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Monte San Giacomo, encomio solenne per il geometra Cardamone: quarant’anni senza mai dire “non mi compete”

di Elia Rinaldi

L’otto aprile scorso il Consiglio comunale di Monte San Giacomo si è riunito in sessione straordinaria per un atto insolito quanto significativo: conferire un encomio solenne a un dipendente comunale che, dopo oltre quarant’anni di servizio, ha raggiunto la pensione il primo di aprile. Si tratta del geometra Vincenzo Cardamone, responsabile del Settore Tecnico Urbanistico dell’ente, figura che ha attraversato decenni di amministrazioni diverse lasciando un segno riconosciuto da maggioranza e minoranza.

Ad aprire gli interventi è stato il capogruppo di maggioranza Aldo Manno, il quale ha inquadrato la figura di Cardamone dentro una riflessione più ampia sul ruolo degli enti locali e di chi vi lavora. Ha ricordato come, fin dall’insediamento dell’amministrazione nel 2021, l’obiettivo fosse stato rafforzare la macchina comunale non soltanto attraverso nuove assunzioni ma valorizzando le risorse già presenti. Il geometra Cardamone, a suo avviso, è stato l’esempio più compiuto di questo patrimonio umano e professionale: qualcuno capace di ascoltare il cittadino, di mediare tra le esigenze del singolo e quelle della collettività, di muoversi con competenza in un settore, quello dell’edilizia e dell’urbanistica, notoriamente complesso e carico di tensioni. Manno ha sottolineato come Cardamone non abbia mai ceduto alla cosiddetta sindrome della deresponsabilizzazione, non abbia mai detto “questo non mi compete”, anzi si sia spesso caricato di responsabilità superiori a quelle formalmente previste. In un piccolo comune come Monte San Giacomo, ha osservato, solo due geometri hanno retto per anni la struttura tecnica, con responsabilità che superavano di gran lunga la relativa remunerazione.

Il capogruppo di minoranza Gianluca Viciconte ha espresso a nome del suo gruppo riconoscenza per il lavoro svolto in tutti questi anni, sottolineando la professionalità e la competenza dimostrate in un ambito difficile come quello dell’edilizia privata, e ha augurato al geometra un meritato riposo circondato dall’affetto dei suoi cari.

Ha preso poi la parola il consigliere Raffaele Accetta, più volte sindaco del paese, che ha ricordato di aver trovato Cardamone già in Comune nel 1983, quando lui stesso si avvicinava per la prima volta alla politica. Un percorso lunghissimo e in qualche modo condiviso, nei rispettivi ruoli di tecnico e di amministratore. Accetta ha parlato di profonda amicizia, non priva di momenti di tensione, come capita nella pubblica amministrazione, ma mai sfociata in atteggiamenti irrisolvibili. 

A chiudere la serata è stata la sindaca Angela D’Alto, che ha tracciato un ritratto di Cardamone come uomo delle istituzioni nel senso più pieno del termine. Ha ricordato che per lui non sono esistite stagioni politiche: non ha servito il sindaco Nicodemo, né Accetta, né lei stessa — ha servito il Comune di Monte San Giacomo e la sua comunità, con la stessa lealtà verso tutti. Ha citato il suo impegno come sindacalista per ottenere il salario accessorio, la sua abitudine a restare in ufficio fino a sera per sbrigare pratiche che non avevano una collocazione precisa, la sua capacità di lavorare per obiettivi senza guardare l’orologio.

D’Alto ha tenuto poi a sottolineare un aspetto che considera quasi una questione di principio: in questi quattro anni non c’è mai stato un litigio né un malumore con Cardamone, ma in realtà con nessun dipendente comunale. E non è un caso, ha spiegato, perché quando la politica comincia ad accusare i dipendenti è la fine della politica stessa. Il giorno in cui un amministratore indica in un ufficio o in un funzionario il responsabile dei propri insuccessi, ha detto, significa che ha già fallito e che è tempo per lui di tornare a casa.

Ha concluso con una nota personale: il primo giorno in cui era arrivata in Comune da sindaca appena eletta, la prima mano che aveva stretto era stata la sua.

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