il progetto ed esprime il proprio appoggio al Prefetto di Salerno… Il 2 gennaio 1882 il rapporto dei Carabinieri al Prefetto di Salerno sottolinea che la costruzione della ferrovia è richiesta «allo scopo di sviluppare il commercio di quelle ubertose contrade» di Roccadaspide, Capaccio, S. Angelo a Fasanella e Postiglione. L’on. Alario «con acconce parole dimostrò l’utilità della impresa». Poi parlarono i consiglieri provinciali Capozzoli, Bellotti e altri e «tutti riscossero unanimi applausi dalla popolazione accorsa in gran numero». Il comizio si sciolse «con ordine perfetto» dopo aver eletto un Comitato per la direzione dei lavori da intraprendere e dopo aver mandato un telegramma di felicitazioni al Re”.

Agostino Magliani

Uno dei maggiori sostenitori della linea ferroviaria del Calore era stato il ministro delle Finanze e del Tesoro, Agostino Magliani, originario di Laurino. La linea ferroviaria e la possibilità di viaggiare in treno arrivarono nel 1886. La linea Battipaglia-Agropoli era stata inaugurata il 4 giugno 1883. I lavori per il tratto successivo proseguirono e il 26 marzo 1886, a Rutino, venne forato l’ultimo diaframma della galleria, lunga oltre un chilometro, appaltata all’impresa Luigi Medici. Nel 1887 anche monsignor Luigi Dei Duchi di Mogrovejo, coinvolgendo i Comuni di Laurino, Campora, Cannalonga, Vallo della Lucania, Novi Velia, Ceraso e Ascea, propose la costruzione di una linea ferroviaria interna da Laurino ad Ascea, proposta che, su consiglio dell’on. Francesco Alario, il Consiglio Provinciale, nella seduta del 26 gennaio 1887, respinse, in quanto il tracciato Laurino-Ascea “avrebbe nuociuto agli interessi industriali e commerciali degli abitanti degli stessi mandamenti di Laurino, Gioi e Vallo”. Il quotidiano napoletano Roma, di domenica 24 aprile 1887, riprendendo la notizia da La Frusta di Salerno, annunciò che due giorni dopo il ministro dei Lavori Pubblici avrebbe visitato la linea Agropoli-Vallo. L’inaugurazione della linea ferroviaria Agropoli-Castelnuovo avvenne il 4 maggio 1887.

Come finì è noto: la linea ferroviaria seguì il tracciato costiero, con buona pace delle zone interne, tagliate fuori dal progetto. C’è, però, un particolare: il voltafaccia non fu gradito e, come riferisce la tradizione popolare e come si legge nel saggio di Galzerano, nottetempo il portone del palazzo di Laurino del ministro Agostino Magliani, potente ministro delle Finanze in nove Governi diversi, ininterrottamente dal novembre 1879 al dicembre 1888, fu imbrattato di escrementi. Successivamente, dopo la costruzione e l’attivazione della ferrovia Battipaglia-Reggio Calabria, l’ingegnere Forgnone ripropose, in due paginette riportate integralmente da Galzerano, una linea interna che, partendo da Eboli, arrivasse a Torre Orsaia, non mancando di lamentare il danno che l’abbandono di questa linea ferroviaria aveva arrecato alla popolazione della Valle del Calore: “La ferrovia, adunque, che si sta studiando, ha origine da Eboli, attraversa la tenuta di Persano per seguire la valle del Calore. Giunta al ponte sul Calore della provinciale Roccadaspide-Corleto, la ferrovia risale la sponda destra del torrente Fasanella fino alla regione S. Pietro, ove verrà ubicata la stazione di S. Angelo a Fasanella, Corleto e Bellosguardo. Di poi, passato il torrente Ripidi, la ferrovia si dirige a Laurino per immettersi nella valle del torrente Trenico. Passato il colle dello Sparviero, la ferrovia scende al Vallo Lucano e di là, avvicinandosi a tutti gli abitanti dell’alto Cilento, si dirige a Laurito e di qui si va ad innestare all’attuale stazione di Torre Orsaia della Battipaglia-Reggio, nel versante del golfo di Policastro… Questa ferrovia sviluppa una lunghezza di km 120 circa con diverse stazioni, e cioè: Persano, Altavilla, Controne, Castelcivita, Roccadaspide, Aquara, Castel San Lorenzo, Felitto, Ottati, S. Angelo a Fasanella, Corleto, Bellosguardo, Roscigno, Laurino, Piaggine, Sacco, Stio, Campora, Cannalonga, Moio, Pellare, Vallo Lucano, Massa, Novi Velia, Ceraso, S. Barbara, Cuccaro, Futani, Montano Antilia, Laurito, Castelruggero, Torre Orsaia”.

Questa l’idea dell’ingegner Forgnone che, però, non ebbe seguito. Avrà migliore fortuna la proposta presentata dal sindaco di Roscigno, Pino Palmieri, al ministro Salvini? Riuscirà la Destra dove non riuscì la Sinistra? Sarà sufficiente l’affinità politica tra i due per convincere Rete Ferroviaria Italiana della bontà e della fattibilità dell’opera e, quindi, finanziarla?

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