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A Casalbuono don Roberto Faccenda presenta il suo libro “A(r)marsi con cinque ciottoli”

Si terrà giovedì 26 marzo alle ore 19, presso l’auditorium Massimo Troisi di Casalbuono, la presentazione del libro “A(r)marsi con cinque ciottoli” di don Roberto Faccenda. L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali del sindaco Attilio Romano e del parroco Ivan Sarto, per poi lasciare spazio al dialogo tra l’autore e il giornalista Lorenzo Peluso.

Il volume prende le mosse dal racconto biblico di Davide e Golia, trasformandolo in un percorso interiore che guarda alla resistenza non violenta come risposta alle sfide quotidiane. L’immagine è essenziale: Davide avanza senza armatura né spada, con cinque pietre raccolte dal torrente e una fiducia che nasce da dentro. È proprio da questa scena che si sviluppa la riflessione di don Faccenda, che non propone un commento esegetico, ma un cammino concreto di vita spirituale.

I cinque “ciottoli” evocati nel titolo diventano altrettanti atteggiamenti interiori: silenzio, essenzialità, fiducia, gratuità e gioia. Elementi semplici, quasi minimi, ma capaci, secondo l’autore, di incidere profondamente nella vita di chi li accoglie. Il testo si rivolge in particolare ai giovani e a chi attraversa una fase di ricerca, offrendo uno sguardo che unisce immediatezza e tono poetico, senza la pretesa di insegnare ma con l’intento di condividere un’esperienza.

Nato a Salerno nel 1984, don Roberto Faccenda ha intrapreso il percorso vocazionale a 18 anni, entrando nel Seminario Metropolitano “Giovanni Paolo II” di Pontecagnano-Faiano. Ordinato sacerdote nel 2009, è oggi Direttore della Pastorale Giovanile della Diocesi di Salerno-Campagna-Acerno e Responsabile della Pastorale della Scuola. Il suo impegno si concentra soprattutto sul dialogo con i giovani, attraverso progetti che privilegiano l’ascolto e la relazione.

Il suo stile diretto e privo di formalismi lo ha reso una figura riconoscibile e apprezzata, capace di intercettare il linguaggio delle nuove generazioni pur restando lontano dai social media. Nei suoi incontri propone esercizi di interiorizzazione come risposta alla superficialità delle relazioni contemporanee, mantenendo una presenza costante e concreta nei contesti educativi.

Accanto alla dimensione pastorale, emerge anche un tratto personale: la passione per il calcio e per la Salernitana, vissuta con la stessa intensità che caratterizza il suo percorso di fede. Un elemento che contribuisce a delineare un profilo umano prima ancora che istituzionale, in linea con l’impostazione del libro, che invita a riscoprire strumenti semplici per affrontare sfide complesse.

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