Di Giuseppe Geppino D’Amico
Ci siamo spesso occupati, e continueremo a farlo, grazie alla collaborazione del dottor Aniello Baselice, presidente dell’Osservatorio Regionale sul Disturbo da Gioco d’Azzardo della Campania, di un argomento che con il passare degli anni diventa sempre più preoccupante: il gioco d’azzardo. Secondo i dati più recenti diffusi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), elaborati nel report 2026 di Libera, il gioco d’azzardo in Italia ha raggiunto cifre record, provocando una vera e propria deriva sociale. Il responsabile di Libera, Don Luigi Ciotti, ha ribadito la necessità di politiche che mettano al centro la salute pubblica anziché i profitti delle multinazionali o il mero gettito fiscale per lo Stato. Non va dimenticato che i soldi spesi per il gioco d’azzardo sono risorse sottratte all’economia locale e finanche alle spese sanitarie. Il problema, dunque, è drammatico.
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Il volume complessivo delle giocate (la “raccolta”) ha segnato in Italia nel 2025 un nuovo massimo storico: il totale giocato è di 164,6 miliardi di euro, con un incremento di circa 7 miliardi (+4,5%) rispetto al 2024. Il settore online continua a trainare il mercato, superando i 100 miliardi di euro (circa il 61% del totale). Per capire l’entità del fenomeno basta ricordare che nel 1990 la raccolta si fermava a soli 19,8 miliardi. Per quanto riguarda la geografia dell’azzardo, l’analisi territoriale mostra una concentrazione significativa in alcune regioni: la Lombardia si conferma al primo posto per volumi di gioco, seguita dalla Campania con oltre 21,5 miliardi di euro (+5% rispetto all’anno precedente). Solo a Napoli sono stati giocati 11,4 miliardi. Il Lazio è terzo con 17,4 miliardi di euro (+4,6%).
Altro allarme da non sottovalutare riguarda criminalità e riciclaggio. L’Associazione Libera sottolinea come l’azzardo legale sia diventato un terreno fertile per le mafie: sono circa 150 i clan censiti che gestiscono interessi nel settore, sia legale che illegale. Il sistema viene utilizzato per “pulire” denaro sporco tramite l’acquisto di ticket vincenti o l’uso di prestanome in sale VLT e scommesse dedicate al gioco elettronico. Nel primo semestre del 2025, le segnalazioni di operazioni sospette (UIF) legate al gioco sono aumentate del 37%, per un valore di oltre 700 milioni di euro. Sempre Libera denuncia il “naufragio dell’etica pubblica”, evidenziando che, nonostante l’aumento della raccolta, le entrate erariali non crescono proporzionalmente, poiché i giochi online e le scommesse hanno una tassazione inferiore rispetto ad altri settori. A preoccupare ulteriormente è anche l’aumento dell’offerta di gioco: si è passati da 44 tipologie di lotterie istantanee a oltre 55 in un solo anno. Si registra inoltre un incremento preoccupante dell’indebitamento delle famiglie e delle patologie legate alla dipendenza (DGA), spesso collegate a fenomeni di usura.
Ma qual è la situazione nella nostra regione? Le notizie più recenti rese note dall’Osservatorio Regionale sul Disturbo da Gioco d’Azzardo in Campania dipingono un quadro di forte allerta per il 2026, con dati che mostrano una crescita esponenziale del fenomeno, specialmente nel settore online. Nel 2025 in Campania sono stati spesi 21 miliardi e 563 milioni di euro, con una crescita del 4,7% rispetto all’anno precedente. Questa la distribuzione per singole province: Napoli guida la classifica con 11,4 miliardi; segue Salerno con oltre 4,1 miliardi di euro. Caserta è terza con circa 3,7 miliardi; quindi Avellino e Benevento. Il gioco digitale, ambito dove il controllo sociale è molto più difficile, ha ormai superato quello fisico e rappresenta circa il 60% delle scommesse totali.
Tra le iniziative per frenare il fenomeno va evidenziato il Piano Regionale di Contrasto, approvato a marzo 2026 dalla nuova Giunta regionale, che prevede uno stanziamento di 4,1 milioni di euro. Fondi ripartiti tra le varie ASL campane per il potenziamento della prevenzione nelle scuole, cure specialistiche presso i Ser.D. e supporto legale e psicologico per i cittadini sovraindebitati. L’Osservatorio rileva un numero di assistiti in costante aumento: oltre 3.500 persone ufficialmente in carico ai servizi pubblici a fine 2024, con stime in crescita per il 2026. Anche in Campania, così come a livello nazionale, è forte la preoccupazione causata dal rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata, che utilizza le piattaforme online per il riciclaggio di capitali illeciti. Si registra inoltre un abbassamento dell’età media dei giocatori e una preoccupante diffusione tra le fasce di popolazione più vulnerabili economicamente, che vedono nel gioco una falsa via d’uscita dalla povertà. In merito alle iniziative necessarie per combattere il fenomeno, l’Osservatorio sta spingendo per una maggiore integrazione tra servizi sanitari e sociali, sottolineando che la dipendenza digitale richiede nuovi strumenti di intercettazione precoce rispetto al passato. Per questo ha iniziato a porre le linee guida per la formazione degli operatori del gioco pubblico così da aumentare la tutela dei minori e dei soggetti più fragili.
Per il dottor Aniello Baselice questo è il traguardo. Baselice “Lo step che con la nuova giunta regionale vorremmo concretizzare prevede un piano sistemico regionale di formazione degli operatori, così da aumentare la tutela dei minori e dei soggetti più fragili”. Un programma condivisibile: tra i più fragili ci sono proprio i giovanissimi, i millennials, oggi esposti a rischi ancora maggiori anche per le capacità tecnologiche che sono in grado di mettere in campo.


