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Il valdianese Michele D’Alto protagonista negli Stati Uniti: da Monte San Giacomo ai grandi appuntamenti della cardiologia mondiale

Di Antonio Sica

Michele D’Alto

Da Monte San Giacomo ad Ann Arbor, nel Michigan, dove alcuni dei più autorevoli specialisti internazionali si sono ritrovati per discutere il futuro della ricerca e delle cure dell’ipertensione polmonare. Tra i protagonisti del confronto c’era Michele D’Alto, cardiologo originario del Vallo di Diano, che attraverso il suo lavoro clinico e scientifico continua a portare il nome del territorio nei luoghi in cui la medicina si confronta sulle sue sfide più importanti.

Nei giorni scorsi, negli Stati Uniti, D’Alto ha partecipato al PH Update 2026 – Gateway to the 8th World Symposium, appuntamento scientifico dedicato alle più recenti acquisizioni nella diagnosi e nel trattamento dell’ipertensione polmonare.

Una presenza che conferma il riconoscimento internazionale conquistato dal medico valdianese in un settore complesso, nel quale ricerca e assistenza ai pazienti richiedono competenze altamente specialistiche.

Il simposio ha riunito ad Ann Arbor esperti statunitensi ed europei, tra cui Vallerie McLaughlin, Marc Humbert, Olivier Sitbon, Jean-Luc Vachiery, Roberto Badagliacca e Gabor Kovacs.

Nel programma, il nome di Michele D’Alto figurava tra i componenti della faculty, il gruppo di specialisti chiamati a offrire il proprio contributo scientifico alle diverse sessioni. A lui è stata affidata la relazione “Remission: Can we get there?”, nell’ambito della sessione plenaria “Risk Assessment and Remission”, dedicata alla valutazione del rischio e alla remissione della malattia. Una domanda che racchiude una delle prospettive più ambiziose della ricerca sull’ipertensione arteriosa polmonare: fino a dove possono condurre le nuove strategie terapeutiche e quanto è possibile avvicinarsi a una condizione di remissione? È un tema che guarda oltre il controllo della patologia e apre il confronto su obiettivi terapeutici sempre più avanzati. La remissione resta una prospettiva da studiare e definire con rigore, senza confonderla con una guarigione già acquisita. Il contributo di D’Alto si inserisce proprio in questa discussione, che riguarda il futuro delle cure e le possibilità di migliorare la vita dei pazienti. Il programma del meeting ha affrontato anche la stratificazione del rischio, il ruolo dell’imaging e delle valutazioni emodinamiche, i nuovi farmaci e le terapie emergenti, oltre alle forme di ipertensione polmonare associate a patologie cardiache e respiratorie. D’Alto ha inoltre preso parte al confronto con gli altri esperti e con il pubblico al termine della sessione mattutina.

Per Monte San Giacomo e il Vallo di Diano, questa partecipazione ha un significato che va oltre il prestigio dell’appuntamento. Racconta il percorso di un professionista partito dal territorio e diventato un interlocutore autorevole della comunità scientifica internazionale. Una di quelle storie che danno un volto concreto al talento valdianese e permettono a un’intera comunità di riconoscersi, con orgoglio, nei risultati di un suo concittadino. Un percorso che continua a svilupparsi anche nella sanità campana. Dal 1° dicembre 2025, Michele D’Alto è direttore facente funzione dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia del CTO di Napoli, presidio dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, dopo una lunga esperienza al Monaldi. Nel suo curriculum figura anche l’attività svolta nella Cardiologia dell’ospedale di Polla tra il 1999 e il 2001: una tappa professionale che lega la sua storia direttamente alla sanità del Vallo di Diano. La Cardiologia del CTO ha attivato il 2 febbraio 2026 dieci posti letto monitorizzati, rafforzando la possibilità di proseguire direttamente in ospedale il percorso di cura dei pazienti valutati in Pronto Soccorso. Il servizio prende in carico persone con diverse patologie cardiologiche, tra cui scompenso cardiaco, aritmie e ipertensione polmonare. È inoltre previsto un ampliamento fino a sedici posti letto, con Unità di terapia intensiva coronarica e sala di Emodinamica.

Michele D’Alto

Alla pratica clinica Michele D’Alto affianca da anni la ricerca e la formazione. Il profilo pubblicato dalla Società Europea di Cardiologia documenta oltre duecento pubblicazioni scientifiche, contributi a dieci libri di cardiologia e la partecipazione come ricercatore principale a numerosi studi internazionali multicentrici. Un’attività che aiuta a comprendere perché il suo contributo venga richiesto nei principali appuntamenti dedicati all’ipertensione polmonare.

Il meeting di Ann Arbor ha guardato anche al World Symposium on Pulmonary Hypertension di Amsterdam del 2029, richiamato nella relazione di apertura di Marc Humbert: un appuntamento destinato ad alimentare il confronto sulle future strategie diagnostiche e terapeutiche. In questo cammino internazionale c’è anche un pezzo del Vallo di Diano.

Lo rappresenta Michele D’Alto, con la solidità del suo lavoro e con un percorso che unisce le radici di Monte San Giacomo alla ricerca e alla cura dei pazienti. E ogni volta che il suo nome compare accanto a quello dei grandi esperti del settore, per il territorio è un nuovo motivo di orgoglio.

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