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Affido familiare, a Polla il terzo incontro del percorso formativo del Consorzio Sociale Ambito S10 con il giudice Emiliano Mistrulli

Promuovere una cultura dell’accoglienza diffusa e rafforzare una rete di prossimità capace di mettere al centro il benessere dei più giovani e il sostegno reciproco tra famiglie. È questo l’obiettivo del percorso di formazione gratuito dedicato all’affido familiare avviato dal Consorzio Sociale Ambito S10 Vallo di Diano, Tanagro e Alburni, presieduto da Michele Di Candia e diretto da Antonio Florio, in collaborazione con la Società Cooperativa Sociale Iris e l’Associazione “Il Cortile”.

L’iniziativa nasce con l’intento di consolidare il tessuto sociale del territorio, offrendo a cittadini e famiglie strumenti concreti per comprendere il valore dell’affido e per diventare parte attiva di una comunità fondata sulla solidarietà e sulla condivisione delle responsabilità educative. Il progetto mira infatti a costruire una rete di supporto capace di affiancare i nuclei familiari nei momenti di maggiore fragilità, garantendo ai minori la possibilità di crescere in un contesto sereno, stabile e ricco di relazioni significative.

Il percorso formativo è giunto al terzo appuntamento, svoltosi nella serata di ieri, 18 giugno 2026, presso il Segretariato Sociale di Polla. All’incontro hanno preso parte le famiglie affidatarie, gli operatori del Centro Affido del Consorzio Sociale e il giudice Emiliano Mistrulli, magistrato del Tribunale per i Minorenni di Potenza, che ha portato la propria testimonianza e il proprio contributo sul tema dell’accoglienza familiare e della tutela dei minori.

La formazione è rivolta a coppie sposate o conviventi, ma anche a persone singole, con o senza figli. Attraverso il supporto di professionisti qualificati, i partecipanti hanno l’opportunità di approfondire gli aspetti normativi, educativi e relazionali dell’affido familiare, comprendendo come la propria disponibilità possa trasformarsi in un aiuto concreto per bambini e ragazzi che vivono situazioni di difficoltà, oltre che per le famiglie che attraversano periodi di cambiamento o transizione.

L’obiettivo finale resta quello di favorire una maggiore consapevolezza sul valore dell’affido e di ampliare la rete delle famiglie disponibili all’accoglienza, rafforzando così una comunità capace di rispondere in maniera concreta ai bisogni dei più piccoli e delle loro famiglie.

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