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Salerno e Campania: il coraggio di crescere in un’economia che rallenta

di Elia Rinaldi

Il tessuto economico della provincia di Salerno e dell’intera regione Campania mostra segnali di un dinamismo che cerca di contrastare le incertezze del panorama nazionale. Nell’ultimo anno, secondo i dati di Unioncamere e Centro Studi Tagliacarne, la realtà salernitana ha evidenziato una tenuta strutturale significativa, posizionandosi con indicatori che spesso superano le medie del Paese, pur in un contesto di profonda trasformazione.

Il mondo delle imprese vive una fase di chiaroscuro: se a livello nazionale si registra una lieve contrazione delle attività, la Campania si muove in controtendenza con una crescita dello 0,4%, mentre Salerno contiene la flessione allo 0,3%. Particolarmente vivace appare il settore del terzo settore, con un incremento dell’11,1% delle istituzioni iscritte al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) nel salernitano, un dato che supera di molto la media italiana e testimonia una forte spinta verso l’economia sociale. Resta invece più complesso il fronte delle start-up innovative, che subiscono un calo marcato sia a livello provinciale che regionale.

Il mercato del lavoro restituisce una fotografia di moderato ottimismo: il numero di occupati tra Salerno e il resto della regione è cresciuto in modo più sostenuto rispetto alla media nazionale. A Salerno, in particolare, l’aumento dell’1,9% si contrappone a un dato italiano decisamente più timido. Tuttavia, le previsioni per l’immediato futuro suggeriscono cautela, con una riduzione prevista delle entrate di nuovi lavoratori nelle imprese extra-agricole, un segnale che riflette le preoccupazioni per il rallentamento della domanda.

Sul fronte della ricchezza delle famiglie, i dati relativi al reddito disponibile procapite del 2024 mostrano una crescita incoraggiante. A Salerno, il reddito medio ha raggiunto i 18.556 euro, segnando un aumento del 16,8% rispetto al 2021. Questa progressione, sebbene lasci la provincia ancora nelle fasce basse della graduatoria nazionale, rappresenta il miglior risultato dell’ultimo quadriennio. Parallelamente, si osserva una buona tenuta dei depositi bancari e del risparmio postale, che nel salernitano sono cresciuti del 4,4%, riflettendo una propensione alla prudenza da parte dei cittadini.

L’export e il mercato immobiliare completano un quadro di luci e ombre. Mentre le esportazioni salernitane hanno subito una flessione nel 2025, in controtendenza rispetto alla crescita regionale e nazionale, il settore delle compravendite di abitazioni ha mostrato una vitalità superiore alla media italiana, con un incremento delle transazioni normalizzate del 4,9%. In sintesi, il territorio si conferma un laboratorio economico dove la capacità di adattamento delle imprese e il sostegno del risparmio familiare fungono da ammortizzatori contro le turbolenze esterne.

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