Casa e Ospedale di Comunità di Sala Consilina, liste d’attesa e visite oculistiche cancellate dopo un anno di attesa. Alla vigilia della visita del Presidente della Regione a Monte San Giacomo, la Piazza Cilento-Vallo di Diano dell’Associazione Schierarsi chiede risposte: “Le aree interne non vivono di inaugurazioni, ma di servizi”. Oggi infatti il Presidente della Regione Campania Roberto Fico sarà a Monte San Giacomo per inaugurare la nuova Bottega della Comunità. Un appuntamento che richiama il tema della sanità di prossimità e dell’attenzione alle aree interne. È proprio alla vigilia di questa visita che la Piazza Cilento-Vallo di Diano dell’Associazione Schierarsi vuole riportare l’attenzione su ciò che accade ogni giorno nella sanità del territorio.

La Piazza Cilento-Vallo di Diano non intende contestare l’apertura di una nuova struttura, né mettere in discussione l’importanza della sanità di prossimità, ma la prossimità non può essere misurata soltanto attraverso le inaugurazioni. Si misura anche attraverso la possibilità concreta per un cittadino di ottenere una visita nei tempi previsti, attraverso la presenza dei medici, il funzionamento delle agende e la capacità delle strutture sanitarie di garantire continuità ai servizi. Nel Vallo di Diano, accanto alle strutture che vengono inaugurate, ci sono opere ancora da realizzare e cittadini che continuano ad affrontare tempi di attesa difficili da sostenere. A Sala Consilina sono previsti una Casa della Comunità e un Ospedale di Comunità, interventi destinati a rappresentare un tassello importante del rafforzamento dell’assistenza territoriale nelle aree interne. Il territorio ha però bisogno di conoscere con chiarezza quale sia oggi lo stato effettivo di questi interventi, quali siano le risorse concretamente disponibili, quale sia il cronoprogramma aggiornato e soprattutto quando le strutture potranno diventare realmente operative. Una struttura sanitaria non è tale soltanto perché compare nei documenti di programmazione o perché viene finanziata. Diventa un servizio quando viene realizzata, dotata di personale e messa concretamente a disposizione dei cittadini.

“Su questo, scrive Schierarsi, chiediamo al Presidente Fico di fornire risposte chiare e pubbliche, a partire da Monte San Giacomo. Ma se le nuove strutture appartengono al futuro, c’è una vicenda che racconta invece la sanità che oggi i cittadini si trovano concretamente ad affrontare”. L’associazione riporta poi quanto accaduto in merito ad una prima visita oculistica prescritta a cittadini di Sala Consilina: l’11 novembre 2025 vengono emesse prescrizioni per una prima visita oculistica, codice 95.02, con priorità P – Programmabile. Il 19 novembre vengono effettuate le prenotazioni attraverso i canali istituzionali e le visite sono fissate presso il Poliambulatorio di Sala Consilina per il 19 novembre 2026: un anno di attesa. Nel promemoria di prenotazione compare anche una “data prima offerta” del 23 aprile 2026, che non risulta essere stata concretamente fruibile dal cittadino. Infatti, la prenotazione concretamente accettata dal cittadino è quella del 19 novembre 2026. Anche considerando la data della prima offerta indicata nel documento, si tratta comunque di un’attesa superiore ai 120 giorni previsti per la classe di priorità P e che, pertanto, merita una spiegazione. Poi, quando ormai mancano poche settimane all’appuntamento, arriva la comunicazione che i cittadini certamente non si aspetterebbero dopo un anno di attesa. Il 30 settembre 2026 il Distretto Sanitario 72 comunica telefonicamente l’annullamento delle visite a causa di cessazione/trasferimento del medico oculista: testualmente “il medico è andato via”. I cittadini non hanno rinunciato alla prestazione e non hanno chiesto di modificare l’appuntamento. È stata la struttura sanitaria a comunicare la cancellazione. Il giorno successivo, 1° ottobre, i cittadini si rivolgono al CUP per chiedere di essere riprogrammati. La disponibilità nel Vallo di Diano non viene individuata e l’alternativa prospettata presso il Distretto di Capaccio sarebbe collocata nel 2027. La sequenza è quindi semplice e documentata: una prescrizione nel novembre 2025, una visita fissata per novembre 2026, la cancellazione a poche settimane dall’appuntamento per cessazione/ trasferimento del medico e, infine, la prospettiva di una nuova attesa fino al 2027. Non è una richiesta di corsia preferenziale. Non è la richiesta di saltare una lista d’attesa. È una questione molto più semplice: cosa accade al diritto del cittadino quando una prestazione già prenotata viene cancellata per un problema organizzativo della stessa Azienda sanitaria? Se l’appuntamento viene annullato dall’organizzazione sanitaria, il cittadino non dovrebbe essere lasciato solo a ricominciare il percorso da capo. È legittimo chiedere quale procedura di tutela venga applicata in questi casi e se è prevista, perché non viene applicata, nonché quali strumenti siano previsti per garantire la prestazione nel rispetto dei tempi di accesso, pari a 120 giorni di attesa. Le liste d’attesa, continua Schierarsi, non sono numeri su un report.

Dietro ogni numero c’è una persona che organizza il proprio lavoro, si sposta, programma la propria vita e conta sulla data che il sistema sanitario le ha assegnato. Quando quella data viene cancellata per una ragione organizzativa interna, non può essere il cittadino a sostenere integralmente il costo della disorganizzazione. È questo il punto politico che la Piazza Cilento-Vallo di Diano dell’Associazione Schierarsi intende portare all’attenzione del Presidente Fico. “Oggi a Monte San Giacono si parlerà di sanità di prossimità. Noi chiediamo che si parli anche della sanità che i cittadini incontrano ogni giorno: quella delle visite da prenotare, dei medici che mancano, delle agende che si esauriscono, delle prestazioni che vengono cancellate e delle nuove date che diventano difficili da trovare. Per questo chiediamo al Presidente della Regione di non limitarsi all’inaugurazione della Bottega della Comunità, ma di cogliere l’occasione per confrontarsi con le questioni aperte del territorio. Venga a spiegare ai cittadini del Vallo di Diano quando partiranno concretamente gli interventi per la Casa della Comunità e l’Ospedale di Comunità di Sala Consilina, quali risorse siano oggi effettivamente disponibili, quali siano i tempi previsti e con quale personale le strutture saranno rese operative. E venga a spiegare anche come sia possibile che visite oculistiche prescritte nel novembre 2025, fissate dopo un anno di attesa e cancellate a poche settimane dall’appuntamento perché “il medico è andato via”, possano tradursi per i cittadini nella prospettiva di una nuova prestazione soltanto nel 2027. Sono domande che non riguardano soltanto il singolo caso. Riguardano il funzionamento del servizio sanitario pubblico in un’area interna che da anni chiede di non essere considerata periferica. Il Vallo di Diano non chiede una sanità privilegiata. Chiede una sanità normale: strutture che vengano realizzate nei tempi previsti, servizi realmente disponibili, personale sufficiente e percorsi di accesso alle cure che non costringano i cittadini ad attendere indefinitamente, nonostante una parte delle tasse versate sia destinata al Servizio Sanitario Nazionale. Una Bottega di Comunità può rappresentare un presidio importante. Ma la sanità di prossimità non può fermarsi all’inaugurazione di una struttura. Deve continuare il giorno dopo, quando un cittadino ha bisogno di una visita, quando un medico viene trasferito o cessa dal sevizio, quando un appuntamento viene cancellato e quando qualcuno deve garantire che quella prestazione venga comunque erogata. Le aree interne non vivono di inaugurazioni. Vivono di servizi. Il Vallo di Diano non vuole passerelle né promesse. Vuole tempi certi, risorse, personale e risposte”.


