Nella suggestiva cornice della Sala del Refettorio della monumentale Certosa di San Lorenzo a Padula, si è celebrata la XXIII edizione del Premio Internazionale “Joe Petrosino”, promosso e organizzato dall’Associazione Internazionale Joe Petrosino ETS. Un appuntamento solenne che rinnova l’omaggio alla memoria e al sacrificio di Joe Petrosino, pioniere della lotta alla criminalità organizzata, traducendosi in un tributo concreto a chi, quotidianamente e con profondo senso del dovere, presidia la legalità, la giustizia e la democrazia.

La manifestazione si è svolta sotto i prestigiosi patrocini del Senato della Repubblica, della Camera dei deputati, dei Ministeri dell’Interno, della Difesa e della Giustizia, della Regione Campania, della Comunità Montana Vallo di Diano, della Città di Padula e del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del Presidente dell’Associazione, Vincenzo Petrizzo, della Sindaca di Padula, Michela Cimino, e di Nino Melito Petrosino, pronipote di Joe e Presidente Onorario dell’Associazione. La cerimonia è stata poi condotta e moderata dalla giornalista Lucia Serino.

Il momento centrale della giornata ha visto il conferimento dei riconoscimenti a personalità simbolo del panorama nazionale nel contrasto alle mafie e nella diffusione dell’impegno civile.
I Premi Internazionali “Joe Petrosino” sono stati consegnati alla dott.ssa Alessandra Cerreti e al dott. Rosario Ferracane, sostituti procuratori della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, presidio inflessibile della magistratura contro la penetrazione mafiosa; al Magg. “Ulisse”, Comandante della Sezione CRIMOR del ROS dei Carabinieri, simbolo del lavoro investigativo e operativo sul campo; a Gian Franco Franciosi, testimone di giustizia ed esempio di straordinario coraggio civile; e a Lirio Abbate, giornalista e saggista da sempre impegnato nell’informazione d’inchiesta.

Gli Attestati di Benemerenza sono stati conferiti alla dott.ssa Celestina Carrano, sostituto procuratore della DDA di Napoli, di origini teggianesi; al ten. col. Gianluigi Marmora, dei Carabinieri, Nucleo Tutela Patrimonio Culturale; al cap. Luca Patrizi, già Comandante della Compagnia della Guardia di Finanza di Nocera Inferiore; all’ispettore della Polizia di Stato Gianpiero Ricotta, in servizio presso la Questura di Potenza; e ad Antonio D’Alvano, ispettore della Polizia di Stato in servizio presso la Polizia Stradale di Potenza.
Momento di particolare valore educativo è stato il ruolo attivo svolto dagli studenti del Liceo Scientifico “C. Pisacane” di Padula: i ragazzi hanno intrapreso, nei giorni scorsi, un percorso di studio approfondito sui profili e sulle vicende dei premiati, per poi leggere con trasporto e consapevolezza alla platea le motivazioni ufficiali che hanno spinto l’Associazione ad assegnare i riconoscimenti.
Ad arricchire ulteriormente la cerimonia è stato il prezioso intervento del Cav. Michael Lemma, collaboratore presso la segreteria del Ministro della Giustizia e Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, il quale ha omaggiato e sorpreso l’Associazione Internazionale Joe Petrosino ETS con una targa di riconoscimento recante parole di profonda stima ed elogio:
“Testimone autorevole e infaticabile della cultura e della legalità. Nel nome di Joe Petrosino, unisce nella difesa dei valori fondamentali della giustizia, dell’onestà e della libertà. Custode della memoria e faro di legalità.”
L’evento si è poi concluso con la visita alla Casa Museo Joe Petrosino, a cura del pronipote Nino Melito Petrosino, che ha appassionato i premiati.
Come Associazione Internazionale Joe Petrosino ETS, siamo profondamente orgogliosi e onorati di poter rinnovare ogni giorno, attraverso l’impegno sul territorio e iniziative di alto profilo come il Premio Internazionale Joe Petrosino, l’eredità morale del nostro illustre concittadino. Joe Petrosino, pioniere assoluto della lotta al crimine organizzato, ha sacrificato la propria vita per un ideale irrinunciabile: un mondo fondato sull’onestà, sulla giustizia e sul primato inderogabile della legalità.
Custodire questo testimone significa anzitutto trasmetterlo alle nuove generazioni. La presenza partecipe e consapevole degli studenti del Liceo “Carlo Pisacane” di Padula ha rappresentato per tutti noi il momento più autentico ed emozionante. Come ammoniva lucidamente il giudice Paolo Borsellino, “se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipresente e misteriosa mafia svanirà come un incubo”. Dialogare con i ragazzi significa parlare al presente e plasmare il futuro: far toccare loro con mano testimonianze vive e concrete di donne e uomini di giustizia insegna che la legalità non è un concetto astratto, bensì una scelta quotidiana, coraggiosa e consapevole a cui tutti noi siamo chiamati per creare un mondo migliore.
Un ringraziamento colmo di stima va a tutti i premiati e agli insigniti degli attestati di benemerenza: servitori dello Stato e professionisti infaticabili, encomiabili per rettitudine, rigore etico e abnegazione, che incarnano il volto migliore del nostro Paese.
Ciascun intervento ha offerto spunti di eccezionale caratura civile, ma un’emozione speciale e corale ha pervaso la sala durante le parole del magistrato Rosario Ferracane. Il sostituto procuratore della DDA di Milano ha condiviso con la platea la genesi della sua vocazione: siciliano, originario di Castelvetrano, ricorda vividamente le stragi mafiose del ’92, quando la Sicilia e l’Italia intera sembravano sprofondare nella disperazione, arrendendosi alla mafia. Di fronte a quelle immagini drammatiche, strinse una promessa con il nonno, anch’egli vittima di minacce estorsive: sarebbe diventato magistrato e avrebbe lottato contro la criminalità organizzata. Un passaggio di rara intensità che ha commosso l’intera platea.
Nell’organizzazione del Premio Internazionale Petrosino, l’Associazione Internazionale Joe Petrosino ETS ritrova la propria ragion d’essere più profonda. Nel solco tracciato dal lavoro e dal sacrificio del nostro concittadino Joe, rinnoviamo l’impegno a essere sentinelle di legalità e custodi di una memoria che non si arrende al malaffare. Lo facciamo ogni giorno, perché la legalità non vive di parole, ma del coraggio quotidiano di chi sceglie sempre da che parte stare. Con la schiena dritta e senza paura.


