Il Cilento ha recentemente accolto un ospite d’eccezione: Genaro Fausto Lozano Valencia, Ambasciatore del Messico in Italia, in un tour non ufficiale che ha saputo coniugare perfettamente la scoperta del territorio con l’eccellenza enogastronomica e culturale. Ad accompagnare il diplomatico in questo viaggio su misura è stato Gaetano Cataldo, fondatore dell’associazione culturale Identità Mediterranea, che ha saputo tessere una rete di esperienze uniche per offrire una panoramica a 360 gradi del potenziale del territorio salernitano.
L’avventura è iniziata all’insegna della leggerezza e del gusto, con un benvenuto tutto salernitano presso la rinomata pizzeria Giagiù. Il patron Ciro Pecoraro ha incantato il palato dell’Ambasciatore con una marinara “tra passato e presente” e alici di Cetara, mentre il marito Xavier si è lasciato conquistare dalla classica Margherita. La serata ha preso una piega inaspettata con la visita di Gennaro Castiello, che ha condotto i commensali nel suo laboratorio Acqua Pazza Gourmet a Battipaglia, svelando i segreti della colatura di alici e del garum, in un viaggio che dai Romani arriva fino ai giorni nostri.

Il tour enologico è stato affidato a una delle figure più autorevoli del panorama vitivinicolo meridionale: Paola De Conciliis, che ha accolto l’Ambasciatore presso le sue storiche cantine a Prignano Cilento. Con una vista mozzafiato su Agropoli e Capri, la degustazione ha spaziato dal Selim Spumante fino all’Aglianico Naima, passando per un Fiano Antece vinificato in anfore di terracotta, dimostrando come il Cilento sappia esprimere complessità e territorialità anche nel calice.
La giornata si è conclusa con il calore della pizzeria La Panoramica a Giungano, dove Pietro Manganelli ha acceso i forni per celebrare l’antica pizza cilentana. In un’atmosfera conviviale, arricchita dalla presenza del giornalista Marco Contursi e del patron di Campania da Vivere, Giovanni Molinari, non sono mancate le eccellenze locali: dal pezzente alla brace ai formaggi di capra, fino al Nerello Mascalese offerto da Marco Contursi, che ha regalato un assaggio della migliore enologia siciliana.

La dimensione culturale è stata protagonista con la visita al Parco Archeologico di Paestum, dove il dott. Marco Vasile ha accompagnato l’Ambasciatore tra i maestosi templi greci. Un momento di grande suggestione che ha acceso i riflettori sulla possibilità di una futura collaborazione tra il Messico e il Parco Archeologico, un ponte culturale che Gaetano Cataldo spera di costruire.
Le tappe si sono susseguite tra agricoltura e ospitalità: il Caseificio Barlotti, con i suoi trionfi di mozzarella di bufala, e le Cantine San Salvatore 1988, guidate dall’istrionico Peppino Pagano, hanno offerto all’ospite messicano un assaggio della vita rurale e autentica del Cilento. La cena galante al ristorante di Alessandro Feo a Casal Velino ha rappresentato uno dei momenti più alti del percorso culinario, con piatti iconici come la caprese di mare e il risotto ispirato alla tradizione giapponese, che hanno saputo reinterpretare la materia prima locale con eleganza e tecnica magistrale.

Il gran finale è stato affidato alla natura e al mare. Dopo una gita in barca da Agropoli fino a Punta Licosa, il gruppo ha fatto tappa a Paisà, il ristorante di Pasquale Tarallo. Qui, tra paccheri al ragù di tonno e mousse di ricotta di bufala, l’Ambasciatore ha potuto apprezzare la filosofia del “cibo vero”, lontano dalla logica commerciale, conclusa con l’amaro del Presidente, tributo alla storia familiare di Tarallo.
Questo viaggio, intenso e ricco di sfaccettature, ha rappresentato molto più di una visita diplomatica. Come ha sottolineato Gaetano Cataldo, “l’aspirazione è quella di creare una rete sinergica cilentana che possa davvero avviare la destagionalizzazione dei nostri territori”. L’obiettivo è gettare le basi per una collaborazione stabile e valorizzare un patrimonio che, attraverso l’ospitalità e le sue eccellenze, ha saputo conquistare un rappresentante di una nazione lontana, ma legata al Mediterraneo da un profondo amore per la vita e la buona tavola.



