Di Antonio Sica – Immagini rendering fornite dall’Arch. Vincenzo Biancamano – VBH Restauri.

Prepararsi oggi alle trasformazioni che potranno incidere sul futuro del territorio. È questo il senso del Piano di sviluppo socioeconomico di Buonabitacolo, presentato sabato 10 ottobre al Centro sociale Cupola con l’incontro “Verso il 2033”. Una prospettiva che guarda alla futura stazione dell’Alta Velocità e alle opportunità che potrà generare per il paese e per il Vallo di Diano, ma che richiede programmazione, servizi e una visione condivisa. Il 2033 sarà un anno significativo per Buonabitacolo: ricorreranno i 700 anni dalla fondazione del paese, avvenuta il 2 novembre 1333. È anche l’orizzonte temporale scelto per ragionare sulle trasformazioni attese e sulle azioni da mettere in campo. Il Piano è stato elaborato con il contributo di docenti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, esperti e tecnici.
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“Abbiamo sentito la necessità -ha spiegato il sindaco Giancarlo Guercio- di affiancare agli strumenti tradizionali, come il Piano urbanistico comunale che stiamo adottando, una pianificazione capace di concentrarsi sullo sviluppo economico e sociale e di immaginare le prospettive future”. Tra i temi che hanno orientato il lavoro c’è la futura stazione dell’Alta Velocità, prevista a breve distanza dal territorio comunale. “Si troverà a circa 800 metri dal nostro confine -ha aggiunto Guercio- e abbiamo voluto capire come Buonabitacolo possa collegarsi ai servizi e alle opportunità che un’infrastruttura così importante potrà creare”.

Da questa prospettiva nasce l’immagine della “Porta Sud”, pensata come accesso al Vallo di Diano e alle sue risorse. Per il primo cittadino di buonabitacolo“è la porta Sud del Vallo di Diano, ma anche una porta verso il Sud Italia. In un momento in cui si parla molto dell’abbandono dei territori, soprattutto da parte dei giovani, dobbiamo immaginare soluzioni che vadano oltre i nostri mandati elettorali”. Il Piano si prefigge anche di contribuire a rendere il paese più attrattivo e a creare condizioni favorevoli, sia per chi già vi abita sia per chi potrebbe scegliere di trasferirsi. “Mi auguro che gli interventi in arrivo possano permettere alle persone di restare e di vivere bene qui -ha sottolineato ancora Guercio- ma anche attrarre nuove energie e nuove forze, creando le condizioni per il ripopolamento dei nostri centri”. Il sindaco ha richiamato anche il rapporto tra il Piano di sviluppo e il nuovo Piano urbanistico comunale, attualmente in fase di adozione: “Abbiamo già inserito nelle cartografie del PUC -ha precisato Guercio- l’area di indirizzo del Piano di Sviluppo. Per noi questo significa che la visione delineata non resta astratta, ma entra nello strumento principale con cui un Comune pianifica il proprio territorio”.

La componente economica e le prospettive di crescita sono state illustrate dal professor Paolo Rizzi, docente di Politica economica ed Economia applicata all’Università Cattolica di Piacenza. Il lavoro ha coinvolto giovani, imprenditori locali e amministratori, facendo emergere anche alcuni elementi positivi già presenti a Buonabitacolo, tra cui un dato di natalità superiore a quello provinciale e regionale. Per il prof. Rizzi “la sfida è doppia: immaginare un futuro per un Comune di piccole dimensioni, in un’area che oggi presenta difficoltà di sviluppo, e capire come un investimento fondamentale come l’Alta Velocità possa modificare le traiettorie del territorio”. Per il docente, la vicinanza alla stazione e alla Certosa di Padula può aprire prospettive sia per il turismo sia per nuovi residenti e attività. Ma la preparazione deve cominciare prima dell’apertura dell’infrastruttura: “Non bisogna aspettare -ha aggiunto- che la stazione entri in funzione. Occorre ragionare in anticipo su come attrarre persone e investimenti, senza perdere di vista la qualità della vita di chi abita già questi luoghi”.

Il contributo del marketing territoriale è stato presentato da Pasquale Orlando, advisor di marketing strategico. “Questo progetto -ha spiegato- è qualcosa di più del marketing: è un piano strategico che affronta la comunicazione, l’urbanistica e gli aspetti necessari per preparare il territorio ad accogliere viaggiatori e potenziali visitatori”. La sfida è molto difficile e per questo anche molto affascinante: mettere a sistema le caratteristiche di Buonabitacolo e del Vallo di Diano, trasformandole in un’offerta riconoscibile. “Quello che presentiamo oggi -ha aggiunto- è un punto di partenza. Le proposte potranno essere arricchite dal confronto e dai contributi che arriveranno in futuro”.
L’architetto Vincenzo Biancamano ha illustrato la visione progettuale della “Porta Sud”, composta da nove aree con caratteristiche proprie, ma collegate da un disegno unitario. “L’idea è creare un unico contesto comunitario -ha spiegato Biancamano, avvalendosi anche di immagini rendering- con spazi che dialoghino tra loro e siano pensati prima di tutto per la comunità”. Tra gli obiettivi c’è anche la connessione tra il nuovo piano, il centro abitato e la futura stazione: “Le aree saranno collegate da percorsi che dovranno mettere in relazione il piano con il centro di Buonabitacolo e, allo stesso tempo, con l’Alta Velocità”. Il progetto dovrà “rispettare il paesaggio e rispondere alle nuove esigenze legate al cambiamento climatico. La prima delle nove aree è concepita come punto di accoglienza, in prossimità delle infrastrutture previste; le altre si svilupperanno lungo percorsi capaci di integrare le diverse funzioni”.
Infrastrutture, sostenibilità, servizi e collaborazione tra istituzioni e realtà locali sono dunque gli assi attorno ai quali Buonabitacolo intende costruire il proprio percorso verso il 2033. La sfida sarà tradurre questa visione in interventi concreti, facendo sì che le opportunità future si accompagnino a benefici per la comunità e a una migliore qualità della vita.








